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Prima della nuova Force India: quando il fascino del rosa conquista i motori

Prima della nuova Force India: quando il fascino del rosa conquista i motori

Il 15/03/2017 alle 15:46

La Force India ha svelato la nuova livrea ufficiale per la stagione in arrivo: le monoposto di Sergio Perez ed Esteban Ocon passeranno dal classico nero-argento-arancio al rosa pastello dopo l’arrivo del nuovo sponsor BWT, azienda che produce filtri per acqua. Ma, prima della scuderia indiana, altre squadre hanno scelto di colorarsi di rosa, con alterne fortune. Anzi, più sfortune...

Per anni, ci siamo abituati a vedere quella tricomia argento-nero-arancio, ma ora possiamo anche mettere in soffitta il classico schema di colore della Force India. Il prossimo 26 marzo, sulla griglia di Melbourne, potremo vedere distintamente due macchie rosa all’interno dello schieramento: le monoposto di Sergio Perez ed Esteban Ocon. La scuderia di Vijay Mallya ha scelto di stravolgere completamente la livrea dopo l’ingresso del nuovo main-sponsor, la Best Water Technology (BWT), azienda che produce filtri per acqua: anche i piloti indosseranno caschi con richiami rosa, per un’immagine complessiva il più coordinata possibile.

Force India 2017

Force India 2017LaPresse

“L’arrivo di BWT in Formula1 è una grande notizia – ha commentato il patron della scuderia indiana – e rappresenta una delle partnership più importanti della nostra storia. Questo accordo commerciale è un segno di quanto siamo migliorati come squadra grazie ai nostri risultati. Nel 2017, le nostre monoposto adotteranno uno schema di colori acceso: questo cambiamento testimonia l’importanza della partnership con BWT”.

Non è la prima volta che BWT si impegna all’interno del mondo dei motori: prima dell’ingresso in F1, infatti, ha accompagnato la Mercedes-AMG nel campionato DTM. Ovviamente, utilizzando sempre una colorazione rosa, proprio come quella adottata dalla scuderia di Mallya.

Mercedes-AMG, DMT

Mercedes-AMG, DMTFrom Official Website

E, per quanto possa essere una scelta molto particolare, la Force India non è la prima scuderia a colorare di rosa la livrea delle proprie monoposto. Come ricordato dal sito ufficiale della F1, la prima fu la Onyx, scuderia inglese che visse una brevissima comparsata nel circus tra il 1989 e il 1990. Lo svedese Stefan Johansson, ex-pilota della Ferrari, centrò uno storico terzo posto nel GP del Portogallo del 1989.

Stefan Johansson, Onyx, 1989 (imago)

Stefan Johansson, Onyx, 1989 (imago)Imago

Poi fu la volta della Brabham BT60B del 1992, la monoposto con cui Damon Hill debuttò nel circus: in quella stagione non andò mai a punti, ma poté almeno farsi notare all’interno dello schieramento.

Damon Hill, Brabham BT60B, 1992 (imago)

Damon Hill, Brabham BT60B, 1992 (imago)Imago

Nel 1994, fu la Pacific-Ilmor a portare una nota rosa nel circus: la scuderia britannica, salita in F1 dopo aver raccolto ottimi risultati nelle serie minori, chiuse però la stagione senza riuscire a terminare un singolo Gran Premio.

Pacific Racing, 1994

Pacific Racing, 1994Eurosport

Negli anni 2000 fu il turno della Jaguar, che cambiò la colorazione del giaguaro del logo da rosso a rosa per il GP di Monaco 2003 in onore della presentazione dello Steinmetz rosa, un diamante del peso di 100 carati che impiegò per venti mesi un gruppo di dieci specialisti per il taglio a forma ovale mista. Anche in questo caso, il rosa non fu particolarmente di buon auspicio: Mark Webber e Antonio Pizzonia si ritirarono rispettivamente al nono e al 13esimo giro.

Jaguar, pink logo, Monaco 2003 (imago)

Jaguar, pink logo, Monaco 2003 (imago)Imago

Il rosa è stato spesso utilizzato anche e soprattutto anche al di fuori del circus. Emerson Fittipaldi, campione del mondo in F1 nel 1972 e nel 1974, debuttò in rosa alla 500 miglia di Indianapolis nel 1984 e ripropose una livrea simile anche nel 1989.

Emerson Fittipaldi, Indy 500 (1989)

Emerson Fittipaldi, Indy 500 (1989)Other Agency

Ma la prima auto rosa capace di catalizzare in maniera importante l'attenzione di pubblico e media fu molto probabilmente la Porsche 917/20 che partecipò alla Le Mans del 1971. Ribattezzata "Pink Pig" ("Dicke Berta" in tedesco), ebbe milioni di occhi addosso, ma Willi Kaushen e Reinhold Joest non riuscirono a terminare la gara.

"Pink Pig", Le Mans 1971 (imago)

"Pink Pig", Le Mans 1971 (imago)Imago

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