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Lotta e gloria: Garbiñe Muguruza batte Venus Williams e vince il suo primo Wimbledon

Lotta e gloria: Garbiñe Muguruza batte Venus Williams e vince il suo primo Wimbledon

Il 15/07/2017 alle 16:30Aggiornato Il 16/07/2017 alle 08:19

Un primo set tiratissimo, poi il crollo di Venus nel secondo e per Garbine Muguruza, a più di un anno dall'ultimo titolo, arriva il dolcissimo trionfo di un torneo dominato. La finale termina 7-5, 6-0 in un'ora e 17 minuti. Per Garbiñe è il secondo torneo dello slam dopo Roland Garros 2016: unica in attività insieme a Serena e Sharapova ad avere in bacheca i due grandi classici del tennis.

Due anni dopo, una vendetta sulla famiglia. Un anno dopo – e nel mezzo, praticamente nulla – il ritorno al successo. Mai banale Garbiñe Muguruza, nuova campionessa di Wimbledon. Poco più di 400 giorni fa trionfa tra le polveri del Roland Garros imponendosi su Serena e mostrando al mondo tutte le potenzialità atletiche di una tennista fisicamente strabordante se in condizione; nel successivo arco temporale però, al di là delle doti, si palesavano evidenti limiti caratteriali – culminati con le lacrime del Roland Garros – in grado di minarne il rendimento dentro e fuori dal campo.

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Wimbledon 2017 si è però palesato come il torneo perfetto per la Muguruza; una dimostrazione al mondo del reale valore, uno sfoggio evidente palesatosi in questa seconda settimana: la grande partita con la Kerber; lo show con la Kuznetsova, la piallata clamorosa alla Rybarikova e infine la grande vittoria di oggi con Venus.

Una partita dominante quella della Muguruza, capace di tenere testa in un bellissimo – ed equilibratissimo primo set – alla sua avversaria, ma al tempo stesso di drenarne proprio lì tutte le energie psicofisiche.

Garbine Muguruza

Garbine MuguruzaGetty Images

Venus ha infatti retto solo nella prima partita, giocando un grande tennis ed arrivando anche a un doppio set point. Ma è proprio in quel momento che si è scatenata la furia di una ritrovata Garbiñe.

Il momento ha un inizio e una fine precisa, e coincide con il primo dei due set point concessi dalla tennista spagnola nel 10° game. Uno scambio lunghissimo e durissimo; un braccio di ferro dal fondo dove la prima a sbagliare, col dritto, è stata l’americana. Da lì il vero clic della finale, come se la chance sfumata – anche sul successivo punto – segnasse la fine delle possibilità di Venus, che evidentemente – per poi quanto visto – dalla vittoria del primo set dipendeva totalmente.

Un break prima salvato dunque dalla Muguruza; e poi preso nel game successivo, con la conferma per il 7-5 del set che ha aperto la strada ad altri 6 game consecutivi a marca iberica (per un totale di 8-0 Spagna).

Del secondo set però non c’è molto da raccontare, con la Williams immediatamente fuori da una partita che aveva fino a poco prima ben condotto. Ma mai più in grado di ritrovare nelle corde della sua racchetta.

Muguruza ha invece proseguito il suo show di forza dal fondo, riuscendo così a diventare la seconda tennista spagnola di sempre – dopo la sua allenatrice Conchita Martinez nel 1994 – a vincere Wimbledon. L’unica in attività insieme alle leggende Serena e Maria Sharapova a poterlo vantare in accoppiata insieme al Roland Garros; ma anche l’unica ad avere battuto entrambe le sorelle Williams in una finale slam. Già perché Venus, in fondo, dal 1998 a oggi, non aveva mai perso un major se non contro sua sorella minore.

Un successo prestigioso dunque per una giocatrice particolare, ma senza dubbio dal potenziale devastante. Con la speranza – viste le qualità mostrate dalla Muguruza – di non dover attendere un altro anno per rivedere questo livello di tennis. Perché con un Wimbledon in bacheca e due finali slam su tre vinte, lo spazio per gli psicodrammi dovrebbe davvero essersi concluso.

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