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Italia verso PyeongChang: il ritardo di preparazione non è un male, anzi

Italia verso PyeongChang: il ritardo di preparazione non è un male, anzi
Di Eurosport

Il 04/12/2017 alle 10:49

Potrebbe sembrare che i soli due podi centrati dalla squadra azzurra dello sci alpino siano pochi fino a questo punto della stagione, ma l'analisi dei risultati non può prescindere da altre considerazioni

Mancano meno di 70 giorni all’inizio dei Giochi Olimpici Invernali di PyongChang 2018 e lo sci alpino italiano fatica a decollare. La scorsa stagione l’Italia ha raccolto numerosi successi e soddisfazioni, mentre per ora, dopo poco più di un mese dall’inizio dell’annata olimpica, i colori azzurri faticano a emergere.

Solo due podi di esperienza

Per il momento, infatti, nonostante i buoni piazzamenti della squadra nostrana, l’acuto non c’è ancora stato: al momento abbiamo raccolto due podi – pregevolissimi, per altro – con le imprese in gigante di Manuela Moelgg, terza sia a Sölden nella gara d’apertura, sia a Killington. E poi basta. Della recente valanga rosazzurra non si è ancora visto molto.

Questo è infatti il prospetto dei piazzamenti migliori dei nostri atleti.

I piazzamenti degli azzurri nella top 10 delle gare di Coppa del Mondo:

Atleta/Piazzamento 10°
Federica Brignone Gigante Killington
Chiara Costazza Slalom Killington
Elena Fanchini Discesa Lake Louise
Peter Fill Discesa Lake Louise SuperG Lake Louise Discesa Beaver Creek
Sofia Goggia Discesa Lake Louise Discesa Lake LouiseSuperG Lake Louise
Christof Innerhofer Discesa Beaver Creek SuperG Lake Louise
Manfred Moelgg Slalom Levi
Manuela Moelgg Gigante SöldenGigante Killington
Dominik Paris Discesa Beaver Creek SuperG Lake Louise SuperG Beaver Creek
Johanna Schnarf SuperG Lake Louise

I big delle altre nazioni invece ci sono già

Ben diverso è il quadro se si guardano i nomi di chi dovrebbe puntare direttamente alla Coppa del Mondo generale: in campo maschile, la sfida (se non sono infortunati) è sempre tra il Signore della Velocità Aksel Lund Svindal e il Signore della Tecnica Marcel Hirscher: discesa e superG a confronto con gigante e slalom per due campioni assoluti che hanno vinto subito dopo il loro rientro, entrambi, da un infortunio. Pazzeschi tutti e due, Svindal perché rientrava dall’ennesimo grave infortunio e si è buttato giù dalle piste di discesa come se nulla fosse; Hirscher perché, seppur con un infortunio di entità leggermente minore, si è fatto male quest’estate, ha avuto meno tempo per recuperare eppure in gigante a Beaver Creek ha messo come al solito in riga tutti con una seconda manche a dir poco mostruosa. Spettacolo puro.

In campo femminile c’è meno equilibrio: si aspettava Lindsey Vonn, che però al momento ha più attitudine con le cadute che con i boni risultati, ed è spuntata Mikaela Shiffrin: non che fosse una novità impensabile, visto che è lei la detentrice del Globo Overall, ma francamente vederla centrare un terzo e un primo posto in discesa adesso, in questo momento della stagione, è un po’ inaspettato. Che si stesse rivolgendo con grandi speranze alla polivalenza, lei che è una slalomista sopraffina e quasi robotica, era evidente, ma non con questo profitto. Con lei ci sono una brillante Viktoria Rebensburg e una combattiva Tina Weirather a dare battaglia: due vittorie e un secondo posto per la tedesca, un primo e un secondo posto per l’atleta del Liechtenstein fanno di loro le principali candidate a dare fastidio alla nuova reginetta del Circo Bianco, ma nel frattempo stanno tornando in condizioni (dopo i rispettivi infortuni) anche le due amiche e rivali Anna Veith e Lara Gut.

I nostri risultati non sono affatto da criticare

Alla luce di tutto ciò, potrebbe sembrare che lo sci italiano stia vivendo una crisi e che per PyeongChang non ci siano speranze. Niente di più falso. Sarebbe vero se si leggessero i risultati solo come puro esercizio statistico, ma i risultati non tengono conto del fatto che alcuni dei nostri atleti sono incappati in infortuni di inizio stagione che ne hanno notevolmente rallentato la preparazione: su tutti, parliamo di Sofia Goggia e Federica Brignone, con la prima che è alla ricerca della concentrazione giusta dopo queste gare sostanzialmente deludenti per una che la scorsa stagione ha fatto una vera scorpacciata di podi, e con la seconda fermata addirittura in apertura di stagione e ancora alla ricerca della forma migliore per poter tornare a essere aggressiva e competitiva come solo lei sa fare. Anche i nostri uomini-jet stanno pian piano tornando: ricordiamoci che le primavere trascorse per Peter Fill e Christof Innerhofer cominciano a influire sulle condizioni (35 e 32 rispettivamente), mentre Dominik Paris (28) è attualmente alla ricerca della quadratura del cerchio.

Quindi, nulla di tutto ciò è minimamente preoccupante: la squadra c’è, sta lavorando, e soprattutto è chiaro che l’obiettivo stagionale non è solo la Coppa del Mondo, ma è quello di fare bella figura in Corea dopo quella pessima fatta a Sochi quasi quattro anni fa. Se i nostri ragazzi stanno seguendo una preparazione mirata per entrare al top della forma proprio a febbraio, non è affatto una cattiva idea: il traguardo finale, per quest’anno, è quello (e lo sa anche Hirscher, che nonostante tutti i trofei in bacheca, tra cui sei Coppe del Mondo generali consecutive, va ancora a caccia dell’oro olimpico che gli manca).

I nostri ragazzi, per primi, hanno fiducia: lo dimostra per esempio l’urlo liberatorio di Inner al traguardo del superG di Beaver Creek, dopo un insperato quarto posto partendo col pettorale 27 nella discesa di Beaver Creek. E adesso appuntamento a St. Moritz (donne) e Val d’Isère (uomini) in questo weekend.

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