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Il Tribunale svizzero blocca Caster Semenya: niente Mondiali di Doha

Il Tribunale svizzero blocca Caster Semenya: niente Mondiali di Doha

Il 30/07/2019 alle 22:48Aggiornato Il 30/07/2019 alle 23:06

Il Tribunale federale svizzero ha annullato la sospensione temporanea della norma della Iaaf che imponeva alla campionessa olimpica e alle altre atlete intersex le cure ormonali per poter gareggiare con le donne: una decisione che le impedirà di difendere l'oro iridato negli 800 conquistato ai mondiali di Londra nel 2017. Le parole di Semenya: "Delusa ma continuerò a lottare".

Caster Semenya non farà i Mondiali di Doha. Con una decisione destinata a far discutere e svelata in anteprima, dal pool di avvocati che segue il caso della 28enne atleta sudafricana capitanato da Dorothee Schramm, un giudice del Tribunale federale svizzero ha annullato la sospensione temporanea ad personam della norma introdotta l’8 maggio dalla Iaaf, che impone alle atlete intersex come la Semenya, di ridurre tramite specifiche cure ormonali i propri livelli endogeni di testosterone, al fine di poter gareggiare tra le donne anche su distanze comprese tra i 400 e il miglio (1609 metri). Una scelta contestantissima, perché classifica biologicamente come uomini le atlete come la Semenya.

Semenya, alla luce di questa sospensione, non potrà difendere il titolo iridato sugli 800 conquistato a Londra 2017. In uno stringato comunicato, mandato dagli organi di stampa, la bicampionessa olimpica ha spiegato di non essere intenzionata a mollare la propria battaglia...

" Sono molto delusa dal non poter difendere il mio meritato titolo, ma ciò non mi impedirà di continuare la mia lotta per i diritti umani di tutte le atlete. "

Video - Semenya, torna in pista dopo le accuse della IAAF e domina gli 800. Vittoria con 3" di vantaggio

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