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Filippo Tortu: "Il record ha un sapore particolare: un successo costruito su allenamenti innovativi"

Filippo Tortu: "Il record ha un sapore particolare: un successo costruito su allenamenti innovativi"

Il 24/06/2018 alle 12:09Aggiornato Il 24/06/2018 alle 12:17

Dal nostro partner OAsport.it

Semplicemente fantastico. Come definire Filippo Tortu ed il suo incedere sulla pista d’atletica? Due giorni fa a Madrid, il 20enne delle Fiamme Gialle è entrato nella storia dello sport italiano: primo uomo a coprire la distanza dei 100 metri al di sotto dei 10″ (9″99), mettendo in cantina un certo Pietro Mennea e quel 10″01 di Città del Messico, datato 1979. Una prestazione sensazionale che brianzolo ha così raccontato, intervistato dalla Gazzetta dello Sport.

Quel 9 davanti sui 100...

" Pensare al tempo sui 100 con un 9 davanti invece che con un 10 è particolare. È un po’ come quando cambia l’anno: fino a febbraio quando scrivi la data metti 2017, ma sei già nel 2018. Più che ai record, io ho sempre puntato a migliorarmi. Ora per farlo dovrò mettermi ben in testa quel nove. Non ho analizzato la gara, non credo che lo farò. Resterà archiviata come una buona prova. Anzi, fantastica. Ma ora penso ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona e a Berlino"

Per Filippo, infatti, c’è ancora molta strada fare e nei suoi sogni da bambino l’obiettivo era: “Avevo scritto che volevo vincere l’oro olimpico sui 100. Un target molto difficile“.

Allenamenti 2.0

E poi una confessione sul padre (allenatore) e suoi suoi metodi.

" In Italia si allena la velocità come negli anni ’80. Gli sprinter che non lavorano così si contano sulle dita di una mano. Papà porta un’idea nuova. Di rivoluzionario non ha tanto il metodo, ma un concetto. Lui è restio a farmi fare tante gare. Lui punta sulla qualità, su un lavoro tecnico minuzioso. Hanno provato a dirgli che sbagliava, che il suo approccio non era redditizio. Gli dicevano che preservandomi non sarebbero arrivati i risultati. È andato controcorrente. Questo risultato ora può permettere ad altri allenatori di seguirlo. Non dico che gli altri approcci siano sbagliati, semplicemente quello di mio padre è diverso"

giandomenico.tiseo@oasport.it

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