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Asher-Smith doppia 100-200, delusione Italia nella staffetta 4x400, Perkovic e Przybylko immensi

Asher-Smith doppia 100-200, delusione Italia nella staffetta 4x400, Perkovic e Przybylko immensi

Il 11/08/2018 alle 22:39Aggiornato Il 11/08/2018 alle 23:02

Dal nostro partner OAsport.it

Grande serata agli Europei 2018 di atletica leggera, penultima giornata davvero appassionante all’Olympia Stadium di Berlino dove si sono assegnati ben nove titoli.

200 METRI (FEMMINILE) – Era la gara più attesa della serata e non ha deluso le aspettative. La britannica Dina Asher-Smith ha trionfato con un sensazionale 21.89, miglior prestazione mondiale stagionale: la 22enne è uscita divinamente dai blocchi, ha piazzato una curva eccezionale e ha dominato la prova realizzando così la doppietta 100-200 in questa rassegna continentale e difendendo egregiamente il titolo sulla distanze. Alle sue spalle le olandesi Dafne Schippers (22.14) e Jamile Samuel (22.37), questa sera davvero mai in partita come la svizzera Mujinga Kambundji (22.45).

SALTO IN LUNGO (FEMMINILE) – Malaika Mihambo manda in visibilio l’Olympia Stadium saltando 6.75 alla terza prova e rimanendo in testa fino all’ultimo. La 24enne tedesca conquista così il suo primo titolo internazionale dopo il bronzo continentale di due anni fa e le due top 5 tra Mondiali e Olimpiadi. La teutonica ha tremato quando l’ucraina Maryna Bekh e la britannica Shara Proctor (vicecampionessa iridata) hanno saltato 6.73 e 6.70 all’ultimo respiro, prendendosi così argento e bronzo. La gara era già stata segnata prima dell’avvio quando è circolata la notizia che la serba Ivana Spanovic, grande favorita della vigilia, non avrebbe preso parte alla finale per problemi fisici.

SALTO IN ALTO (MASCHILE) – Un grande Gianmarco Tamberi lotta come un leone, accarezza per diversi minuti la medaglia, poi chiude in quarta posizione nel salto in alto agli Europei di atletica a Berlino. Il campione in carica, dunque, abdica, ma lo fa con onore in una competizione in cui i primi tre hanno mostrato un livello oggettivamente superiore all’italiano allo stato attuale. Medaglia d’oro per l’idolo di casa tedesco Mateusz Przybylko, capace di spingersi fino a 2,35 metri senza commettere neppure un errore. Argento al ventenne bielorusso Maksim Nedasekau con 2,33, bronzo al russo (che gareggia come atleta indipendente) Ilya Ivanyuk con 2,31, questi ultimi due entrambi capaci di piazzare il record personale. Tamberi iniziava la gara in maniera convincente con un balzo in totale sicurezza a quota 2,19 metri. A 2,24 il 26enne marchigiano incassava il primo errore, salvo rifarsi alla seconda prova. La vera selezione della finale iniziava a 2,28. Tamberi valicava l’asticella al primo tentativo, pur facendola dondolare per diversi secondi. Imitavano l’azzurro il tedesco Przybylko ed il russo Ivanyuk, mentre venivano eliminati tutti gli altri rivali, tranne il bielorusso Nedasekau. Quest’ultimo, con due errori a 2,28, si giocava con successo l’ultimo tentativo utile a 2,31, stroncando le chance di medaglia di Tamberi. L’azzurro, infatti, prima sbagliava a 2,31, poi tentava il tutto per tutto a 2,33, vanificando gli ultimi due salti. Con la misura di 2,28 il portacolori del Bel Paese ha comunque migliorato di 1 cm il proprio primato stagionale. Il piazzamento odierno può rappresentare una svolta psicologica per tornare ad essere l’atleta che, prima dell’infortunio alla vigilia delle Olimpiadi di Rio 2016, valeva i 2,39 del record nazionale. L’Italia ha assolutamente bisogno di ritrovare il miglior Tamberi.

Video - Tamberi quarto in finale, non basta il 2.28: riguarda tutti i suoi salti

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LANCIO DEL DISCO (FEMMINILE) – Daisy Osakue è stata eccezionale nella Finale del lancio del disco valida per gli Europei 2018 di atletica leggera. L’azzurra ha risposto in maniera chiara e squillante alla brutale violenza di cui era stata vittima la scorsa settimana quando un gruppo di ragazzi le aveva lanciato addosso un uovo colpendola sul volto e mettendo a rischio la sua partecipazione a questa rassegna continentale. All’Olympia Stadium di Berlino, l’azzurra è andata ben oltre le più rosee previsioni e ha chiuso la gara al quinto posto riuscendo a lanciare il suo disco a 59.32 metri, ad appena 40 centimetri dal personale che aveva siglato lo scorso 8 aprile a San Angelo. La 22enne, primatista nazionale U23, aveva incominciato la sua gara con un nullo poi è riuscita a strappare l’ingresso tra le migliori otto con un buon 58.09 al secondo tentativo. Altri due lanci finiti in gabbia prima del 59.32 che la spedisce nella top 5 del Vecchio Continente: questo risultato dovrà essere un trampolino di lancio per il prossimo futuro. A vincere la gara è stata la favorita croata Sandra Perkovic che ha faticato fino al quinto lancio dove ha piazzato un eccezionale 67.62: la due volte Campionessa Olimpica e Campionessa del Mondo ha così conquistato il quinto oro continentale consecutivo, un vero e proprio dominio indiscusso. Alle sue spalle le due tedesche Nadine Mueller (63.00) e Shanice Craft (62.46) che hanno cullato sogni di gloria fino al risveglio del fenomeno.

