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Christian Coleman salta tre controlli antidoping: l'"erede di Bolt" rischia due anni di squalifica

Christian Coleman salta tre controlli antidoping: l'"erede di Bolt" rischia due anni di squalifica

Il 23/08/2019 alle 11:06Aggiornato Il 23/08/2019 alle 11:07

Mondiali e Olimpiadi a grosso rischio per Christian Coleman: il velocista statunitense, candidato a raccogliere l'eredità di Usain Bolt, avrebbe saltato tre controlli antidoping nell'ultimo anno e dunque soggetto a squalifica biennale da parte dell'agenzia antidoping statunitense.

Era pronto a raccogliere l'eredità di Usain Bolt, ma rischia invece una squalifica di due anni con annesso addio ai Mondiali di atletica di settembre/ottobre e alle Olimpiadi di Tokyo, le prime senza il fenomeno giamaicano, capace di monopolizzare le medaglie d'oro tra Pechino 2008 e Rio 2016.

Christian Coleman avrebbe infatti saltato tre controlli antidoping negli ultimi 12 mesi, una scomoda situazione punibile con una sospensione di due anni secondo le linee-guida della agenzia antidoping statunitense. I legali di Coleman sono al lavoro per contestare almeno uno dei tre test saltati, e permettere così al velocista di prendere parte ai Mondiali di Doha, in programma tra sabato 28 settembre e domenica 6 ottobre.

Chi è Chris Coleman, un talento pronto a esplodere

Nato il 6 marzo 1996 ad Atlanta, Coleman è entrato nel mondo del professionismo nel 2017, firmando un contrattone di sponsorizzazione con Nike. Detiene il record del mondo sui 60 metri (6.34 secondi, registrati ai campionati indoor USA del 2018) e un personal-best di 9.79 sui 100 metri. Nel 2017 è stato medaglia d'argento ai Mondiali di Londra nei 100 metri con il tempo di 9.94, battuto da Justin Gatlin per soli due centesimi.

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