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Motegi e Australia, i due circuiti in cui Dovizioso può provare la rimonta per il titolo su Marquez

Motegi e Australia, le 2 piste in cui Dovizioso può provare la rimonta per il titolo su Marquez

Il 26/09/2017 alle 09:27

Dal nostro partner OAsport.it

4 gare da disputare e 100 punti in palio: questo ciò che aspetta i piloti del Mondiale 2017 di MotoGP. Giappone (15 ottobre), Australia (22 ottobre), Malesia (29 ottobre) e Valencia (12 novembre) sono i round restanti di quest’appassionante stagione che vede Marc Marquez in vetta con 16 punti di vantaggio su Andrea Dovizioso e 28 su Maverick Vinales. Il Cabroncito, a segno per la quinta volta in questo 2017 sul tracciato di Aragon (Spagna), ha confermato il suo gran feeling con la pista iberica allungando nella graduatoria mondiale e mettendo sotto pressione i propri rivali per il titolo. Quali saranno, dunque, le piste favorevoli al 5 volte campione del mondo e quali agli avversari?

GP GIAPPONE – MOTEGI

Sul tracciato dove è nata la creatura di Marquez (Honda) vien quasi spontaneo pensare che i favori del pronostico spettino al 93. La vittoria di classe e strategia dell’anno scorso, poi, contro le Yamaha di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, sulla carta favorite, rafforza l’idea che Marc possa centrare il bersaglio grosso anche sull’asfalto nipponico. Tuttavia la Ducati è una moto che ben si adatta alle caratteristiche del circuito del Sol Levante: grande accelerazioni e frenate decise. Aspetti che potrebbero, dunque, anche sorridere ad Andrea Dovizioso (2° l’anno scorso). In più, forse, il “Dovi” potrebbe contare sul supporto del suo compagno di squadra Lorenzo che ha in Motegi uno dei circuiti più amati e ciò potrebbe portare via anche dei punti (eventualmente) all’alfiere di Tokyo. Per quanto riguarda la Yamaha c’è un grande punto di domanda. L’ultimo appuntamento ha confermato i limiti di una moto che non riesce ad avere un comportamento con le gomme costante in corsa. Per cui sia l’approccio “calmo” di Vinales che quello più aggressivo di Valentino Rossi non si sono rivelati sufficientemente competitivi. Vedremo se in Giappone il team dei tre diapason saprà trovare la quadra.

GP AUSTRALIA – PHILLIP ISLAND

Nello splendido scenario di Phillip Island, la seconda tappa del trittico “Asiatico-Oceanico”, l’incertezza regna sovrana. Ci troviamo nella primavera australiana e dunque il meteo potrebbe riservare brutti scherzi. Nel flag to flag Marc, in passato, ha spesso dimostrato di avere una lettura della situazione diversa e più efficiente. In questo senso lo spagnolo potrebbe fare la voce grossa su un layout adatto anche al suo stile in drift. Tuttavia, andando a vedere la storia degli ultimi 3 anni, si debbono registrare due cadute del campione spagnolo in momenti particolari: solo e in fuga. Aspetti che possono far ben sperare sia Dovizioso che il Top Gun della Yamaha. Maverick, fra l’altro, assai veloce nei test invernali 2017 quando aveva ben impressionato sulla M1, volando letteralmente lungo i saliscendi “Aussie”. Questa gara, dunque, potrebbe rappresentare una chance per il n.25? Ducati, sulla carta, dovrebbe giocare in difesa. Al di là infatti degli exploit di Casey Stoner, autentico funambolo in sella alla Desmosedici ed a segno 6 volte (4 con la Rossa dal 2007 al 2010), la Casa di Borgo Panigale ha spesso fatto fatica.

GP MALESIA – SEPANG

Anche in Malesia non sarà facile prevedere cosa succederà. Al di là delle variazioni meteorologiche violente, la partita sarà giocata ancor di più sulla minimizzazione del degrado delle Michelin. Girando, infatti, con temperature elevate, in caso di asciutto, ciò andrà ad incidere in maniera rilevante sull’andamento della corsa. La Honda, da questo punto di vista, sembra avere un piccolo vantaggio. C’è da dire che, come avvenuto l’anno scorso, la Ducati ha la chance di fare molto bene. I lunghi rettilinei e la parte guidata ben si adattano al modo di guidare del “Dovi” e potrebbero regalargli soddisfazioni: il successo dell’anno passato, sotto la pioggia, al termine di una gara incredibile con le cadute di Marquez e Iannone nelle fasi concitate, ne è una classica dimostrazione. L’incognita Yamaha ci sarà anche qui e dipenderà molto dal grip che i piloti avranno a disposizione. Se il livello di aderenza dovesse essere adeguato, la M1 potrebbe dar modo a Vinales di lottare.

GP VALENCIA

Ed eccoci all’ultimo atto. Valutando le caratteristiche della pista, dovrebbero essere la Yamaha e Maverick i possibili favoriti. Guidabilità e scorrevolezza sono le peculiarità richieste e ben si sposano con la ciclistica della moto di Iwata. Honda e Ducati, dunque, dovrebbero correre “di rimessa” ma, rischiando di essere noiosi, i ragionamenti saranno tutti o quasi dipendenti dai °C che i team incontreranno nel round. Di sicuro la Rossa non ha nell’appuntamento valenciano una tappa memorabile. Il successo del 2008 di Stoner è l’ultimo in ordine di tempo. Anche in questo caso bisognerà verificare il ruolo che reciteranno i compagni di squadra. Lorenzo, soprattutto, è uno dei grandi interpreti del nastro d’asfalto iberico e potrebbe essere funzionale a Dovizioso. Staremo a vedere.

giandomenico.tiseo@oasport.it

Video - Il grande riscatto di Dovizioso: quando la normalità diventa un punto di forza

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