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Le pagelle del Roland Garros 2017

Le pagelle del Roland Garros 2017: Nadal ineguagliabile, Djokovic tornerà mai?

Il 12/06/2017 alle 12:21

Tra vincitori, vinti, sconfitti, sorprese, delusioni e italiani, diamo come al solito i voti: dall'intramontabile e inimitabile Rafa Nadal agli all-in della Ostapenko, passando per il destino già scritto di Stan Wawrinka, l'occasione persa della Halep, la crisi esistenziale di Djokovic, gli exploit di Khachanov e Martic, il futuro di Napolitano e i dubbi della Schiavone.

dall'inviato a PARIGI - Numeri e nomi dal Roland Garros 2017. Tutto ciò che di rilevante c'è stato - secondo noi - nello slam parigino con il classico pagellone di fine torneo.

I vincitori

  • Rafael Nadal . La grandezza di un atleta è direttamente proporzionale alla misura dei suoi avversari e la pressione che deve sostenere per batterli. I primi, in questo Roland Garros 2017, non sono stati certo i più tosti della storia d’amore tra Rafa e Parigi; la seconda, però, è stata a tratti insostenibile. E’ dunque una vittoria da spellarsi le mani quella di Rafa. La Decima di una carriera unica e straordinaria; raggiunta da un atleta unico e ineguagliabile. Trovare altri aggettivi o metafore è tanto banale quanto stucchevole. Basta il nome: Rafael Nadal, la leggenda. Voto 10. E lode.

Video - Highlights: tutto il meglio della finale Nadal-Wawrinka in 4 minuti

04:01
  • Jelena Ostapenko. Potevano vincere tutte, ma ha vinto lei, che dalla roulette di 36 potenziali vincitrici al casinò di Parigi ha avuto le palle – da tennis, sia chiaro – di non abbandonare mai quella tattica che le aveva dato soddisfazioni anche quanto tutto sembrava andar storto (tipo nella finale, ad esempio, quando era sotto 4-6, 0-3 e 3 palle break). Nessuno nell’era Open aveva mai vinto questo torneo senza essere testa di serie; nessuno l’aveva fatto tirando complessivamente la cifra ridicola – nel senso buono – di 299 vincenti in 7 partite; nessuno da tempi di Guga Kuerten aveva mai vinto il primo titolo da professionista con un torneo dello slam. Jelena Ostapenko, signori. Dalla Lettonia con furore. Voto 10. Per il coraggio.

Video - L'intervista di Jelena Ostapenko: "Sono senza parole, il mio sogno si è realizzato"

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I finalisti

  • Stan Wawrinka. “Tu non devi odiarmi se lei vuole bene a me, capita ogni giorno quello che è successo a noi. Bisogna saper perdere. Non sempre si può vincere”. Faceva così la prima strofa di un vecchio classico musicale degli anni ’60 (The Rokes – Bisogna saper perdere) che sembra scritto apposta per Stan Wawrinka. ‘Lei’, è la Coppa dei Moschettieri; ‘me’, è Rafael Nadal; ‘noi’, sono tutti i tennisti che per 79 partite lungo il corso di 12 anni si sono dovuti arrendere al più forte di sempre su questa superficie. Sappiamo quali abitudini avevi negli slam, caro Stan… Ma non sempre si può vincere. Voto 9. Primo degli umani.

Video - Deve fare il punto 3 volte ma alla fine... Che spettacolo Wawrinka!

00:42
  • Simona Halep . Doveva essere il suo torneo. Non lo è stato. Crollata, miseramente, sul più bello, ancora una volta, quando tutto sembrava ormai fatto. Aggravante, quest’ultima, di una finale ormai in tasca, fatta, praticamente vinta. Sarebbe bastato un pizzico di coraggio in più. E invece… Invece quello ce l’ha avuto la sua avversaria, Jelena Ostapenko. Sopravvissuta alla Svitolina ma beffata a un passo da gloria e alla vetta della WTA, Simone Halep torna a casa con le pive in saccoccia e la consapevolezza di aver mancato l’occasione della vita. Voto 7. Per lo sforzo.

Gli sconfitti

  • Alexander Zverev . Lo aspettavamo al varco, per capirne grado di maturità e dosare finalmente giudizi e parole. E il ragazzino se ne torna a casa al primo turno, rimandato dal vecchio professor Verdasco, uno capace con la racchetta e sul rosso di mettere in fila, se vuole, i baldanzosi giovanotti che si affacciano al vertice. E’ il vincitore degli Internazionali d’Italia il grande sconfitto del torneo maschile, ma non se ne rammarichi troppo: la lezione, ne siamo certi, gli servirà parecchio in futuro. Voto: rinviato a settembre. O meglio, a Wimbledon.

Video - Roland Garros: A.Zverev-Verdasco, gli highlights

03:30
  • Kristina Mladenovic. Fa male mettere qua dentro una che per 10 giorni, sul centrale di Parigi, si è caricata gridando “FORZA!”, in perfetto italiano. Ma ahimè, le pagelle sono impietose e se c’è una grande sconfitta nel tabellone femminile è la beniamina di casa Kristina Mladenovic. No Serena, no Maria e un vuoto di potere che aveva fatto ben sperare i cugini d’Oltralpe. E invece, la bella Kiki, deve arrendersi alla pressione, alla Bacsinszky e all’unica giornata di meteo ballerino a Parigi, capace di portarla dentro e fuori dal campo, dentro e fuori dalla partita; innervosendola più di quanto organizzatori, pubblico e stampa non avessero già fatto. Voto 6+. Per la pazienza… A tratti.

