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A Dimitrov la battaglia con Thiem: il bulgaro passa in 3 set di lotta

A Dimitrov la battaglia con Thiem: il bulgaro passa in 3 set di lotta

Il 13/11/2017 alle 17:38Aggiornato Il 13/11/2017 alle 18:15

Nell'esordio del 'Gruppo Sampras' il tennista bulgaro si impone per 6-3, 5-7, 7-5 al termine di una partita viva e ben lottata. Thiem prosegue così il suo momento negativo dal punto di vista dei risultati, con solo 2 vittorie dalla sconfitta con Del Potro all'ultimo US Open. Per Dimitrov invece un inizio di buon auspicio.

dall’inviato a LONDRA – Tra questi due non poteva che finire così, ovvero con una partita tirata negli ultimi game del terzo e decisivo set. Qualcuno di voi ricorderà gli ottavi di finale del Masters 1000 di Madrid, dove a imporsi fu Thiem per 9 punti a 7 al tie-break del terzo set; oggi, ad avere la meglio, è stato invece Dimitrov: 7-5 al terzo set. Ma battaglia, appunto, è stata, lungo tutto il corso della partita.

Un match fatto di equilibri rotti a tratti dalla fasi più positive dell’uno e dell’altro, ma dove a far la differenza è stata la maggior propensione di Dimitrov a prendersi qualche rischio in più nei momenti chiave.

Il bulgaro infatti ha vinto piuttosto nettamente il primo set – dopo il break subito sul 4-2, Thiem ha staccato la spina fino a inizio secondo set – ma non ha poi sfruttato la sua grande chance di chiudere la partita già nel secondo set. Sul 5-5 infatti il bulgaro ha visto scappar via una palla break che l’avrebbe mandato a servire per il match. Occasione mal digerita evidentemente dalla mente di Dimitrov, che in quel momento ha staccato completamente, trovandosi in un amen a veder il suo avversario infilare un parziale di 11 punti a zero. Traduzione? Servizio salvato da Thiem per il 6-5; break a zero che vale il set; game a zero in apertura di terzo; 0-15 sul servizio Dimitrov.

Poi però, lì, il bulgaro ha ritrovato se stesso, proponendo di nuovo quel tennis di spinta più incisivo su questa superficie rispetto all’attendismo di un Thiem ancora troppo spesso ancorato ben dietro la linea di fondo. Una contrapposizione di filosofie che ha portato comunque fino al gran finale, dove non si può certo affermare di non aver assistito a una bella altalena di emozioni. Il break di Dimitrov per il 4-3 e il successivo allungo sul 5-3, prima del controbreak di Thiem proprio quando il bulgaro serviva per il match. Ma, sul più bello, il crollo psicologico di Thiem, che spreca tutte le fatiche perdendo il servizio a zero (e infilando 2 doppi falli consecutivi).

Insomma, solo lì si è chiusa una partita tutto sommato piacevole ma tra due giocatori ancora con dei limiti. Quelli di Grigor, troppo spesso altalenante e non sempre incisivo quando ci sarebbe da utilizzare il ‘killer instinct’; e quelli palesi di Thiem, che dalla rocambolesca sconfitta subita dal Del Potro all’ultimo US Open non sembra essersi effettivamente più ripreso: in quasi 3 mesi di tennis, solo due vittorie, con Rublev al primo turno di Vienna (torneo di casa) e con Peter Gojowczyk a quello di Parigi Bercy. Prima, i 3 ko consecutivi con Pella, Johnson e Troicki in Asia e poi le sconfitte europee con Gasquet a Verdasco. Pochino, per chi sulla carta rischia di chiudere seriamente l’anno al 4 (o 5) del mondo.

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