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Ruck non contestata, quindi niente fuorigioco: ecco come O'Shea ha gabbato l'Inghilterra

Ruck non contestata, quindi niente fuorigioco: ecco come O'Shea ha gabbato l'Inghilterra

Il 27/02/2017 alle 09:12Aggiornato Il 27/02/2017 alle 09:23

Imbarazzo e sorpresa a Twickenham di fronte all'atteggiamento dei giocatori italiani da parte di quelli inglesi, spiazzati da una strategia difensiva assolutamente permessa dal regolamento.

"I'm the referee, not your coach": abbiamo sentito l'arbitro francese Poite ripetere questa frase almeno tre volte nel corso del match tra Inghilterra e Italia a Twickenham. E al capitano del XV della Rosa. E questo perché gli inglesi pensavano che l'Italia stesse facendo qualcosa che andava contro il regolamento. In realtà, è proprio sul regolamento che l'Italia ha giocato per prendere in castagna coloro che hanno inventato questo sport.

Come funziona il "giochino"

L'idea - ha spiegato Conor O'Shea - è venuta a Brendan Venter, tecnico della difesa azzurro, durante la partita contro l'Irlanda. Il giochino sta nell'interpretazione delle regole 15 e 16 che riguardano placcaggio e ruck: in caso di placcaggio solitamente si forma appunto una ruck, con due giocatori di una squadra contro uno dell'altra appoggiati sulle proprie gambe. Una volta formata la ruck, i difensori devono stare dietro la linea immaginaria del fuorigioco e non possono intervenire sull'ovale. L'Italia a Twickenham però non permetteva alla ruck di formarsi: una volta placcato l'avversario (uno contro uno), si disinteressavano dello stesso, permettendo quindi a due azzurri di piazzarsi sulla linea del pallone, senza incappare nella regola del fuorigioco.

Una mossa difensiva che ha totalmente spiazzato gli avversari di giornata, scatenando le proteste del pubblico presente allo stadio prima e del ct inglese Eddie Jones poi. Proteste assolutamente ingiustificate, come ha spiegato anche il nostro Vittorio Munari a qualche spettatori posto dietro alla cabina di commento di Dmax Italia...

L'Italia che tanto ha placcato senza ottenere risultati tangibili contro Galles e Irlanda a Roma si è dovuta reinventare: ovvio, il giochino ora è stato scoperto e la Francia tra due settimane avrà certamente pronta la contro-mossa. Ma questo dimostra che nel rugby non bisogna dare nulla per scontato e che si può trovare una via quanto meno per rendere la vita più difficile all'avversario di turno, anche se il gap tecnico rimane sotto gli occhi di tutti.

VIDEO - Sei Nazioni 2017: Inghilterra-Italia 36-15, gli highlights

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