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Elogio di Andrea Dovizioso, il pilota razionale che sta unendo l’Italia delle moto con la Ducati

Elogio di Andrea Dovizioso, il fuoriclasse razionale che sta unendo l’Italia delle moto

Il 12/06/2017 alle 21:09Aggiornato Il 12/06/2017 alle 21:26

Dopo lo straordinario successo al Mugello, Andrea Dovizioso si è ripetuto al Montmelò diventando il primo pilota italiano a vincere due gare di filain MotoGP dal giugno 2009. Il forlivese dopo 16 anni di carriera nel motomondiale sta ottenendo ricevendo quell’affetto e quei consensi da tifosi ed opinione pubblica che troppo spesso in passato lo hanno snobbato senza nemmeno provarlo a capire.

" Se volessi raccontare a mia figlia chi è il Dovizioso pilota che parole userei? Una persona corretta, molto tranquilla e buona "

(Andrea Dovizioso, www.motoemozione.it, intervista del 2012)

Montmelò per la Ducati non è – e non sarà mai – un circuito qualsiasi. Sul tracciato catalano nel 2003 la casa di Borgo Panigale vinse la prima gara in MotoGP con Loris Capirossi e trionfò anche nel 2007, l’unico anno in cui riuscì a vincere il titolo nella classe regina con Casey Stoner. Da domenica scorsa alla collezione di successi sulla pista iberica bisogna aggiungere l’acuto di Andrea Dovizioso, il primo pilota dai tempi di Casey Stoner a vincere due gare consecutive in sella alla Desmosedici e il primo italiano dal giugno 2009 a riuscire a trionfare in due GP di fila (l’ultimo a riuscirci prima di ieri era stato Valentino Rossi il 14 e 27 giugno Montmelò/Assen). Dovizioso grazie ai successi back to back al Mugello e al Montmelò si è tolto la soddisfazione di diventare il decimo pilota a vincere due gare consecutive nella storia della classe regina e soprattutto dopo 16 anni di onorata carriera nel Motomondiale sta ricevendo quell’affetto e quei consensi da tifosi ed opinione pubblica che troppo spesso in questi anni lo hanno snobbato o bistrattato senza nemmeno sforzarsi di capirlo veramente.

I 10 piloti italiani ad aver vinto due gare di fila nella Classe 500/MotoGP

Umberto Masetti Gilera 1950/1952
Libero Liberati Gilera 1957
Giacomo Agostini MV Agusta / Yamaha 1966/67/68/69/70/71/72/73/75
Marco Lucchinelli Suzuki 1981
Franco Uncini Suzuki 1982
Luca Cadalora Yamaha 1995
Loris Capirossi Ducati 2005
Marco Melandri Honda 2005
Valentino Rossi Honda / Yamaha 2001/02/03/04/05/06/08/09
Andrea Dovizioso Ducati 2017

La rivincita dell'antidivo

In questa settimana, da più parti, per raccontare gli exploit di Andrea Dovizioso e della Ducati molti hanno rispolverato la metafora del ‘brutto anatraccolo’ trasformatosi in cigno. Sinceramente il parallelo ci sembra ingeneroso e inadeguato perché Dovizioso di estimatori nel mondo dei motori ne ha sempre avuti tanti (non è un caso che nei suoi 10 anni in MotoGP abbia corso in team molto quotati in sella a moto dei tre marchi più prestigiosi: Honda, Yamaha e Ducati, ndr) e se li è guadagnati con 16 anni di carriera ad altissimo livello in cui ha lavorato sempre con umiltà e serietà massima, inseguendo l’eccellenza senza mai lamentarsi e rimanendo fedele ai propri valori.

In una MotoGP che, volente o nolente per molteplici ragioni, è e continua ad essere 'Valentinocentrica’, Dovizioso ha avuto la faccia tosta di essere sempre sé stesso, fregandosene dei trend e delle mode e soprattutto non scendendo mai a patti con chi l’avrebbe voluto estroverso, più mediatico o semplicemente più simile all’inimitabile Dottore. Per questo è bello che oggi Dovizioso goda della stima e della simpatia pressoché incondizionata di tutti gli appassionati di motori del nostro paese e sia il pilota che può davvero inseguire il sogno di provare a regalare alla Ducati il secondo titolo della sua storia nella top class.

Se la Ducati è a questo livello il merito è del Dovi

" Prima si diceva che il primo a non credere tanto nelle sue doti, nel suo talento era proprio lui, adesso Andrea ci crede, questi due ultimi risultati, Mugello e Barcellona, gli hanno confermato che è un pilota che può combattere alla pari con Marquez, con Rossi, con Pedrosa, con Viñales e con gli altri "

(Paolo Ciabatti, ds Ducati Corse, Tutti Convocati 12 giugno 2017)

Ingaggiato dalla Ducati nell’inverno del 2012 al termine della fallimentare esperienza di Valentino Rossi a Borgo Panigale, Andrea Dovizioso in queste cinque stagioni ha lavorato enormemente per risolvere i problemi di guidabilità e fare in modo che la Desmosedici progredisse e potesse diventare una moto appetibile per un top rider come Jorge Lorenzo (che ieri sotto al podio con grande sportività ha applaudito e festeggiato il Dovi insieme ai meccanici della casa bolognese).

Collaudatore sottovalutato, capace in ogni suo intervento di fornire analisi sui problemi di una moto con il piglio e l’accuratezza dell’ingegnere: Dovizioso si è guadagnato la stima e il rispetto di Gigi Dall’Igna e di tutto il reparto corse con il lavoro, il sacrificio e l’onestà intellettuale che lo contraddistingue. Non ha fiatato quando la Ducati ha ingaggiato Stoner come collaudatore e non ha battuto ciglio nemmeno quando in tanti, pochi mesi fa, avrebbero voluto Iannone al suo posto. Non ha covato rancore e non si è tolto dei sassolini a parole, continuando a fare quello che gli è sempre riuscito meglio: darci del gran gas, allenarsi per limare i propri limiti, dare il massimo di se stesso per adattarsi al meglio a una moto unica nel bene e nel male, non gettare mai la spugna. E’ proprio qui che sta il nocciolo: Dovizioso si merita questa rivincita perché non ha mai smesso di crederci fedele a un motto caro a tutti i romagnoli ‘Ten bota’ (in italiano ‘Tieni botta’), due parole tatuate sul polso destro e che racchiudono al meglio l’essenza di un grande pilota che per il suo modo di pensare, agire, essere e comportarsi merita solo una montagna di rispetto.

Video - Marquez in ESCLUSIVA: "I rivali per il titolo? Vinales, Dovizioso e poi Rossi"

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