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La proposta: microchip sotto la pelle degli atleti per combattere il doping

La proposta: microchip sotto la pelle degli atleti per combattere il doping

Il 12/10/2017 alle 10:44Aggiornato Il 12/10/2017 alle 10:49

L'idea arriva direttamente dall'Associazione mondiale olimpionici: "Serve un sistema che indichi dei cambiamenti dovuti a sostanze illegali in ogni momento"

L'Associazione mondiale che unisce gli Olimpionici di tutto il mondo (World Olympians Association- WOA) ha rilanciato un'idea che era già circolata nell'ambiente una decina d'anni fa. "Introduciamo microchip sottopelle per combattere il doping": allora fu l'eptatleta svedese Carolina Kluft a provare a sensibilizzare l'ambiente, oggi invece è il direttore generale della WOA Mike Miller in occasione di una conferenza stampa tenuta a Londra a parlarne di nuovo apertamente, come riporta "The Guardian".

" Mettiamo dei chip ai nostri cani e non sono certo nocivi. Allora perché non metterli anche agli uomini? Dobbiamo combattere chi vuole imbrogliare e un modo per eliminare il doping dallo sport è sicuramente quello di utilizzare dei microchip muniti delle tecnologie più avanzate sui nostri atleti. "

Miller, che rappresenta circa 100.000 atleti in tutto il mondo, motiva questa presa di posizione con il fatto che al momento una sostanza proibita può essere individuata solo in un preciso istante, mentre invece servirebbe un sistema che indichi dei cambiamenti dovuti a "sostanze illegali" in ogni momento.

" Alcuni parlano di violazione della vita privata: appartenere il mondo dello sport è come appartenere a un club e in un club ci sono delle regole da seguire. "

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