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Putin dice no al boicottaggio della Russia: ecco la situazione e gli scenari verso le Olimpiadi

Putin dice no al boicottaggio della Russia: ecco la situazione e gli scenari verso le Olimpiadi

Il 06/12/2017 alle 18:18Aggiornato Il 06/12/2017 alle 18:54

Era attesa la reazione del presidente della Russia dopo l'esclusione della sua nazione dalle prossime Olimpiadi invernali, ma alla fine Putin ha scelto la strada della diplomazia, evitando il boicottaggio e lasciando il via libera agli atleti che vorranno partecipare: "Non ostacoleremo gli atleti russi neutrali". E dunque andiamo ad analizzare gli scenari, ma soprattutto chi potrà andarci...

La decisione era destinata a lasciare il segno. E di conseguenza a far discutere. E non sarebbe potuto essere altrimenti, considerando la potenza mondiale coinvolta. Ieri sera il Comitato Olimpico Internazionale, attraverso il suo presidente Thomas Bach, comunicava al mondo l’esclusione della Russia dalle prossime Olimpiadi invernali. Da lì in poi una serie di reazione che non hanno tardato a farsi attendere.

Innanzitutto quella russa, con la decisione di appellarsi immediatamente al TAS di Losanna per provare a ribaltare la decisione. E poi quella del governo, con l’immediata comunicazione da parte della televisione pubblica di stato di non trasmettere Pyeongchang 2018.

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L’attesa più grande però, inutile dirlo, era – ed è – tuttora legata al futuro degli atleti russi, i primi direttamente coinvoliti in questa decisione più legata agli sviluppi della geopolitica attuale che agli ambiti sportivi. Il CIO, di fatto, ha lasciato aperto le porte. In Corea del Sud il prossimo febbraio potranno volare tutti gli sportivi russi che rispettano questi requisiti:

  • 1. Non furono coinvolti nello scandalo doping di Sochi 2014.
  • 2. Sono attualmente puliti e hanno superato tutti i test antidoping ufficiali effettuati.
  • 3. Gareggeranno come Atleti Olimpici della Russia”, ovvero sotto bandiera del comitato olimpico e senza il proprio inno nazionale.

E dunque, da questa lista, da ci sono da depennare ben 25 atleti russi, ovvero quelli riconducibili al primo punto poiché coinvolti nello scandalo doping di Sochi.

Gli atleti olimpici russi squalificati

NOME MEDAGLIA A SOCHI DISCIPLINA
Alexander Legkov Oro Sci di fondo
Aleksei Negodailo Oro Bob
Aleksandr Tretiakov Oro Skeleton
Dmitry Trunenkov Oro Bob
Aleksandr Zubkov Oro Bob
Olga Fatkulina Argento Pattinaggio di velocità
Yana Romanova Argento Biathlon
Olga Zaytseva Argento Biathlon
Olga Vilukhina Argento Biathlon
Maksim Vylegzhanin Argento Sci di fondo
Staffetta 4x10 maschile Argento Sci di fondo
Staffetta sprint tecnica classica Argento Sci di fondo
Elena Nikitina Bronzo Skeleton
Evgeniy Belov - Sci di fondo
Yuliia Ivanova - Sci di fondo
Sergei Chudinov - Sci di fondo
Alexey Petukhov - Sci di fondo
Evgeniya Shapovalova - Sci di fondo
Maria Orlova - Skeleton
Olga Potylitsyna - Skeleton
Olga Stulneva - Bob
Alexander Rumyantsev - Pattinaggio di velocità
Yulia Chekaleva - Sci di fondo
Anastasia Dotsenko - Sci di fondo
Aleksandr Kasyanov - Bob
Ilvir Khuzin - Bob
Aleksei Pushkarev - Bob

Ma è forse il terzo punto, ovvero nella reazione di stato della Russia, l’aspetto più interessante e più atteso. Specie dopo la squalifica a vita da parte del CIO anche di Vitaly Mutko, figura di spicco della politica russa, uomo vicinissimo a Vladimir Putin; e infatti attuale vice primo ministro, presidente del comitato olimpico russo, nonché ministro dello sport ai tempi di Sochi 2014 e attuale capo dell’organizzazione dei Mondiali di calcio del 2018.

Il portavoce del cremlino Dmitr Peskov, ieri, a caldo, aveva diramato una nota che parlava di “situazione seria, che merita un’analisi profonda e cui sarebbe sbagliato esprimersi a caldo lasciando una nota emotiva”. E così allora, 24 ore, sono arrivate le parole più attese: quelle di Vladimir Putin.

" Non ostacoleremo gli atleti russi neutrali alle Olimpiadi 2018"

E’ un via libera, di fatto, quello di Putin, che lascia libertà agli atleti della sua nazione di gareggiare alle Olimpiadi, benché questi appunto non potranno farlo sotto bandiera ufficiale della Russia. E’ scongiurato dunque, per ora, il boicottaggio completo.

Quel che è certo è che l’esclusione della Russia lascia aperto un grosso buco in termini di medagliere, come del resto già dimostrato dalle squalifiche di Sochi, quando la Russia da prima assoluta (13 ori, 11 argenti, 9 bronzi) davanti a Norvegia, Canada e Stati Uniti, si ritrovò dopo le sentenze e le squalifiche quarta alle spalle di queste tre nazioni, con 9 ori, 4 argenti e 8 bronzi.

Gold medallist Evgenia Medvedeva of Russia poses with her medal on the podium after the woman's Free Skating event at the ISU World Figure Skating Championships in Helsinki

Gold medallist Evgenia Medvedeva of Russia poses with her medal on the podium after the woman's Free Skating event at the ISU World Figure Skating Championships in HelsinkiAFP

Uno scenario destinato a modificare le gerarchie anche di Pyeongchang, con la bandiera olimpica del CIO come potenziale “nazione di punta” in termine di medagliati. Alcune delle grandi star della Russia potrebbero infatti far parte di questo “team”, con nomi di punta come quello di Evgenia Medvedeva e Alina Zagitova nel pattinaggio di figura, Viktor Ahn nello short track, Roman Repilov e Semen Pavlichenko nello slittino, Sergey Ustigov nello sci di fondo, e la nazionale di hockey su ghiaccio maschile, giusto per citarne alcuni.

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