Getty Images

Rafa Nadal vede il 16° Slam, Anderson chiamato a una "mission impossible"

Nadal vede il 16° Slam, Anderson chiamato a una "mission impossible"

Il 10/09/2017 alle 10:03

Il maiorchino affronta la 23esima finale nei major, per il sudafricano è la prima assoluta, il numero 1 del mondo sfida il 32: il tennis non è una scienza esatta, ma una finale più sbilanciata agli US Open non poteva esserci.

Eurosport Player : Guarda le finali LIVE su Eurosport Player

Guarda Eurosport

Il tennis non è una scienza esatta, ma una finale più sbilanciata agli US Open non poteva esserci. Entrambi classe 1986, 16 giorni di differenza e le similitudini finiscono qui. Da una parte il numero 1 del mondo, un giocatore in grado di raggiungere tre finali negli Slam nel 2017, cosa che non gli riusciva dal 2011 quando vinse nel feudo parigino prima di fermarsi a Londra e New York contro un Djokovic poco umano. Dall’altro lato del campo il numero 32 del ranking ATP, il finalista con la più bassa classifica in un major dai tempi di Tsonga a Melbourne nel 2008, alla prima finale di sempre, lui che di appuntamenti del genere non ne ha mai vissuti, non solo negli Slam ma nemmeno nei Masters 1000. Nadal-Anderson sembra già scritta.

Anderson e l’impresa impossibile

Potremmo già fermarci qui, ma è giusto rendere merito a quanto fatto da un tennista semplicemente normale: nessuno era mai arrivato a giocarsi il titolo a New York, da quando esiste il ranking ATP, da numero 32 del mondo. Correva l’anno 1973. Anderson, 31enne già proiettato a risalire alla 15esima posizione, vincendo il titolo potrebbe tornare in Top 10, dove si era spinto due anni fa: era il 12 ottobre 2015 e quel risultato era figlio del suo primo quarto di finale Slam, l'unico prima di questo torneo, giocato sempre a Flushing Meadows.

Video - Il portafortuna di Kevin Anderson: l'anello di matrimonio tra i lacci delle scarpe

00:46

Il sudafricano residente in Florida ha un certo feeling con gli Stati Uniti: cresciuto con la racchetta in mano in un college dell’Illinois, si laurea per tre volte campione nazionale in singolare e per due volte campione di doppio prima di passare al professionismo. Oggi questo ragazzone alto 203 centimetri inorgoglisce il Sudafrica: un suo connazionale non si presentava all’ultimo atto degli US Open da 52 anni, Cliff Drysdale nel 1965. Un’altra superficie (si giocava sull’erba) e un’altra epoca mentre se estendiamo il discorso a tutti gli Slam bisogna tornare al 1984 e agli Australian Open con Kevin Curren che l’anno seguente avrebbe deciso di diventare un cittadino americano.

" Noi comunque affrontiamo un sacco di difficoltà quando si tratta di produrre dei giocatori professionisti. La mia speranza è quella di ispirare i ragazzini a uscire e andare a giocare a tennis perché laggiù (in Sudafrica, ndr) certe volte ci si sente davvero lontani da tutto. Io mi trovavo in quella posizione all’epoca, ma bisogna continuare a lavorare duramente"

Questa è la missione di Kevin Anderson, miglior amico di Denis Istomin nel circuito: sportivamente impossibile, umanamente molto stimolante.

Video - Kevin Anderson: "Devo ancora realizzare, è un sogno che si avvera"

03:44

Nadal, operazione 16esimo

Un 2017 stratosferico, dopo la vittoria del decimo Roland Garros, pone il mancino di Manacor dinnanzi al quarto atto conclusivo in carriera a Flushing Meadows, il numero 23 a livello Slam e senza timore di smentita il più facile possibile per intascare il terzo trofeo nella Grande Mela. Nel 2010 e nel 2013 l’avversario era Novak Djokovic, per il tris si palesa un giocatore capace di sottrargli appena un set in quattro sfide, sul cemento indoor di Parigi-Bercy (chissà se ci sarà la pioggia a rendere l’esito leggermente più incerto sotto il tetto dell’Arthur Ashe).

Video - US Open 2017: Nadal-Del Potro, gli highlights

02:27

Nadal non vince un torneo sul cemento dal gennaio del 2014, quando si impose a Doha. In generale, giocherà la 109esima finale e andrà a caccia del 74esimo titolo della carriera. Non aveva mai raggiunto, però, la finale agli Australian Open e agli US Open nello stesso anno: definirlo terraiolo non può che essere riduttivo per Rafa, un uomo dal fisico dominante e un temperamento d’acciaio che nel mirino ha il 16esimo Slam per spartirsi equamente con Roger Federer il bottino della gloria (2-2 con alternanza perfetta) in un 2017 che ha consacrato ancora una volta due fenomeni eterni della racchetta.

Video - Nadal vs Anderson: il veterano contro il debuttante

02:28
0
0