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Sudafrica generoso, ma la Nuova Zelanda è più forte e va in finale

Sudafrica generoso, ma la Nuova Zelanda è più forte e va in finale

Il 24/10/2015 alle 18:51Aggiornato Il 24/10/2015 alle 20:22

Gli All Blacks rispettano i favori del pronostico: sotto la pioggia di Twickenham i campioni del mondo in carica battono gli Springboks 20-18 e si assicurano la quarta finale mondiale. Non bastano i calci di Pollard e Lambie, decidono le mete di Kaino e Barrett e il piede di Carter, autore di uno splendido drop

"Le cicatrici che ho sul corpo arrivano quasi tutte dalle partite contro gli Springboks". Richie McCaw sapeva che quella con gli Springboks sarebbe stata una partita dura, più dal punto di vista fisico che tecnico. Così è stato, ma non per questo gli All Blacks hanno mollato, non per questo si sono spaventati; anzi, il fatto di avere di fronte un avversario così tosto spinge i Tuttineri ad alzare la propria asticella, già altissima, e di tirare fuori un carattere che ancora per il momento non si era visto. La Nuova Zelanda vince la sua semifinale per 20-18 senza fare la partita perfetta: tanti falli, qualche imprecisione di troppo, ma come di solito succede nel rugby vince la squadra più forte. Gli All Blacks, appunto, alla quarta finale mondiale, la seconda consecutiva.

Che sia un match particolare lo si capisce subito, da un'haka particolarmente ispirata capitanata dal solito Mealamu. I primi punti del match però portano la firma degli Springboks, grazie a un calcio di Pollard dopo soli 3'. La prima carica degli All Blacks? Di lì a poco, al 7', ed è subito meta: la palla la appoggia Jerome Kaino, la conversione con qualche difficoltà la sigla Carter. Al 10', il Sudafrica si porta a distanza di tiro con un altro calcio di Pollard. La replica dei Tuttineri questa volta va a vuoto e così il Sudafrica può riportarsi avanti: al 21' è 9-7. La prima mischia della partita premia la Nuova Zelanda, ma Ma'a Nonu e compagni faticano a bucare il Sudafrica sulla linea del breakdown. Al 31' i Tuttineri bussano ancora: questa volta però niente meta né calcio, con l'errore di Carter dai 37 metri. Le cose non si mettono bene per gli All Blacks quando l'arbitro gira un calcio a loro favore; e poi ancora quando gli Springboks, placcando rubano un altro pallone agli avversari. In sintesi: la Nuova Zelanda preme, ma non segna, nonostante il 65% di possesso di palla. Al 38' la situazione rischia di precipitare, quando Kaino si becca un cartellino giallo per ingresso laterale e interferenza volontaria. Pollard segna il 12-7 per il Sudafrica e a Twickenham si comincia a respirare un'aria pesantuccia per i neozelandesi, sotto di 5 punti e di un uomo all'intervallo.

Con i muscoli non si passa, e allora serve il cervello: quello di Dan Carter che apre il secondo tempo con uno splendido drop, che coglie impreparata la difesa sudafricana. Si alza la pressione degli All Blacks, la difesa sudafricana prima vacilla e poi cede al 52', quando i Tuttineri trovano la seconda meta con Barrett. E, come non bastasse, arriva anche un cartellino giallo per Habana, reo di aver commesso un avanti volontario. 17-12 Nuova Zelanda e Sudafrica con il fiato corto. Con la testa avanti, gli uomini di Hansen provano a gestire: calcio da una parte, calcio dall'altra ed è 20-15, ma almeno gli All Blacks non hanno infierito con l'uomo in più. Al 63', in corrispondenza del ritorno di Habana, un calcio per Pollard si trasforma in una ripartenza per i Tuttineri (fallo di Matfield). Il Sudafrica però non ha alcuna intenzione di mollare e tiene il fiato sul collo degli avversari: al 68' ecco il calcio del 20-18 di Lambie che dà quel brivido che serve agli ultimi 10' di gioco. La palla bagnata guizza nelle mani dei protagonisti diventando spesso incontrollabile. I minuti finali sono tesi, il pubblico è in tumulto: la Nuova Zelanda gestisce il gioco, il Sudafrica soffre. Ma il risultato non si sblocca più: esultano gli All Blacks, gli Springboks sono piegati per 20-18.

Il tabellino

Sudafrica: 15 Willie le Roux, 14 JP Pietersen, 13 Jesse Kriel, 12 Damian de Allende, 11 Bryan Habana, 10 Handré Pollard, 9 Fourie du Preez (c), 8 Duane Vermeulen, 7 Schalk Burger, 6 Francois Louw, 5 Lood de Jager, 4 Eben Etzebeth, 3 Frans Malherbe, 2 Bismarck du Plessis, 1 Tendai Mtawarira. Riserve: 16 Adriaan Strauss, 17 Trevor Nyakane, 18 Jannie du Plessis, 19 Victor Matfield, 20 Willem Alberts, 21 Ruan Pienaar, 22 Pat Lambie, 23 Jan Serfontein.

Marcatori: Punizioni: Pollard (3, 10, 20, 39, 57), Lambie (68)

Nuova Zelanda: 15 Ben Smith, 14 Nehe Milner-Skudder, 13 Conrad Smith, 12 Ma’a Nonu, 11 Julian Savea, 10 Daniel Carter, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (c), 6 Jerome Kaino, 5 Samuel Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Owen Franks, 2 Dane Coles, 1 Joe Moody. Riserve: 16 Keven Mealamu, 17 Ben Franks, 18 Charlie Faumuina, 19 Victor Vito, 20 Sam Cane, 21 Tawera Kerr-Barlow, 22 Beauden Barrett, 23 Sonny Bill Williams

Marcatori Mete: Kaino (5), Barrett (51) Conversioni: Carter (7, 52) Punizioni: (59) Drop: Carter (45)

Gli highlights

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