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Italia: con la Romania in palio l’onore e un posto ai Mondiali

Italia: con la Romania in palio l’onore e un posto ai Mondiali

Il 07/10/2015 alle 11:46Aggiornato Il 07/10/2015 alle 11:48

Domenica alle 15.30 al Sandy Park di Exeter (la casa dei Chiefs – 12,300 posti a sedere), va di scena l’ultima partita mondiale dell’Italia del rugby: contro la Romania c’è in palio il terzo posto nella Pool D, che darebbe agli azzurri un pass per la Coppa del Mondo del 2019. Obiettivo minimo, ma comunque molto insidioso

Non si può sbagliare. Ancora una volta. Come contro il Canada, l’Italia di Jacques Brunel è chiamata a una prova di forza contro una formazione sulla carta meno qualificata: 13a nel ranking contro 17a. Ma i rumeni sono davvero così distanti dall’Italrugby?

Storia: sempre presenti

La Romania è una delle pochissime nazioni a poter dire di essere stata presente a tutte e otto le edizioni della Coppa del Mondo, a partire da quella del 1987 fino a oggi, centrando una vittoria in cinque edizioni (tutte tranne quelle del 1995 e del 2011). Quattro anni fa, dopo un inizio incoraggiante (24-34 con la Scozia) arrivò una serie di sconfitte cocenti (43-8 dall'Argentina, 67-3 dall'Inghilterra e 25-9 dalla Georgia): solo tre mete segnate e zero punti in classifica nel girone. Non il massimo della vita.

Romania's Viorel Lucaci

Il coach che viene dal Galles e conosce l'Italia

Il gallese Lynn Howells ha alle spalle una lunga carriera: in archivio anche una Coppa del Mondo da assistant coach di Graham Henry nel Galles del 1999. Poi ancora Galles con Pontypridd, Cardiff e Celtic Warriors, prima di cominciare a girovagare per l'Europa: prima tappa l'Italia, alla Leonessa, poi Scozia, ad Edinburgh, e poi in Inghilterra, presso i Doncaster Knights. Howells raccoglie poi i cocci della Romania, uscita con le ossa rotte dalla Coppa del Mondo 2011: prende l'incarico a gennaio 2012, e i due secondi posti nella European Nations Cup del 2013 e 2014 permettono ai suoi di strappare il pass per la Coppa del Mondo.

Romania coach Lynn Howells has signed a new two-year contract

Obiettivo: un posto nel Sei Nazioni

"Abbiamo vinto la nostra semifinale con il Canada, adesso voglio vincere anche la nostra finale con l'Italia, anche per dimostrare alle squadre del Sei Nazioni che in Europa ci siamo anche noi". Howells ha quasi un'ossessione: quella di dimostrare che anche la sua Romania può stare al "tavolo dei grandi". La domanda è: ha i mezzi per farlo?

Come gioca la Romania

Le sconfitte ampiamente pronosticate con Francia (38-11) e Irlanda (44-10) sono arrivate in maniera diametralmente opposta: mentre contro i Verdi non c'è stata storia e la meta di Tonita è arrivata a risultato ampiamente acquisito dagli irlandesi, nella "prima" contro la Francia i rumeni avevano dato sfoggio di grande capacità di sofferenza e di una solidità difensiva che aveva spiazzato i Bleus, tanto da spingere il ct dei Galletti a sgridare i suoi nello spogliatoio tra un tempo e l’altro. La verità è che la Coppa del Mondo della Romania è iniziata solamente con la gara di Leicester contro il Canada, invece alla sua ultima uscita iridata: i rumeni hanno lasciato sfogare i Canucks nella prima parte e, proprio quando sembravano spacciati, sono riusciti a ribaltare il match, più di forza e volontà che di tecnica. Mischie ordinate e mauls sono di gran lunga il punto forte della squadra guidata da capitan Mihai Macovei, autore delle due mete contro il Canada: non chiedete loro di giocare brillantemente alla mano. L’idea c’è, ma i mezzi tecnici dei ragazzi di Howells non sono ancora all’altezza del compito. Però ci stanno lavorando alacremente.

Conclusione: occhi aperti e mischie... chiuse

Il fatto che all’Italia basti il pareggio nel match di domenica (5 punti contro i 4 dei rumeni grazie al punto di bonus conquistato dagli azzurri contro l’Irlanda), non deve lasciare tranquilli: anzi, la vittoria sudata e in rimonta degli Oaks (le querce) deve far capire a Parisse e compagni che la preda non sarà domata fino all’80’, anche se il risultato a un certo punto dovesse premiare i nostri. Con la Romania ci sarà da lottare, soprattutto sui punti d’incontro. L’Italia non arriva all’appuntamento al 100% della forma (ma nemmeno al 60%): in questa Coppa del Mondo non è arrivato l’acuto in cui qualcuno sperava, ma che in molti davano già alla vigilia come “mission impossible”. Finora non è successo niente di importante, nulla da sottolineare positivamente e questo potrebbe gettare nello sconforto un gruppo già ampiamente falcidiato da infortuni (prima Parisse poi tutti gli altri, Castrogiovanni compreso) e dalle solite critiche da condividere tra Brunel e chi gli sta sopra. Romania da Sei Nazioni? Se c’è un modo e un momento in cui dimostrarlo, sarà proprio contro un’Italia alla costante ricerca della propria identità.

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