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Dopo Dovizioso ecco Melandri, la Ducati si gode un tris di vittorie da urlo e sogna in grande

Dopo Dovizioso ecco Melandri, la Ducati si gode un giugno di vittorie da urlo

Il 19/06/2017 alle 17:26Aggiornato Il 19/06/2017 alle 17:32

In attesa di Assen, la Ducati si gode un giugno memorabile fra MotoGP e SBK in cui ha colto ben tre vittorie e, per la prima volta nella sua storia, due successi su due tracciati italiani diversi (Mugello e Misano) in MotoGP e SBK nella stessa stagione sportiva. A portare in alto la Rossa di Borgo Panigale sono 2 piloti romagnoli, Dovizioso e Melandri che si stanno togliendo importanti rivincite.

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Per mandare in archivio giugno manca ancora il weekend di Assen di MotoGP però a prescindere da quale sarà il verdetto della gara in Olanda, queste quattro settimane saranno ricordate come il mese in cui Ducati ha dato la paga ai colossi giapponesi mostrando di essere davvero sulla strada giusta per aspirare a tornare a vincere (forse già quest’anno?) un titolo iridato nella classe regina o in Superbike. Se escludiamo la rocambolesca vittoria di sabato scorso al Misano World Circuit di Tom Sykes con la Kawasaki, favorita dalla sfortunata caduta alla curva del Carro di Chaz Davies e Johnny Rea all’ultimo giro, la casa di Borgo Panigale ha fatto veramente man bassa di successi trionfando al Mugello e al Montmelò in MotoGP con Andrea Dovizioso e dominando gara due ieri a Misano in SBK con il redivivo Marco Melandri.

Un tripudio assoluto per ogni tifoso della casa bolognese e un grande orgoglio per tutti gli ingegneri, i dirigenti e gli uomini e le donne che lavorano a Borgo Panigale e che mai prima di quest’anno avevano potuto festeggiare due successi su due tracciati italiani in MotoGP e SBK nella stessa stagione sportiva. Questi recenti exploit confermano la bontà del lavoro fatto dall’avvento di Gigi Dall’Igna e anche l’oculatezza delle scelte dell’ingegnere veneto che, in attesa di godersi il miglior Jorge Lorenzo, campione ancora alla ricerca del miglior feeling con la Desmosedici GP17, si può godere i risultati di due piloti italiani, talvolta criticati ingiustamente altrettanto spesso snobbati, che si stanno togliendo delle belle rivincite in sella alla GP17 e alla Panigale dimostrando di non aver nulla da invidiare ai campioni più reclamizzati delle rispettive categorie.

Video - Melandri in trionfo a Misano con la Ducati, una vittoria storica

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Macio come il Dovi, romagnoli a caccia di rivincite

Separati da quattro anni dalla carta d’identità ma accomunati dalla regione di provenienza (Emilia Romagna), dal titolo mondiale vinto in carriera (classe 250 nel 2002 Melandri, classe 125 nel 2004 Dovizioso) e dalla passione per le moto da cross, Andrea Dovizioso e Marco Melandri sono due piloti che per un motivo o per l’altro nel loro percorso non hanno ottenuto quanto avrebbero meritato. Melandri addirittura dopo aver abbandonato la MotoGP nel 2010 per ricostruirsi una carriera vincente nel mondiale SBK è passato attraverso periodi veramente complicati che ne hanno minato il morale, gli hanno tolto la confidenza e per un certo periodo gli hanno fatto smarrire persino un ingaggio e una moto con la quale correre la domenica e sentirsi un pilota.

