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1977, la clamorosa rivincita dell'"eterno secondo" Guillermo Vilas

1977, la clamorosa rivincita dell'"eterno secondo" Guillermo Vilas

Il 26/11/2017 alle 11:56Aggiornato Il 26/11/2017 alle 12:02

Guillermo Vilas ha segnato il tennis con il suo modo di giocare, ma anche con la sua personalità, brillante e colorata come i suoi completi. Etichettato all'inizio della sua carriera come il "Poulidor" della sua disciplina, l'argentino è definitivamente entrato a far parte del novero dei più grandi nel 1977. Quarant'anni dopo, questo è il racconto di quella stagione indimenticabile.

Anni '70, capelli lunghi trattenuti da una fascia di spugna, completi aderenti e colpi liftati. Qualcuno ha detto Bjorn Borg? Sì giusto, ma non solo. Aggiungete il sole, una criniera bruna che fa breccia nel cuore di molte signore e avrete uno dei migliori tennisti della sua generazione. Guillermo Vilas era tutto questo... Un personaggio, autore di una raccolta di poesie che ebbe grande successo in Argentina e un giocatore unico, pioniere del lift, un'arma di seduzione a cui solo Borg, all'epoca, poteva sperare di resistere.

Dopo gli occhi di ghiaccio dello svedese, il romantico sudamericano è di quelli che alimentano la fiamma della passione per il tennis nel cuore degli aficionados di questo sport. In Argentina, supera i confini del tennis e diventa un idolo a tutto tondo grazie a una stagione ‘77 di fuoco. Ricordi.

Il precursore del lift

È il 9 gennaio 1977 e Vilas, testa di serie numero 1, si inchina nella finale dell'Open di Australia (che all'epoca si giocava sull'erba) all'americano Roscoe Tanner. È l'ennesima sconfitta e ormai Vilas non sembra poter sfuggire al marchio di giocatore di buon livello, ma sempre perdente. L'argentino è stufo e decide di cambiare tutto: allenatore, tipologia di servizio e strategia di gioco. Con l'aiuto del romeno Ion Tiriac, pilastro della sua carriera, Vilas si trasforma in un campione. Si lancia allora in una cavalcata trionfale con pochi paragoni nel mondo dello sport.

Roland Garros 1977: Connors e Borg danno forfait. Si prospetta un'edizione in tono minore, o almeno così potrebbe sembrare. Vilas non si fa pregare. Il suo rovescio liftato, che perfeziona imitando Rod Laver e analizzando incessantemente delle fotografie (non esistevano filmati di questo gesto ancora pressoché sconosciuto), fa meraviglie. Asfalta i suoi avversari, concedendo un solo set in tutto il torneo prima di fare a pezzi l'americano Brian Gottfried (6-0, 6-3, 6-0): la vittoria più netta in finale nella storia del torneo francese. Diventa così il primo sudamericano a vincere un torneo del Grande Slam, divenendo immediatamente un'icona in tutta l'America Latina. Se gli altri compatrioti, futuri campioni, Cañas e Coria si chiamano Guillermo, è in onore proprio di Vilas, il ‘precursore’.

Vilas ha 25 anni, e come si sa l'appetito (di titoli) vien mangiando...

" Quando vinci un grande torneo, vuoi vincerne un altro. Se ne vinci due, vuoi vincerne un terzo. Poi vuoi che la gente costruisca una statua in tuo onore nel cuore di Buenos Aires. [Guillermo Vilas a tennis.com]"

Sulla terra è un vero e proprio rullo compressore, vincendo 53 match consecutivi. Un record che solo Rafael Nadal, il suo erede naturale, riuscirà poi a battere.

L'anno di tutti i record

Il suo capolavoro lo compie allo US Open, che allora si giocava su terra battuta. Questa volta ci sono tutti i favoriti, tra cui Jimmy Connors, numero 1 del mondo. I due si ritrovano in finale. Il pubblico parteggia per Vilas, anche se ha di fronte il miglior giocatore americano del momento. Perde nettamente il primo set (6-2), poi riprende in mano il match sulla spinta del suo famoso rovescio liftato a una mano. Il resto è poco più di un'esibizione, con un 6-0 al quarto e ultimo set che non ammette repliche.

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L'argentino è diventato in pochi mesi il miglior giocatore del circuito e lo rimane per tutta la stagione. Vince 16 titoli ATP nel solo 1977, 14 dei quali su terra battuta, con 145 vittorie complessive, numeri che tuttora rappresentano il record per una singola stagione nell'era Open. Straordinario maratoneta, forte di allenamenti da marine, vince 72 dei 73 match giocati prima di presentarsi ai Masters a inizio 1978, dove giocherà in maniera straordinaria.

Soltanto un incidente di percorso contro Ilie Nastase ad Aix-en-Provence, il 30 settembre, interrompe la sua serie, in una finale polemica in cui si ritira per protesta contro la doppia accordatura dagli effetti imprevedibili del romeno

" Non ho perso contro un giocatore, ho perso contro una racchetta. [Vilas in merito alla sconfitta contro Nastase]"

Un mese più tardi, la cosiddetta " incordatura spaghetti" verrà bandita. Nonostante la serie straordinaria di vittorie, non diventerà numero 1 del mondo a causa del sistema di conteggio dei punti, che l'ATP si è sempre rifiutata di rivedere.

Cosa importa... Guillermo Vilas imprime sul tennis il marchio della sua stagione da sogno, una di quelle che entrano negli annali di uno sport e contribuiscono ad alimentarne la leggenda. Un anno che ha fatto di lui l'eroe di un paese e di un continente intero, che ha regalato grandi emozioni e ha gettato le basi di quella che sarà una grande "historia de amor" con il tennis.

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