400 METRI (FEMMINILE) – Tutto sembrava apparecchiato per la vittoria della greca Maria Belibasaki che scappa via e si rende protagonista di tre quarti di gara sublimi ma l’ellenica si pianta sul rettilineo finale e risale perentoriamente la polacca Justyna Swiety Ersetic che trionfa in 50.41 precedendo l’avversaria di quattro centesimi. A completare il podio l’olandese Lisanne de Witte (50.77).

800 METRI (MASCHILE) – Arriva il terzo titolo continentale consecutivo per il vicecampione mondiale Adam Kszczot. Il francese Pierre-Ambroise Bosse cerca l’allungo alla campana ma il Campione del Mondo viene letteralmente sverniciato dal polacco alla curva conclusiva: oro per Kszczot (1:44.59), argento per lo svedese Andreas Kramer (1:45.03) che negli ultimi metri sorpassa uno stanco Bosse (1:45.30).

5000 METRI (MASCHILE) – Yemaneberhan Crippa si gioca fino in fondo la medaglia e chiude in quarta posizione la prova dei 5000 metri agli Europei di atletica a Berlino. Dopo il bronzo nei 10000, il 22enne di origine etiope si conferma tra i grandi del mezzofondo continentale. Doppietta norvegese con il fratelli Ingebrigsten: il 17enne Jakob, dopo l’oro nei 1500 metri, si ripete precedendo Henrik, mentre sul terzo gradino del podio sale il francese Morhad Amdouni, vincitore della distanza doppia in questo Europeo. La gara, come da copione, si decide nel finale. All’imbocco dell’ultimo giro i fratelli Ingebrigsten cambiano passo e non ce n’è più per nessuno. La progressione degli scandinavi scava il solco ed in coppia guadagnano i metri decisivi per gestire il rettilineo finale in totale sicurezza. Crippa, dopo un attimo di sofferenza, riesce ad accelerare negli ultimi 200 metri. Scavalca il belga Isaac Kimeli, ma non riesce a riprendere il transalpino Amdouni. Con il crono di 13’17″06 Jakob Ingebrigsten ha realizzato il nuovo primato europeo Under20: siamo di fronte ad un talento eccezionale, destinato a lottare ad armi pari anche con i fuoriclasse kenyani. Benissimo anche Crippa: 13’19″85 per il trentino, fermatosi ad appena 1″02 dal primato personale. Un ragazzo che, insieme a Johanes Chiappinelli, sta finalmente riportando il mezzofondo italiano su buoni livelli, almeno in un contesto europeo.

Video - Crippa, che peccato! L'azzurro sfiora il podio nei 5000, riguarda il suo gran finale

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4X400 METRI (FEMMINILE) – Si chiude nel peggiore dei modi una serata non particolarmente fortunata per l’Italia agli Europei di atletica a Berlino. Dopo i quarti posti di Gianmarco Tamberi e Yemaneberhan Crippa, c’era grande attesa per la staffetta 4×400 metri femminile, qualificatasi per l’atto conclusivo addirittura con il miglior tempo. Le azzurre sono rimaste a contatto per il successo nelle prime tre frazioni, prima che la capitana Libania Grenot si spegnesse completamente sul rettilineo conclusivo, chiudendo al quinto posto. Oro alla Polonia con il crono di 3’26″59: il quartetto del Centro Europa ha prevalso su Francia (3’27″17) e Gran Bretagna (3’27″40). Justyna Swiety-Erseric ha concluso una giornata memorabile, essendosi aggiudicata solo qualche ora prima anche il titolo individuale dei 400 metri. Le azzurre partivano in prima frazione con Maria Benedicta Chigbolu. Prestazione discreta per la romana, che cambiava in sesta posizione. Risaliva in quarta una buonissima Ayomide Folorunso, ma il vero capolavoro lo realizzava una scatenata Raphaela Boaheng Lukudo, consegnando il testimone a Libania Grenot addirittura in seconda piazza, subito dietro la Polonia. La falcata dell’italo-cubana risultava tuttavia sin da subito appesantita e non incisiva. La campionessa d’Europa del 2014 e del 2016 subiva prima il sorpasso da parte di Francia e Gran Bretagna, poi mollava completamente negli ultimi 100 metri, arrivando al traguardo priva di energie e facendosi scavalcare anche dal Belgio.

4×400 METRI (MASCHILE) – Meraviglioso successo del Belgio in 2:59.47. Nell’ultima frazione Kevin Borlée (che ha gareggiato insieme ai fratelli Dylan e Jonathan oltre a Jonathan Sacoor) ha surclassato lo spagnolo Hortelano che addirittura è scivolato fino alla terza posizione (3:00.78) consegnando l’argento alla Gran Bretagna (3:00.36).

Video - Raphaela, Mariabenedicta, Libania e Ayomide: alla scoperta delle 4 stelle dell'atletica italiana

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