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Cilic contro Federer: l'erede di Ivanisevic e la leggenda di Wimbledon

Cilic contro Federer: l'erede di Ivanisevic e la leggenda di Wimbledon

Il 16/07/2017 alle 10:03

C'erano una volta Mark Philippoussis, Andy Roddick, Rafa Nadal e Andy Murray, respinti da Federer al debutto in finale. Oggi è Marin Cilic a sfidare la leggenda vivente di Wimbeldon: il croato, che ha battuto Federer solo una volta in 7 precedenti, tenterà l'impresa nel solco di Ivanisevic che del Championships fece la più romantica delle passioni.

Diciotto slam a uno. Il 7 volte vincitore del Championships, sua maestà di Wimbledon Roger Federer, contro un debuttante in finale a Church Road. Detto così, fuori il campione in carica (Murray), infortunatosi l’avversario degli ultimi due epiloghi (Djokovic) senza concedere la rivincita (in semifinale), ma soprattutto eliminato Nadal - perché in fondo Roger contro Rafa e sempre la finale dei sogni - non avremo forse il miglior compimento possibile, però le ragioni di Cilic sono pratiche e molto rispettabili.

L'impronta "al volo" di Ivanisevic

Come Raonic un anno fa, c’è un big-server, e grande colpitore, in finale all’All England Club. Il servizio è di scuola croata e il suo progresso è dovuto a chi di Wimbledon è stato campione: Goran Ivanisevic con 4 finali sparse dal 1992 al 2001… E finalmente un titolo di passione. Oggi Ivanisevic non allena più Cilic, che sotto la sua guida ha vinto gli US Open, ma l’attacco della rete, la chiusura della volée e il servizio-dritto sono rimasti.

Cilic, il migliore dei big-server

Cilic, che del draw è la settima testa di serie, non ha perso set fino agli ottavi e ha piegato nella guerra dei big-server sia Muller (giustiziere di Nadal) che Sam Querrey. Il croato è la migliore espressione di un gioco “piatto”, solido, pratico e sistematico, e se della schiera dei giganti del servizio è stato l’unico capace di battere Federer (tralasciando Raonic un anno fa), il motivo è di una certa completezza.

Marin Cilic

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Cilic 2014: non c'è finale scontata

Nel 2014, Cilic ha vinto gli US Open contro ogni pronostico, ma soprattutto schiacciando Federer in 3 set di netta semifinale. Ci proverà un’altra volta, come hanno fatto Philippousis (2003, fu il primo titolo di Federer) e tre volte Andy Roddick, sempre respinti in finale. Un anno fa, ai quarti di Wimbledon, il croato ha vinto i primi due parziali chiamando lo svizzero a una durissima rimonta. Ammirare oggi la bellezza di Federer cancella le fatiche è allieta di grazia ogni pensiero, però non c’è finale scontata prima di un ottavo titolo che, qui e adesso, è prova divina e materia dei sogni.

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