Lasciato a piedi da Yamaha nella stagione 2011 a causa della decisione della casa giapponese di ritirare il team ufficiale nel mondiale delle derivate di serie, fra il 2012 e il 2013 Melandri ripiegò su BMW che però nell’autunno 2012 scelse di non correre col team ufficiale ma facendo gestire moto e piloti a una filiale italiana. Nel 2014 la ruota della fortuna sembra finalmente girare nel verso giusto del pilota ravennate, l’Aprilia nell’inverno del 2013 lo corteggia e gli offre la possibilità di entrare a far parte della squadra ufficiale al fianco di Sylvain Guintoli. La casa di Noale punta a vincere il titolo iridato e ci riesce con Sylvain Guintoli, Melandri chiude la stagione con 6 successi e un quarto posto in classifica generale a una lunghezza da Jonathan Rea. Macio per il 2015 vorrebbe tanto correre la quinta stagione consecutiva in SBK con l’Aprilia e dare l’assalto all’agognato titolo iridato ma l’Aprilia la pensa diversamente, la casa di Noale - forte dei quattro campionati del mondo costruttori e dei tre titoli piloti vinti nelle ultime 5 annate in Superbike – decide di anticipare di un anno l’ingresso in MotoGP e chiede a Melandri di partecipare allo sviluppo del prototipo 2016 ed affiancare Bautista nel team Aprilia Gresini. Il ravennate ci mette poco a capire di non avere gli stimoli per sviluppare una moto che non sente sua e non gli permette di essere protagonista nelle posizioni che contano e dopo 8 gare e zero punti portati a casa sceglie di risolvere in anticipo il proprio contratto.

E’ il punto più basso della carriera di Melandri che per un anno abbondante resta senza ingaggio in attesa che il telefono suoni e che qualcuno si ricordi di un pilota che ha vinto 41 gare e totalizzato 110 podi in oltre 300 gare disputate fra Motomondiale e Superbike… Deve attendere più di un anno ma il 28 luglio 2016, Ducati annuncia l’ingaggio per il mondiale SBK 2017 nel team ufficiale Aruba. Per Melandri si tratta dell’occasione tanto attesa per tornare a competere ad altissimo livello e per cancellare una delle annate più brutte della sua carriera: la stagione 2008, trascorsa al fianco di Stoner nel team ufficiale Ducati e chiusa con un amaro divorzio a fine stagione e un disastroso 17esimo posto in classifica generale. In nove anni sia Melandri che la Ducati sono cambiati molto e la vittoria di Misano sotto gli occhi di un orgoglioso Gigi Dall’Igna e di una squadra che lo ascolta e lo fiancheggia nelle scelte da prendere è la miglior risposta a tutti quelli che l’avevano considerato un pilota ormai finito.

" Ho sofferto per mesi quando ero a piedi, ma mi sono tolto tante soddisfazione in una volta sola. Questa è la mia prima vittoria in Italia in Superbike, la prima vittoria dal mio rientro, la mia prima volta con la Ducati. Questo momento magico è frutto di tanta sofferenza e anche tanto lavoro. Dedico questo successo al team Aruba e alla Ducati. Abbiamo passato momenti difficili, io vado in pista, guido, ma vinciamo tutti insieme. Dall’Igna prima di partire mi ha detto di prenderla con calma, avevamo il passo. Aveva ragione. Con Gigi ci siamo inseguiti per anni. Andiamo d’accordo e questo mi rende sereno, perché io mi fido di lui e lui si fida di me. Sapevo che dopo che ero stato fermo così a lungo sarebbe stata una stagione di scuola, utile per riprendere confidenza con le corse e la Ducati, che non avevo mai guidato. Se andare a scuola significa vincere una gara ogni tanto, per me va bene. Nel 2018 sarà tutto molto diverso (Marco Melandri, post vittoria Misano, www.corsedimoto.com)"

Già perché anche se il titolo mondiale SBK 2017 per Ducati è pura utopia (Davies e Melandri hanno rispettivamente 111 e 133 punti da recuperare dal leader Johnny Rea che si giocherà il mondiale col compagno di marca Sykes) l’anno prossimo le cose potrebbero cambiare diametralmente e sia Melandri che Ducati potrebbero davvero aspirare a riportare alla casa di Borgo Panigale quel titolo nelle derivate di serie che manca dal 2011.

Video - La sportività prima di tutto: Rea si sincera delle condizioni di Davies, investito poco prima!

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