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Sofia Goggia, l’ultimo step si chiama continuità

Sofia Goggia, l’ultimo step si chiama continuità

Il 25/10/2017 alle 17:48Aggiornato Il 01/11/2017 alle 10:51

Dal nostro partner OAsport.it

Essere dei campioni significa anche vincere quando hai tutta la pressione addosso, quando tutti si aspettano il massimo risultato, quando il limite tra la gloria e il fallimento è veramente sottile. Tutto questo riassume la stagione che andrá a vivere Sofia Goggia, reduce da un anno che le ha regalato vittorie, popolarità e tutta l’attenzione che un talento come lei merita.

Terza nella classifica generale di Coppa del Mondo, seconda in quella di discesa, medaglia di bronzo ai Mondiali in gigante e una stagione passata che ha visto la bergamasca lottare ad ogni gara, in quasi tutte le specialitá, con le migliori del mondo. Sofia è esplosa in maniera definitiva, stabilendo il record di piazzamenti sul podio in stagione per un’italiana, superando un mito come Deborah Compagnoni, con la quale tutto il mondo dello sci italiano ha iniziato a fare paragoni.

Una Goggia vincente, ma che ha mostrato in molte occasioni anche le sue fragilitá, tradita spesso dalla pressione di dover vincere o fare risultato per forza. Ai Mondiali di St.Moritz l’azzurra ha sofferto per le delusioni della discesa e del superG e per la caduta in combinata, ma ha saputo reagire e vincere un bronzo in gigante, che in quel momento valeva probabilmente per lei anche di piú. Una liberazione vera e propria e la dimostrazione del carattere e della forza mentale della bergamasca.

Adesso Goggia deve compiere un ulteriore step se vuole provare davvero a vincere la classifica generale di Coppa del Mondo o cercare di conquistare una coppa di specialità. Sofia deve raggiungere un ulteriore continuitá di rendimento, senza incappare negli errori e nelle cadute della passata stagione, dovuta a quella voglia di attaccare ad ogni porta su ogni tracciato. Un modo di sciare che ha pagato sicuramente, ma che nello stesso tempo le ha levato anche numerosi punti importanti.

Nel 2018 poi ci saranno le Olimpiadi ed è ovvio sottolineare come Sofia sia una delle punte di diamante dell’intera spedizione. Il primo obiettivo sarà quello di qualificarsi e poi la bergamasca potrà lottare per il podio in almeno tre specialitá. La speranza è quella anche che la sfortuna e gli infortuni, che hanno purtroppo caratterizzato i suoi primi anni di carriera, le stiano lontani. Puó davvero essere una stagione che puó davvero ridare all’Italia dello sci quel campione/campionessa che manca dai tempi di Alberto Tomba e Deborah Compagnoni.

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