Video - Piovono lacrime a Parigi: Mladenovic non si trattiene in campo

01:16

Le sorprese

  • Karen Khachanov. Berdych al secondo turno, poi Isner al terzo, prima di arrendersi all’insormontabile ostacolo Murray. Terzo nella Race della Next-Gen dietro a Zverev e Coric, il freschissimo 21enne russo ha sorpreso tutti con un torneone di tutto rispetto. L’ottavo di finale gli è valso il best ranking in carriera (39) e gli applausi per un ragazzo che così giovane, alla seconda settimana di Parigi, non si vedeva da Marin Cilic nel 2009. Le sue bordatone al servizio gli potranno essere utili magari anche a Wimbledon, anche se quell’apertura col dritto così ampia è un movimento che in qualche modo andrà accelerato sull’erba. Intanto, si è goduto Parigi con l’atteggiamento da pro di chi da quelle altezze potrò dire la sua a lungo. Voto 7. Per la potenza.

Video - Roland Garros: Isner-Khachanov, gli highlights

03:25
  • Petra Martic . Un ottavo di finale anche qui, ma se Khachanov l’avevamo messo nei radar, da quelli la Martic c’era finita fuori da parecchio tempo. Tutta colpa di un’ernia del disco, che per un tennista è un po’ come se il nostro Niccolò Campriani perdesse la vista o gli venisse la tremarella alla mano. La classe ’91 di Spalato – 42 del mondo nel 2012 – è ripartita da capo, ritrovando la gioia nel tennis e conquistandosi la seconda settimana di Parigi grazie alle qualificazioni e al ranking protetto. Aveva quasi salutato al primo turno (delle qualificazioni!) contro la belga Zanevska, ma poi ha messo in fila Bondarenko, Keys e Sevastova, eguagliando il suo miglior risultato proprio del RG 2012. Questo volta, però, l’exploit ha tutt’altro sapore. Da stamattina è di nuovo 129 al mondo. 161 posizioni sopra a dov’era due settimane fa. Voto 9. Per la resilienza.

Le delusioni

  • Novak Djokovic . Si può essere guerrieri se il nuovo mantra è “Paz y amor” e la figura di riferimento è Nelson Mandela? Il nuovo Nole ha smesso i panni da indomabile guerriero che s’infiammava nell’animo – e negli occhi – quando qualcuno gli tifava contro, per vestire quelli del santone. Nulla di male, per carità, se non fosse che il tennis professionistico è roba per gente “incarognita” dentro e che senza il fuoco sacro di fame, gloria, successo e ambizione si va poco lontani. Che tutto ciò in questo Djokovic non sia più presente appare piuttosto evidente. La vera incognita è nel capire se tornerà mai. Voto 5. Per la pace dei sensi.
  • Garbiñe Muguruza . Piange, Garbiñe. Piange perché lo sciovinista pubblico del Lenglen tifava contro, ma della campionessa che l’anno scorso stese tutte senza remore e senza esser scalfita dal nulla – Serena compresa – non è restato che un lontano ricordo. D’altra parte riconfermarsi è molto più difficile che sorprender tutti, ed è un tratto della personalità fondamentale per scrivere le vere pagine di storia sportiva. Muguruza, dal successo qui lo scorso anno, sembra aver smarrito invece ogni convinzione. E il suo spento Parigi 2017, in fondo, sta qui a darci l’ennesima conferma. Voto 4,5. Per la tenerezza.

Gli italiani

  • Stefano Napolitano. “Eppur si muove!”. E’ il tennis giovanile italiano, che attaccato e accusato (molto spesso comprensibilmente) dall’inquisizione mediatica, da Parigi lancia timidi segnali di vista e fa scoprire al grande pubblico Stefano Napolitano. Tre turni di qualificazione sfangati e il primo turno portato via a quel ‘cagnaccio’ di Misha Zverev, mica pizza e fichi, insomma. Di Stefano però, più che l’exploit sul campo, ci portiamo via il ragazzo fuori. Umile. Serio. Determinato. Nella speranza che questo, davvero, possa essere solo l’inizio. Voto 7,5. Per la testa sulle spalle.

Video - Roland Garros: M.Zverev-Napolitano, gli highlights

03:14
  • Francesca Schiavone . “Ancora tu. Ma non dovevamo vederci più?” Avevamo aperto musicalmente e musicalmente chiudiamo, sulle note del grande Lucio Battisti. Francesca si è conquistata Parigi col sudore della fronte, tenendo in vita un movimento femminile – quello sì più o meno agonizzante – a cui non si può chiedere null’altro che la presenza. Il match con la Muguruza e la gioia dello Chatrier hanno però fatto tornare nella Leonessa la voglia di ruggire ancora, e ciò che sembrava scontato prima del Roland Garros – l’addio a fine stagione – non lo è più. Voto 6,5. Perché "...lasciarci non è possibile, no lasciarsi non è possiiibile”.
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