Getty Images

Se lo sport si intreccia con la politica: due nordcoreani qualificati per PyeongChang, sarà distesa?

Se lo sport si intreccia con la politica: due nordcoreani qualificati per PyeongChang, sarà distesa?
Di Eurosport

Il 07/10/2017 alle 11:52Aggiornato Il 19/10/2017 alle 15:44

Una coppia di artistico ha centrato la qualificazione per i prossimi Giochi Olimpici: sono i primi della Corea del Nord, adesso staremo a vedere che cosa deciderà di fare il leader dello Stato asiatico più militarizzato e temuto del momento, Kim Jong-un.

Pattinano sulle note dello "Schiaccianoci d"i Ciajkovskij e di "A Day in the life", si chiamano Ryom Tae Ok e Kim Ju Sik e al Trofeo Nebelhorn hanno centrato la qualificazione olimpica (come il nostro Matteo Rizzo). Che cosa c'è di strano, allora? Il fatto che i due ragazzi - 18 e 25 anni - sono cittadini della Corea del Nord.

Come tutti sanno, in questo momento la Corea del Nord è al centro di preoccupanti e delicate tensioni internazionali di natura puramente politica, ma che sconfinano anche, inevitabilmente, nell'ambito sportivo. Le due Coree, infatti, non vivono buoni rapporti e finora c'era la seria possibilità che il leader militare della Nordcorea Kim Jong-un imponesse il boicottaggio dei Giochi del 2018, che si svolgeranno in Corea del Sud.

Tra i primi a esprimere la propria gioia per questa qualificazione (la coppia di artistico è in assoluto la prima nordcoreana a qualificarsi per PyeongChang) c'è stato il presidente sudcoreano Moon Jae-in, tendendo di fatto una mano ai vicini del confine Nord e una tregua olimpica.

Ryom Tae Ok Kim Ju Sik

Ryom Tae Ok Kim Ju SikImago

Questo, comunque, non significa nulla. Il governo di Pyongyang potrebbe decidere di annullare il boicottaggio e permettere ai suoi atleti (compresi quelli che ancora dovranno qualificarsi) di valicare la frontiera, ma potrebbe anche scegliere di continuare con la linea dura e, tra minacce al mondo intero e test nucleari, impedire ai propri rappresentanti di tenere alto l'onore sportivo della nazione.

Nella confusione generata dalla somiglianza dei nomi Pyongyang (capitale del Nord) e PyeongChang (contea del Sud e con una maiuscola inserita in mezzo alla parola per limitare gli equivoci), la tensione resta comunque alta e ormai manca poco all'evento olimpico invernale. Quello che sembrava un abbattimento delle barriere col selfie delle due ginnaste (una del Nord e una del Sud) a Rio 2016 ormai appare come un ricordo lontano.

Ultimi video