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Federer: "Tanti 30enni nel circuito? Grazie a soldi, fisioterapia e voli diretti"

Federer: "Tanti 30enni nel circuito? Grazie a soldi, fisioterapia e voli diretti"
Di Eurosport

Il 12/10/2017 alle 08:35Aggiornato Il 12/10/2017 alle 11:31

Interessante lo spunto di riflessione che dà il campione svizzero nella conferenza post-partita contro Diego Schwartzman: ecco perché oggi i tennisti "durano" di più.

Roger Federer a Shanghai archivia la pratica Diego Schwartzman col punteggio di 7-6 6-4, senza brillare particolarmente - ma per quello ci sarà tempo - e poi in conferenza stampa si focalizza su alcuni argomenti che sono venuti fuori nelle ultime settimane: uno di questi è l'età media dei giocatori che circolano di questi tempi nel circuito ATP, alzatasi sensibilmente rispetto al passato. Ecco la sua spiegazione.

" In tanti si ritiravano tra i 29 e i 32, ora tra i 31 i e i 35. Ognuno deve decidere per se stesso: qual è la tua condizione fisica, a che punto è la tua vita, hai una famiglia, quanto il fatto di viaggiare ti stanca? Il montepremi può solo aumentare, quindi forse questo è un altro incentivo per continuare a giocare. Probabilmente investiamo anche di più sui massaggi coi fisioterapisti e i terapisti, dedichiamo più tempo al recupero. Il circuito dà servizi migliori nei tornei e viaggiare oggi è più facile rispetto a forse 30 anni fa. Ci sono più voli diretti. Tutte queste cose ci fanno giocare di più. E se i migliori giocatori del mondo possono condurre a questo cammino, come me, Rafa, Agassi e altri, possono solo essere un'ispirazione magari per la prossima generazione a provare a fare lo stesso"

Accademia Federer?

" Non ho un'accademia e sono molto contento che ci sia quella di Rafa e quelle di altri ragazzi, perchè so quanto passione, energia e impegno ci vuole per mantenerla. Penso che Juan Carlos Ferrero ne abbia una e altri a Barcellona, in Svezia. Probabilmente supporterò le accademie degli altri ma costruirne una mia, difficile che accada, perchè non voglio competere con la federtennis svizzera, perchè so da dove provengo e ho tratto molti benefici da loro. Sono sempre stati grandiosi con me e quindi dar vita a qualcosa in Svizzera non accadrà. Ma voglio aiutare i giovani a venir su in futuro. Spero di aiutare il tennis in qualche modo ma forse non attraverso un'accademia."

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