Alessia Trost si separa da Marco Tamberi: la saltatrice cambia tecnico dopo tre anni

Alessia Trost si separa da Marco Tamberi: la saltatrice cambia tecnico dopo tre anni

Il 16/10/2019 alle 23:37Aggiornato Il 16/10/2019 alle 23:38

Dal nostro partner OAsport.it

Le strade di Alessia Tamberi e Marco Tamberi si separano, la saltatrice in alto ha infatti deciso di cambiare il suo tecnico terminando così una collaborazione che era iniziata nell’autunno 2016 ad Ancona. Il feeling tra la friulana e il padre di Gianmarco non era mai nato e i risultati della 26enne sono stati davvero molto deludenti, ben lontani dalle aspettative che c’erano sopra una ragazza dal grande potenziale che però non è mai decollata (eccezion fatta per un bronzo ai Mondiali indoor). Ora l’atleta delle Fiamme Gialle dovrà cercare un nuovo tecnico. Di seguito le dichiarazioni che i due protagonisti hanno rilasciato ai microfoni della Fidal.

ALESSIA TROST:Ho cercato, in questi tre anni, di avvicinarmi il più possibile al tipo di salto che Marco per me ha studiato. lavorando su schemi motori che mi appartenevano dagli anni dell’atletica giovanile. Prendendo atto dei miei limiti nel riportare in gara la totalità del nuovo modello tecnico e nell’impossibilità di definire una soluzione condivisa, che necessariamente avrebbe richiesto di rivedere in senso evolutivo il tracciato percorso finora, abbiamo convenuto di interrompere il rapporto. Questa esperienza rimarrà comunque per me fonte di insegnamenti sportivi, professionali e personali. Ora, nella consapevolezza di possedere diverso margine di lavoro, con il supporto della Federazione, delle Fiamme Gialle e del mio manager Federico Rosa, sto cercando di capire quale possa essere la soluzione migliore, che mi permetterà di riprendere gli allenamenti con serenità in vista della stagione olimpica“.

MARCO TAMBERI: “Sono stati mesi molto intensi e basati sul continuo confronto, talvolta anche critico, ma sempre ispirato da un obiettivo comune: riportare Alessia ai livelli internazionali che le competono. Ho studiato le soluzioni con la passione per il mio lavoro e la conoscenza di questo sport, il salto in alto, che ha in sé una componente mentale che lo rende affascinante e crudele al tempo stesso: se il gap fra allenamento e competizione diventa incolmabile, la competenza tecnica deve lasciare spazio ad altre valutazioni. Proprio per questo motivo abbiamo cercato di capire con l’atleta quali fossero i problemi e, davvero a malincuore, abbiamo convenuto che non proseguire più insieme potesse essere una decisione ragionevole. Alessia, in accordo con le mie conclusioni, mi ha confermato che cercherà al più presto una nuova guida tecnica e sono certo che saprà scegliere al meglio per le sue esigenze. Le auguro sinceramente tutto quanto desideri per la sua carriera agonistica”.

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