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Doha 2019, cosa resta il giorno dopo? Italia da 6, Fraser, Felix (e Muhammad) da record

Doha 2019, cosa resta il giorno dopo? Italia da 6, Fraser, Felix (e Muhammad) da record

Il 07/10/2019 alle 11:31Aggiornato Il 08/10/2019 alle 09:54

Dopo 10 giorni di gare, si è chiusa la 17esima edizione dei Mondiali di atletica leggera. Due record del mondo battuti, stelle intramontabili e campioni rampanti. Ma anche delusioni, uno stadio quasi sempre vuoto e temperature al limite della sopportazione.

Cala il sipario sullo stadio internazionale Khalifa, teatro dei campionati mondiali di atletica 2019. I primi senza l’aura luminosissima di Usain Bolt, ma non per questo avari di prestazioni da ricordare. Tra record del mondo migliorati, fenomeni noti e nuovi, gli alti e bassi dell’Italia e i problemi di una location “esotica”, andiamo a vedere cosa ci lascia in memoria Doha.

Fraser e Felix intramontabili

Shelly-Ann Fraser-Pryce vince i 100 metri

Shelly-Ann Fraser-Pryce vince i 100 metriGetty Images

Record del mondo

Sono due, quelli segnati in quel di Doha. La giovanissima 4x400 mista, introdotta due anni fa dalla IAAF e al debutto mondiale, ha visto il trionfo dell’armata statunitense: 3’09’’34 il nuovo tempo da battere. A Tokyo 2020, dove questa specialità ci sarà, si potrà fare ancora meglio. A livello individuale, il brivido di vedere il proprio nome vicino alla voce “world record” l’ha provato Dalilah Muhammad nei 400 ostacoli. Un primato che era già suo dopo il 52’’20 segnato a Des Moines a luglio e che la 29enne americana è stata in grado di limare fino al 52’’16 con cui ha vinto l’oro. Partner in crime la connazionale Sydeny McLaughlin, che le ha messo fiato sul collo chiudendo solo 7 centesimi dietro.

New generation

Stati Uniti padroni della velocità al maschile, complice una Giamaica lontana dal suo meglio e non solo per la perdita del suo alfiere. Chris Coleman (1996), dopo i “problemi” estivi con i controlli antidoping, ha banchettato nei 100 in 9’’76 davanti al campione uscente Gatlin. Noah Lyles (1997) si è preso i 200 come da programma, pur rimanendo lontano da quel personale da paura di luglio. Dina Asher-Smith (1998) è la nuova stella della corona inglese, candidatasi a principale rivale della Fraser a Tokyo. Argento nei 100, oro nei 200. Il suo futuro è roseo. Come quello della bahreinita Salwa Eid Naser (1998), che con un clamoroso 48’14’’ nei 400 (ovviamente d’oro) ha corso a tempi che non si vedevano dagli anni ’80 di Germania dell’Est e Cecoslovacchia. E poi l’argento della 18enne ucraina Mahuchick nell’alto (a 2.04) e il 10 e lode del tedesco Kaul (1998) nel decathlon.

Salwa Eid Naser incredula dopo aver realizzato un tempo clamoroso nei 400

Salwa Eid Naser incredula dopo aver realizzato un tempo clamoroso nei 400Getty Images

Da ricordare

A livello individuale, la trionfatrice di Doha 2019 è stata l’olandese di origine etiope Sifan Hassan. Oro nei 1500 con record dei campionati, bis nei 10.000 con record mondiale stagionale. Pazzesca. L’unico grande momento di empatia tra uno stadio spesso semi-deserto e un atleta c’è stato nel salto in alto. Era facile, vero, perchè gareggiava l’idolo di casa Mutaz Barshim. Ma lui ci ha messo del suo. Oro da padrone con 2.37, bissato il successo di due anni fa. Ora a Tokyo per “vendicare” l’argento di Rio. A livello di emozioni, il peso maschile ha regalato qualcosa di speciale. Quattro anni dopo, è ancora l’oro per l’americano Joe Kovacs con uno strabiliante 22,91. Un centimetro uno (!) meglio di Crouser e Walsh. Nel lungo maschile il giamaicano Gayle si è meritato i complimenti di Bolt su Twitter volando a 8,69. Warholm è rimasto padrone dei 400 ostacoli, Pawel Fajdek ha esteso il suo regno nel martello. Padrone della specialità ai Mondiali dal 2013.

Il medagliere

1. Stati Uniti 14 ori, 11 argenti, 4 bronzi 29 medaglie totali
2. Kenya 5 ori, 2 argenti, 4 bronzi 11
3. Giamaica 3 ori, 5 argenti, 4 bronzi 12
4. Cina 3 ori, 3 argenti, 3 bronzi 9
5. Etiopia 2 ori, 5 argenti, 1 bronzo 8
6. Gran Bretagna 2 ori, 3 argenti 5
7. Germania 2 ori, 4 bronzi 6
8. Giappone 2 ori, 1 bronzo 3
9. Olanda 2 ori 2
31. Italia 1 bronzo 1

Gli italiani

Re, Galvan, Aceti, Scotti - World Championship 2019 Doha

Re, Galvan, Aceti, Scotti - World Championship 2019 DohaGetty Images

Doha rimandata, per essere generosi

Il primo Mondiale di atletica d'autunno non ha certo convinto. Al di là di ritardare la preparazione degli atleti in vista di una stagione decisiva come quella olimpica, la scelta della location si è dimostrata fallimentare. Le tribune dello stadio semideserte sono uno scenario che questo sport - come nessun altro - merita. Nemmeno per la finale dei 100 metri maschili si è riempito l'impianto e non è bastato ridurre la capienza dai 50.000 ai 35.000 spettatori. Per non parlare di temperatura e umidità a tratti proibitive. Nella maratona femminile, nonostante si sia gareggiato a mezzanotte, si sono ritirate 28 delle 68 atlete al via e due sono finite all'ospedale. All'interno dello stadio è stato installato un enorme condizionatore in grado di abbassare le temperature di qualche grado. Una scelta dal forte impatto ambientale. Non ci siamo.

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