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Tra Sock e Cilic è battaglia punto a punto: passa l'americano al tie-break del 3°set

Tra Sock e Cilic è battaglia punto a punto: passa l'americano al tie-break del 3°set

Il 14/11/2017 alle 17:51Aggiornato Il 14/11/2017 alle 18:05

Jack Sock, qualificatosi all'ultimo grazie alla grande rincorsa a Parigi Bercy, tiene vivo il suo sogno ATP Finals. L'americano batte in rimonta un Cilic avanti prima di un set e poi anche di un break nel 3° e decisivo set: 5-7, 6-2, 7-6(4). Stasera la sfida tra Zverev e Federer inquadrerà meglio tutti gli scenari del girone.

dall’inviato a LONDRA – Intrattenimento, più che spettacolo. E poi certamente del pathos, come sempre del resto quando si arriva in un terzo set tirato punto a punto. E’ stata sostanzialmente questo la sfida tra i due sconfitti della prima giornata del “Gruppo Becker”, ovvero Jack Sock e Marin Cilic. Due tennisti dalle idee tattiche – e dagli sviluppi – incredibilmente simili: ottimi servitori, grandi colpitori col dritto, terribilmente rivedibili nell’utilizzo del rovescio, colpo di ‘sopravvivenza’ più che arma per poter far male all’avversario.

E così ne è venuta fuori una partita allo specchio, decisa – guarda caso – dalle variazioni di rendimento dello schema principale di entrambi – servizio e dritto, appunto – nei momenti chiave.

Momenti chiave che alla fine sono stati poi tanti nel corso della partita. Sock in particolare può rammaricarsi per l’andamento del primo set, aperto con un break a freddo su Cilic – esattamente come aveva fatto domenica Zverev – ma che a differenza del tedesco, il tennista americano, non è stato non solo in grado di portare in fondo, ma nemmeno di confermare nell’immediato game successivo. Una distrazione pagata cara, così come quella palla break sempre a favore di Sock nell’undicesimo gioco: Cilic si salva e poi, dopo essere stato dietro a livello di spinta sostanzialmente tutto il set, strappa il break sul più bello per il 7-5 che costa al buon Sock il set, la racchetta e il warning.

L’americano ha avuto però il merito di non farsi prendere dallo sconforto nel secondo set; e di salire anzi subito sopra di un break. Ma il vero game spartiacque del secondo set è stato il quarto gioco, con Sock capace di tenere un turno di servizio da 15 quindi e di annullare due chance di controbreak a un Cilic – a proposito di rendimento nei momenti chiave – falloso con un paio di dritti di troppo. Lì il croato ha staccato, lasciando all’avversario un 6-2 tanto rapido quanto ingannevole in termini di andamento.

Già perché ad aprire con un break la terza e decisiva partita è stato proprio il finalista dell’ultimo Wimbledon, capace di scappare sopra 3-0 con un andamento pressoché perfetto: game a zero sul servizio, break strappato alla prima chance, altro game a zero. Tutto facile dunque verso il traguardo? Nemmeno per idea. Sock ha trovato ancora una volta in Cilic un avversario in grado di non piazzare la zampata definitiva alla partita, ritrovandosi di nuovo in partita grazie al deludente turno di servizio di Cilic nel quinto game… E da lì si è arrivati spediti, a servizi dominanti, fino al tie-break del decisivo set.

Un tie-break vinto da 7 punti a 4 da Sock e dove, ancora una volta, Cilic è riuscito a farsi rimontare: dal mini-break preso sul 4-2 infatti il croato ha subito 5 punti consecutivi, lasciando dunque all’avversario una rimonta – e un successo – che tengono l’intero gruppo apertissimo in ottica semifinale. Posto in semifinale che teoricamente può ancora prendersi anche lo stesso Cilic, che matematicamente, però, avrà bisogno di un mezzo miracolo: sperare di battere due set a zero Federer nell’ultima giornata e poi iniziare a contare i game di tutti gli altri…

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