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O’Shea lancia un segnale per il futuro, Ruzza la novità più importante

O’Shea lancia un segnale per il futuro, Ruzza la novità più importante

Il 14/01/2017 alle 09:18

Dal nostro partner OAsport.it

Sono state diramate nella giornata di ieri le convocazioni di coach O’Shea in vista del Sei Nazioni 2017, le quali permettono già di comprendere quale sarà il nucleo di giocatori che verosimilmente trainerà l’Italrugby fino ai prossimi Mondiali in programma nel 2019. Gli azzurri hanno lanciato segnali positivi durante i Test Match di novembre centrando anche uno storico successo contro il Sudafrica a Firenze, ma l’obiettivo ora è quello di dare continuità ad un progetto e ad un movimento che nel corso degli anni è stato troppo spesso ridimensionato.

La grande novità per quanto riguarda il pack di mischia è l’ingresso di Federico Ruzza. Classe 1994 e inserito nel comunicato stampa tra le seconde linee ma più volte visto in campo con la maglia delle Zebre sia a flanker che a numero otto, Ruzza ha fatto il suo rientro in campo in occasione del derby celtico di andata dopo essere stato fermo per infortunio. La convocazione è più che meritata, sia per le indiscutibili abilità di ricoprire entrambi i reparti del pack che per le prestazioni fin qui offerte, a testimonianza di un giocatore che fa lavoro sporco e non si tira mai indietro. Il primo cap internazionale potrebbe arrivare o meno a seconda delle scelte del Commissario Tecnico, ma intanto la chiamata rende merito a quanto di buono fatto vedere con la maglia bianconera. Positivo il recupero di Mbandà, che ha fatto il suo ritorno in campo pochi giorni fa contro Leinster dopo l’infortunio riportato contro gli All Blacks e che eventualmente ha un paio di weekend a disposizione per mettere minuti (ma più facilmente lo vedremo a torneo in corso, anche alla luce della buona condizione di Barbini). In prima linea non c’è Simone Ferrari, infortunato, e questo è un grandissimo rimpianto. Dopo il buonissimo novembre, trovare continuità anche in campo internazionale sarebbe stato importante.

In mediana erano sei giocatori a contendersi cinque maglie e come logica suggeriva è rimasto fuori Tito Tebaldi, per il quale le porte non sono comunque chiuse come affermato dallo stesso O’Shea), ma intanto l’ex numero nove resterà a Treviso in due mesi che, non dimentichiamolo, sono molto importanti anche per le franchigie. L’intesa con McKinley funziona ed entrambi troveranno minuti importanti durante gli affollati mesi di febbraio e marzo.

Nella linea veloce nessuna sorpresa e scelte che risentono anche dell’indisponibilità di Leonardo Sarto e Luca Morisi, i due giocatori più pericolosi per l’abilità di creare spazi nel gioco non rotto ma entrambi out per infortunio. Fortunatamente dovrebbe essere recuperato Michele Campagnaro: dopo novembre, il centro di Exeter ha ancora trovato poco minutaggio, ma al debutto mancano comunque 24 giorni. Tra gli eventuali convocabili ai centri c’era il capitano della Benetton Alberto Sgarbi (che manca in Nazionale dal giugno 2014), ma considerando quanto visto in campo a novembre come piano di gioco e interpreti, la maglia 15 e 12 sembra ben salda sulle spalle rispettivamente di Padovani e McLean. Rispetto al nativo del Queensland, infatti, Sgarbi è un centro molto diverso e in più non garantisce l’utilizzo del piede (che sotto pressione a novembre ha fatto comodo).

Video - Le 5 mete dell'Italia nei test match di novembre

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