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Fognini: "Io numero 1? Se lo diventassi, mi chiederebbero di essere 0"

Fognini: "Io numero 1? Se lo diventassi, mi chiederebbero di essere 0"
Di Eurosport

Il 28/11/2017 alle 11:00Aggiornato Il 28/11/2017 alle 11:01

In un'intervista alle pagine della Gazzetta dello Sport, il numero 1 d'Italia Fabio Fognini fa il punto sulla stagione 2017 e pone gli obiettivi del 2018: "Vorrei rientrare tra i primi 20... E restarci". Poi la provocazione al rapporto sul tifo in Italia: "Se diventassi numero 1, gli italiani mi chiederebbero di essere numero zero"...

Intervistato dal collega Riccardo Crivelli sulle pagine di oggi della Gazzetta dello Sport, il numero 1 d’Italia Fabio Fognini ha fatto un punto generale tra la stagione appena conclusa e le aspettative per il prossimo anno. Tra obiettivi e qualche provocazione, Fognini non si è come al solito risparmiato. Questi alcuni dei punti salienti dell’intervista.

Sull’annata 2017

"Sicuramente positiva, ho vinto un torneo e ho giocato bene anche sulle superfici veloci, soprattutto all'inizio dell'anno. Mi spiace solo per come è finita, l'infortunio è arrivato quando stavo crescendo, mi sarei tolto qualche soddisfazione anche indoor”.

Sugli obiettivi del 2018

"Al 2018 chiedo innanzitutto la salute. Spero che il fastidio al ginocchio passi in fretta, perché per adesso non mi ha permesso di allenarmi con la racchetta. Però tutti gli altri parametri fisici sono a posto, perciò la fiducia per un percorso di alto livello è immutata. Mi piacerebbe rientrare tra i primi 20 del mondo e rimanerci”.

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Sulle nuove regole viste alle NextGen

“Il killer point sul 40-40 c'è già in doppio, pur con qualche sfumatura diversa, e forse sarebbe la novità più semplice da introdurre tra quelle che riguardano il punteggio. Per quanto mi riguarda, possono mettere anche subito l'orologio dei 25" tra un punto e l'altro, ma forse Nadal non sarebbe d'accordo... L'importante comunque è che si usi sempre il buon senso, specialmente nelle partite lunghe”.

Una piccola provocazione infine sul tifo in Italia e sul rapporto col pubblico

“Le critiche? Ormai ci sono abituato, le critiche superano sempre di gran lunga i complimenti. Il problema è che in Italia si è tifosi, pro o contro, e non appassionati di sport. Se un giorno dovessi arrivare al numero uno del mondo, gli italiani non sarebbero comunque contenti e mi chiederebbero di essere il numero zero".

L’intera intervista è consultabile sull’edizione odierna della Gazzetta dello Sport.

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