Getty Images

Le pagelle di Wimbledon 2017: dal 10 inevitabile a Federer all'insufficienza della Pliskova

Le pagelle di Wimbledon 2017: dal 10 inevitabile a Federer all'insufficienza della Pliskova

Il 17/07/2017 alle 08:43Aggiornato Il 17/07/2017 alle 08:51

Tra vincitori, vinti, sconfitti, sorprese, delusioni e italiani, diamo come al solito i voti: dalla leggenda Federer al ritorno di Garbiñe Muguruza, dai malanni di Murray alle delusioni della Halep; dal n°1 discusso della Pliskova alle sorprese firmate Muller e Rybarikova fino all'indolenza di Kyrgios e Tomic. Senza dimenticare i "quasi exploit" di Fognini e Giorgi....

I vincitori

  • Roger Federer . L’unica cosa sgradevole dei successi di Federer è la retorica insopportabile che ogni sua vittoria scatena. E considerando quanto fatto in carriera dallo svizzero; quanto fatto nel 2017; quanto fatto in questo Wimbledon e quanto ancora evidentemente riuscirà a fare, il rischio di cadere nel banale, nello scontato, nel ridondante si presenta per noi miseri cronisti come una minaccia troppo elevata questa mattina. E allora ci limiteremo ai fatti. Che poi sono stanzialmente due. 1. Federer ha vinto Wimbledon onorando l’etichetta di stra-favorito e senza perdere un set; roba che ti fanno pensare che in realtà gli anni d’oro siano questi qui, altro che mid-2000. 2. Questo signore prossimo alle 36 candeline, quest’anno, dove ha giocato, ha vinto. 25-0 tra Masters 1000 e tornei dello slam. E dunque qualcuno porti una medaglia a Evgeny Donskoy e Tommy Haas. Se la meritano soprattutto loro. Voto 10. Per cotanta leggenda.
Federer
  • Garbiñe Muguruza. L’avevamo lasciata sbracciare isterica sul Lenglen che ne applaudiva l’uscita dopo la sconfitta con la Mladenovic; ma soprattutto l’avevamo vista crollare con le successive lacrime in conferenza stampa. L’abbiamo ritrovata a Londra mettere in fila con una partita più bella dell’altra: l’ex n°1 del mondo (Kerber); la giocatrice che sembrava più in forma (Kuznetsova); la sorpresa del torneo (Rybarikova); la leggenda che dal ‘98 non aveva mai perso in una finale slam se non con sua sorella (Venus). Anche qui il discorso è molto semplice: con quei mezzi (fisici e tecnici), quando vuole, Garbiñe Muguruza, può tutto. E per dirla alla Totò, a Wimbledon, modestamente, ha potuto. Voto 10. Per la riscossa.

Video - Muguruza, eliminazione difficile da digerire: in lacrime in conferenza stampa

00:45

I finalisti

  • Marin Cilic . Chiedergli più sarebbe stato un po’ troppo. Certo, in finale ci sarebbe piaciuto vedere una partita di tennis. Così non è stato ma non ne si può fare una gran colpa al buon Marin. Due slam su due sarebbero stati roba che nemmeno Wawrinka; e francamente Cilic è un tennista ben lontano dai picchi dell’inarrivabile Stan. Cilic ha fatto il suo, cogliendo l’occasione unica di una parte di tabellone depredata dei favoriti (Nadal soprattutto) e spingendosi fino all’improbabile. Poi è arrivato l’impossibile, incontrando un uomo in missione e facendosi così mestamente fatto da parte. Piangendo, maledicendo il piede, maledicendo se stesso e bla bla blaVoto 8. Miglior attore non protagonista.
Marin Cilic in lacrime durante la finale di Wimbledon 2017

Marin Cilic in lacrime durante la finale di Wimbledon 2017Getty Images

  • Venus Williams . Vorremmo scrivere che il tennis è diventato uno sport per vecchietti ma la regola “retorica insopportabile” vale ancora, quindi tanti applausi per Venus Williams che ha giocato un torneo di grande sostanza e si è fermata sul più bello, esattamente come in Australia con sua sorella, di fronte a un’avversaria più forte. Come dite? Che nel tennis femminile ultimamente vale tutto? Sostanzialmente d’accordo con voi, ma non sarà mica una colpa dell’eterna Venus se è ancora in grado di mettere in fila quasi tutte. E per giunta con un carico pendente extra-campo mica da ridere. Brava lei. Ammirati noi. Voto 9. Per lo sfoggio di classe.
Venus Williams after the final

Venus Williams after the finalGetty Images

Gli sconfitti

  • Andy Murray . Sconfitto dalla pressione. Sconfitto dalle ansie. Sconfitto dal dover dimostrare sempre qualcosa a qualcuno. Sconfitto dai suoi malanni. Sconfitto sempre da quando un computer dice che è il numero 1. Vince in sala stampa, dove il popolo del politically correct lo adora. Voto 5. Per le sconfitte. Quelle in campo, of course.
  • Karolina Pliskova. Signore i signori, eccovi la vostra nuova numero 1 del mondo. Sì, doveva vincere Wimbledon ed era la favorita principale dei bookmakers. Ha perso al secondo turno da una ragazza che con un po’ di sana preparazione sull’erba – Rybarikova, 19-2 in stagione sul verde – ha messo in fila quasi tutte e da numero 87 del mondo. Questo grande exploit le è valso la corona di nuova regina del tennis femminile. Karolina Pliskova signore e signori. Voto 5. Per il computer.

