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Applausi all'Argentina, ma vince l'esperienza: Australia in finale

Applausi all'Argentina, ma vince l'esperienza: Australia in finale

Il 25/10/2015 alle 20:13

I Wallabies superano i Pumas 29-15 e centrano la quarta finale della loro storia in Coppa del Mondo: a Twickenham l'Australia parte forte, con tre mete nel primo tempo, e spegne l'ardore di un'Argentina che ci crede fino al 71', minuto della terza meta della partita di Ashley-Cooper, quella decisiva

L'Australia torna a riassaporare l'aria di una finale mondiale 12 anni dopo l'ultima volta: i Wallabies hanno ragione di un'Argentina combattiva ma piegata al termine di una partita molto ben condotta dai gialloverdi, bravi a sfruttare praticamente tutte le occasioni offerte dagli avversari. Se da una parte i Pumas mettono in campo orgoglio e passione, dall'altra i Wallabies rispondono con competenza e concretezza: l'Australia mette subito le mani sul match, siglando tre mete nella prima frazione di gioco, poi si limita a gestire il vantaggio, forte di una difesa che a tratti sembra impenetrabile. La terza meta di Ashley-Cooper sigilla il risultato sul 29-15: ora per i Wallabies è tempo di dimenticare il drop di Wilkinson (nei supplementari del 2003), l'occasione si presenta nella finale contro gli All Blacks, gli avversari di sempre.

Nemmeno il tempo di leggere le formazioni in campo e arriva la già prima meta del match: dopo 1'10" Simmons intercetta una palla molle di Sanchez e cavalca con le sue lunghe leve oltre la linea di meta avversaria. Foley trasforma ed è subito 7-0 Australia. In campo ci sono due squadre vogliose e molto offensive: l'Argentina va a segno con il piede di Sanchez, ma dall'altra parte i Wallabies fanno più male. Grazie a un ottimo passaggio al largo di Foley, Ashley-Cooper trova la meta n.2 per i gialloverdi e all'11' il risultato è già di 14-3. L'Argentina è sotto pressione, l'Australia gioca con sicurezza. Dopo qualche minuto di battaglia in mezzo al campo, i Pumas trovano un altro calcio, trasformato da Sanchez. Al 26' però gli argentini rimangono con uomo in meno: Lavanini non chiude il placcaggio su Folau e si becca il cartellino giallo. Come se non bastasse l'Argentina perde, questa volta per infortunio, anche il suo capitano Creevy. Un'occasione troppo ghiotta per l'Australia, che non se lo fa ripetere due volte: al 32' arriva la seconda meta di Ashley-Cooper, dopo un ribaltamento perfetto del fronte d'attacco. L'Argentina reagisce con un altro calcio, sfiora soltanto una meta dopo un doppio offload, ma al 40' il tabellino dice Argentina 9, Australia 19.

L'Australia torna in campo con veemenza e conquista subito un bel calcio: Foley però non è preciso e spreca. I Pumas continuano a fare bene in mischia chiusa: proprio da questo fondamentale arriva il calcio del 12-19 che fa sorridere anche Diego Armando Maradona, ormai sempre presente sugli spalti quando gioca la sua Nazionale. Si torna dall'altra parte e questa volta Foley centra i pali, allentando un po' la pressione degli avversari. Gli australiani difendono bene, ma esagerano con la pressione e risultano un po' troppo fallosi: al 54' ecco un altro calcio di Sanchez, ed è 15-22. La palla torna in mano all'Australia, che attacca bene, reiterando i propri assalti ma non riesce a produrre punti: il drop di Foley infatti risulta troppo corto e scentrato. E' l'Argentina a dover muovere il punteggio, e ci prova, sfruttando la spinta del pubblico, schierato per 3/4 per i Pumas: la difesa dell'Australia però è mostruosa e non lascia passare uno spillo. I volti dei protagonisti trasudano sudore e sangue: la battaglia sui punti d'incontro è spietata. Al 71' ecco la meta che chiude il match: è quella del tris di Ashley-Cooper, lanciato da uno splendido Mitchell, che salta tre giocatori avversari. L'Argentina prova un'ultima reazione, ma il 29-15 rimarrà tale fino alla fine. Argentina da "libro cuore" (gli applausi di Twickenham sono anche per loro), ma è l'Australia a volare in finale.

GLI HIGHLIGHTS

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