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Il 2017 da sogno di Morbidelli, dopo 9 GP nemmeno Rossi e Marquez così vincenti nella classe media

Il 2017 da sogno di Morbidelli, dopo 9 GP nemmeno Rossi e Marquez così vincenti nella classe media

Il 04/07/2017 alle 10:32Aggiornato Il 04/07/2017 alle 12:18

6 vittorie nelle prime 9 gare del mondiale Moto2, 174 punti conquistati e 37 lunghezze di vantaggio sul principale rivale per il titolo: Franco Morbidelli viaggia spedito verso la conquista del primo titolo mondiale. Nella storia della classe intermedia nemmeno Rossi era riuscito a vincere 6 dei primi 9 GP della stagione. E nel 2018 sfiderà il mentore Valentino in MotoGP in sella a una Honda.

Prima dello start di questa annata Franco Morbidelli era considerato uno degli aspiranti piloti candidati a giocarsi il titolo di campione del mondo in Moto2 ma su cui si nutrivano ragionevoli dubbi per la sua allergia alle vittorie, zero nel motomondiale. Quattro mesi e nove gran premi dopo Morbidelli non solo ha iniziato a vincere e si è guadagnato con autorità e pieno merito la leadership del mondiale ma si è anche tolto lo sfizio di aggiornare alcuni record della classe intermedia che dal 2010 ha sostituito la 250. Già perché il 22enne talento italiano-brasiliano non è solo il primo rider ad aver vinto i primi tre GP della stagione ma è anche il primo pilota ad aver totalizzato 6 vittorie nelle prime 9 gare di un campionato Moto2. Niente male per uno che prima di marzo era completamente a secco di successi nel motomondiale ed oggi invece è colui che su quel gradino più alto del podio ci è salito più volte di tutti nel 2017 in tutte e tre le classi.

Nemmeno Marquez e Rossi così bene in classe media

Se un pilota italiano con così tanti successi nella classe intermedia in una singola annata non si vedeva dai tempi di Marco Simoncelli (ultimo italiano a vincere un titolo iridato in 250 nel 2008) rimanendo strettamente ancorati alla Moto2 nelle precedenti sette annate solamente Johan Zarco nel 2015 era giunto al giro di boa di metà campionato con un punteggio più alto rispetto a quello portato a casa dal Morbido (174 punti, frutto di 6 vittorie un quarto, un quinto posto e una caduta a Jerez).

Il confronto fra Morbidelli e i campioni del mondo della Moto2 dal 2010 al 2016 dopo i primi nove GP

Cognome (annata) Punti (vittorie)
Zarco (2015) 179 (4)
Rabat (2014) 170 (4)
Bradl (2011) 167 (4)
M.Marquez (2012) 163 (4)
Elias (2010) 161 (4)
Zarco (2016) 151 (4)
P.Espargaro (2013) 133 (4)
Morbidelli (2017) 174 (6)

Insomma Morbidelli sta viaggiando a gonfie vele verso il suo primo titolo mondiale della carriera e se continuerà così anche nella seconda parte di stagione si presenterà in MotoGP da campione del mondo in carica. Sulla carta niente e nessuno sembra in grado di poter impensierire il golden boy metà romano e metà brasiliano che lo scorso anno proprio da agosto a novembre mostrò il meglio di sé portando a casa la bellezza di sette podi nelle ultime nove gare della stagione. E’ proprio grazie a quella sfilza di podi consecutivi che il Morbido ha capito di essere sulla strada giusta per vincere anche se nemmeno lui si attendeva addirittura di fare meglio di Marc Marquez e Rossi in questa categoria. Il Cabroncito nel 2012, anno in cui vinse il suo titolo Moto2, dopo 9 gare aveva totalizzato 11 punti in meno rispetto a quello di Morbidelli, mentre facendo un confronto con l'anno in cui il suo mentore e 'datore di lavoro' Valentino Rossi vinse il titolo iridato in 250, ci si può accorgere che il Dottore dopo 9 GP aveva conquistato 5 successi e totalizzato 9 punti in meno rispetto a Franco.

I 4 piloti italiani ad aver ottenuto 6 vittorie nelle prime 9 gare dell'anno nella storia della classe 250/Moto2

Franco Morbidelli (Kalex Marc Vds) 2017
Marco Melandri (Aprilia) 2002
Max Biaggi (Aprilia) 1996
Luca Cadalora (Honda) 1992

Nella classe regina con la Honda

La maturità, l’intelligenza, la costanza, i progressi continui, l’inesauribile fame di successi e la grande voglia di non accontentarsi mai hanno convinto la Honda e il team belga Marc Vds ad affidargli una RC213V con la quale disputare le prossime tre annate in MotoGP. Morbidelli prenderà il posto di Jack Miller e potrà iniziare il proprio apprendistato in MotoGP, consapevole di poter avere tutte le carte in regola per diventare al termine del percorso triennale un pilota capace di essere protagonista e perché no vincente anche nella top class. Morbidelli, infatti, dietro a quell’indole riflessive e rilassata, così insolita per un pilota di moto appare avere la testa e la maturità giusta per sfidare l’amico e punto di riferimento Rossi anche in pista con una moto diversa e non solo al Ranch a Tavullia. In fondo se Morbidelli oggi è a questo livello molto lo deve al lavoro fatto con la VR46 Academy e in pista con Valentino che sin dal primo giorno lo ha preso in simpatia adottandolo e seguendolo con l’attenzione e l’affetto del fratello maggiore.

" La prima volta che ho incontrato Vale è stato alla Cava e mi ricordo che eravamo in pista: è stato bello, lui era vestito con l’abbigliamento da cross e indossava un kway grigio che sventolava da tutte le parti, io lo fissavo compiaciuto e dicevo 'cavolo questo è un nove volte campione del mondo e si allena nel fango con questo kway bruttissimo: è proprio un fenomeno'. Quel kway grigio e infangato mi colpì talmente tanto che quando arrivai a casa buttai via il mio kway verde. Poi è capitato di frequentarci anche fuori dalla pista ed era figo perché era lui che faceva le domande, si interessava. Io non ero nessuno però ai suoi occhi ero un giovane che voleva crescere ed imparare. Mi ricordo che quando correvo in Stock 600 nel 2013 (l’anno in cui Morbidelli vinse l’Europeo e fece le prime due apparizioni come wild card in Moto2, ndr) avevo una mentalità sbagliata: pensavo sempre a cosa sarebbe potuto succedere in gara, provavo a prevedere il futuro in un certo senso, una cosa sbagliatissima da fare nelle corse. Vale mi prese da parte e mi disse, ‘in gara devi andare sempre al massimo, senza fare calcoli o tenerti niente in tasca'. Da quel momento ho provato a correre in un altro modo ed è stato figo perché il weekend di gara successivo a quel colloquio vinsi a Portimao la prima gara dell’anno. Da quel momento mi son detto, correrò sempre così. (Intervista GPOne.com, 31/05/2017)"

Da quel GP di Portogallo vinto in sella alla Kawasaki del team Italia ne è passata di strada, il figlio dell’ex pilota Livio e della brasiliana Cristina di strada ne ha fatta tanta: è diventato un vincente rimanendo sé stesso e non perdendo quella calma e quella giovialità che gli permettono di sentirsi a casa ovunque. Sia essa Recife, Roma, Tavullia, Losail, Assen o il Sachsenring. Cittadino del mondo sulla strada buona per diventare campione del mondo.

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