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Le 5 verità e tutto il meglio del Day 3 degli Australian Open 2017

Le 5 verità e tutto il meglio del Day 3: il contrasto Seppi-Kyrgios, Federer sotto esame

Il 18/01/2017 alle 18:52

Dalla vittoria dell'azzurro emblema del tennis agli antipodi all'ostacolo Berdych, snodo fondamentale del torneo dello svizzero, passando per la sparizione della Puig dopo i fasti olimpici, la rinascita della Barty e il calore del tifo australiano: riviviamo le emozioni della terza giornata degli Australian Open 2017.

Seppi, Kyrgios e la teoria dei contrari

La partita, anzi le due partite di Andreas Seppi e Nick Kyrgios sono la sintesi delle maniere opposte del gioco del tennis. Iniziando dall’ex prodigio australiano, due anni fa tra i migliori 8 di Wimbledon battendo Nadal a scariche di ace e drittoni: oggi Kyrgios è un giocatore di 21 anni già smontato dalle sue inutili oltranze.

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Poi c’è Seppi, con la prassi di un tennis compassato e la sua umanità semplice: nessuno gli chiede miracoli, lui va a Melbourne e in due anni batte Federer e il beniamino di casa. In altre parole, Kyrgios ha troppo talento per meritarselo, mentre Seppi invecchia in botte buona e ce lo terremo ben stretto (Fabio Disingrini).

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Federer, è già arrivato il momento della verità

Un set lasciato a Melzer, due set-point annullati a Rubin. Roger Federer afferma che le sensazioni sono diverse nello Slam del suo ritorno e di non avere nulla da perdere. Le prime partite contro due qualificati hanno mostrato le trappole del percorso: picchi di classe e di talento, ma anche delle comprensibili pause, soprattutto nel match odierno contro l’americano.

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Lo svizzero ha ammesso con lucidità di avere avuto qualche difficoltà di adattamento alle diverse condizioni ambientali (di giorno la pallina viaggia a una velocità diversa). L’esperienza e il servizio non saranno sufficienti contro un cliente come Berdych: il fuoriclasse di Basilea è avanti 16-6 nei precedenti, ma il suo torneo presenta già uno snodo fondamentale.

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La favola della Barty: dal ritiro alla nuova ribalta passando dal...cricket

Il nome Ashleigh Barty non può essere nuovo per gli appassionati. Promessa del tennis australiano, dopo una brillante carriera junior, la classe 1996 si era guadagnata i riflettori nel doppio con Casey Dellacqua, ma aveva anche approcciato con il piede giusto il circuito delle grandi nel singolare. Dopo lo US Open 2014, però, era giunta alla clamorosa decisione di lasciare questo sport:

" Amo il tennis. Ma ero diventata una robot, e non era ciò che volevo. Sono passata da essere una sconosciuta ovunque nel mondo a vincere Wimbledon juniores e sei mesi dopo a giocare agli Australian Open. Sono stata vittima del mio stesso successo"

Nel frattempo la Barty è diventata una professionista di cricket, ma un ripensamento del febbraio 2016 ha dato il via a una nuova carriera perché lo spreco di talento a 20 anni gridava vendetta. Ne sa qualcosa Shelby Rogers, annichilita da favoritissima 7-5, 6-1 dalla numero 223 del ranking Wta. Il peso di un’intera nazione, la sua Australia, non è mai stato così dolce.

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Monica Puig e la maledizione olimpica

C’era una volta Nicolás Massú, che vinse due medaglie d’oro ad Atene 2004 (singolare e doppio) sparendo nel nulla. Cileno lui, portoricana Monica Puig, che ad agosto è diventata campionessa olimpica piegando la Kerber e commovendo una nazione al primo trionfo nei Giochi. Dalla notte di Rio al flop di Flushing Meadows, fuori al primo turno contro la cinese Zheng: poi altre 6 sconfitte, l’ultima oggi contro la qualificata numero 181 WTA Mona Barthel. Sapevamo di certe anomalie del torneo olimpico, però speriamo che la Puig, nata 1993, possa battere al più presto la maledizione della medaglia d’oro (Fabio Disingrini).

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Il tifo australiano: calore e folclore impareggiabile

Il primo Slam dell’anno regala sempre dei fotogrammi caratteristici in tribuna. La Genie Army ha ricominciato a esultare per accompagnare la seconda vittoria dell’affascinante Bouchard.

Una torcida di affetto che spinge anche i padroni di casa, come Tomic, o il numero 1 del mondo Andy Murray in salsa templare: 77.465 fans hanno infiammato le due sessioni odierne (diurna e notturna).

Il major australiano, d'altronde, è lo Slam dei tifosi per antonomasia. Anche i giapponesi si danno parecchio da fare...

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