Le sorprese

  • Gilles Muller . A proposito di gente capace sull’erba, giù il capello per il meraviglioso Gilles. Maestro supremo dello slice esterno mancino da sinistra; cavaliere del serve and volley; principe delle quattro settimane di stagione sui prati verdi. Che grande Muller, capace a 34 anni di levarsi la soddisfazione della vita senza mai tremare contro uno come Rafa Nadal. Ora che tutto è finito possiamo confessarlo: sarebbe stato bello vederlo in finale con Federer, ci saremmo divertiti sul serio. Ma quella battagliona con Rafa alla fine ha presentato il conto proprio sul più bello. Resterà il suo sguardo spiritato alla Totò Schillaci e l’impresa contro Nadal. Voto 9. Per il gran cuore.
Gilles Muller esulta dopo aver sconfitto Rafael Nadal per 15-13 al 5° set degli ottavi di finale di Wimbledon 2017

Gilles Muller esulta dopo aver sconfitto Rafael Nadal per 15-13 al 5° set degli ottavi di finale di Wimbledon 2017Getty Images

  • Magdalena Rybarikova . Vi dice qualcosa il Surbiton? Ilkley? Magari Nottingham... Tutti posticini della ridente campagna inglese dove la buona Magdalena si è recata a giocare… E dove praticamente ha sempre vinto. Le risalite si costruiscono anche così, preparandosi a dovere per la più particolare delle superficie. E con tanto lavoro, buon talento e un pizzico di fortuna, in questo particolare momento, si può fare strada. Ne ha fatta tanta, tantissima la Rybarikova. Ne ha percorsa in uno slam quanta non ne era mai riuscita a fare nei suoi 38 precedenti tentativi, fermata da avversarie più forti o lunghi infortuni. Nel suo exploit di Wimbledon – arrivato fino alla semifinale – e con una resa solo di fronte alla più forte, la certezza che in questo momento cercare gloria è un po’ più semplice rispetto al passato. Voto 8,5. Per la lungimiranza.

Le delusioni

  • Aussie boys. Niky Kyrgios e Bernard Tomic. Insieme, di coppia, come il volo che hanno preso destinazione Down-Under dopo un turno – e dicasi uno – giocato a Wimbledon. Fuori subito. Malamente. Deludendo. Senza appelli. Il primo bloccato da guai fisici che appaiono e scompaiono alla velocità con cui il secondo le spara in sala stampa, per la gioia – quella sì – di noi cronisti che per lo meno abbiamo qualcosa da scrivere. Per quello ci piacerebbe vederli un po’ più in là nei tornei. Per la possibilità di farci divertire tanto dentro quanto fuori dal campo; e invece questi due del talento molto spesso non sanno che farsene. Talmente annoiati da dirtelo senza troppi giri di parole, schiavi di un sistema di cui ormai fanno parte ma che non li diverte, non li stimola, in una parola non gli piace. Voto 4. All’indolenza.
  • Simona Halep . Povera Simona, che razza di storia. Al Roland Garros mancava un set. A Wimbledon addirittura due miseri e insignificanti punticini. Ma nel tennis non esiste nulla, ma veramente nulla di peggiore del “braccino”, della perdita di coraggio sul più bello. Sarebbe stata lei la nuova n°1 del mondo se sul 5-5 del tie-break del secondo set con la Konta non se la fosse fatta – “anche simpaticamente” cit. – sotto dalla paura. Andate a rivedervi con la Halep gioca quei due punti. Konta avanti, Simona bocciata a un passo dal traguardo. Voto 5. History repeating.

Gli italiani

  • Fabio Fognini . Tra primo e secondo turno con Tursunov e Vesely abbiamo visto uno dei Fognini più mentalmente solidi di sempre. Anzi, probabilmente due partite così attente, senza mai “sali e scendi”, Fabio non le aveva mai giocate in uno slam. Un peccato che anche con Murray il ligure non sia riuscito a pieno a riproporsi a quel livello, perché per portare al quinto lo scozzese – e magari piazzargli anche il successivo scherzetto, visto le condizioni in cui versava – la sensazione è che sarebbe bastato poco di più. Voto 7-. Per la ‘quasi sorpresa’.
Fabio Fognini - Wimbledon 2017

Fabio Fognini - Wimbledon 2017Getty Images

  • Camila Giorgi. Ecco, ‘quasi sorpresa’ anche Camila Giorgi, che nella supernova di un match che sarebbe potuto finire con tutto e il contrario di tutto, alla fine tutto è andato come sempre, ovvero con Camila a casa e con la campionessa in carica del Roland Garros Ostapenko ad andare avanti. Un peccato vero, anche qui, perché prima la Giorgi aveva fatto fuori la Keys ma soprattutto per due volte la Giorgi ha servito per portarsi via il set con la Ostapenko… Ma per due volte è stata beffata sul più bello, a dimostrazione – forse – che proprio-proprio tutto a caso-caso nel tennis-roulette non va. Che anche qui, dunque, ci sia una logica? E chi lo sa. Lo misureremo ancora dalla Giorgi. E dalla Ostapenko ovviamente. Voto 7-. Per la ‘quasi gioia’.
0
0