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Tutti i verdetti

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Di Eurosport

Il 21/01/2007 alle 18:45Aggiornato

Heineken Cup ai quarti senza italiane e con una lotta di testa sempre piu interessante

45 a 25 ha perso il Treviso con il Perpignan, ma per chi ha avuto la fortuna di vedere gli ultimi match dei catalani-francesi, le tre mete del Benetton bastano a salvare la recensione e a tirare fuori un applauso, magari fiacco ma dovuto.

Stesso girone: per gli appassionati di guerra ovale il match della settimana è stato Castres – London Wasps.

Al Castres serviva una vittoriona con sette punti di margine per andare avanti, invece al turno successivo ci sono andati gli altri, ma che fatica hanno dovuto fare.

“Tutte le partite portano a Londra” diceva uno striscione tifante Stade Francais con ovvio riferimento alla finale e con legittima celebrazione del 47 a 6 sul Cammi Calvisano.

Northampton Saints Biarritz: varebbe la pena di trascurare il match e mettersi a contare i placcaggi e i raggruppamenti risolti da Serge Betsen: ma poi uno si stufa e si sbafa l'ennesima partitona di Heineken, con Biarritz che riesce a segnare (drop di Yachvili) anche con due cattivi in panca, con Spencer che riesce a far girare la linea ma non a girare lui (per merito dei baschi s'intende) e con Masi che una meta decisiva la segna (teoria del sostegno interno applicata da dieci e lode) e un'altra (altrettanto decisiva) la fa segnare. Ai quarti di finale quindi.

Con la griglia della fase successiva segnata e le italiane tutte fuori, ultime a zero punti, resta qualche riga per buttare qualche nome: Masi, Betsen, (vedi Biarritz, vedi sopra e attendiamo i quarti di finale), Durand del Perpignan che – fisico a parte- si avvicina al livello di Elissalde e Yachvili.

A proposito: il nove di padre georgiano anche contro i Saints ha diretto l'orchestra, placcato, selezionato le opzioni, incassato pressione e falli con una lucidità impressionante. E quando è franato sopra ad un cameraman attaccato alla linea invece di frignare ci ha anche scherzato insieme (contro-riferimento ad atteggiamenti italiani puramente voluto).

Chabal: monumentale, ma forse si è giocato un pezzo di Francia con uno stamping da dieci minuti che non è piaciuto a Laporte.

Wasps: Worsley da coppa del mondo, il compagno di linea Dall'Aglio a tratti (vicino ai raggruppamenti e quando non ha perso le staffe) anche. E nei trequarti Alex King ha ricordato di essere un dieci da nazionale, Cipriani (solo due anni fa era un ragazzino promettente, vedi Total Rugby) ha fatto la differenza anche da numero quindici.

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