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Warholm Vichingo delle barriere, Lasitskene regina dell'alto, Ingebrigtsen non pervenuti

Warholm Vichingo delle barriere, Lasitskene regina dell'alto, Ingebrigtsen non pervenuti

Il 30/09/2019 alle 23:22Aggiornato Il 30/09/2019 alle 23:23

Dal nostro partner OAsport.it

Giornata pirotecnica a Doha (capitale del Qatar) dove si sono assegnati sei titoli ai Mondiali 2019 di atletica leggera. Riflettori puntati soprattutto sul salto in alto femminile e i 400 metri ostacoli maschili, di seguito la cronaca e tutti i risultati del quarto giorno di gare della rassegna iridata.

FINALI:

SALTO IN ALTO (FEMMINILE) – si tratta di una delle gare di salto in alto femminile più belle di tutti i tempi, finale pirotecnica ai Mondiali 2019 di atletica leggera dove le ragazze in pedana hanno offerto uno show di rara bellezza quasi inatteso. Ha vinto la grande favorita della vigilia, la russa Mariya Lasitskene che domina questa specialità da diverse stagioni, ma la Campionessa del Mondo in carica ha dovuto sudare le fatidiche sette camicie per conquistare il terzo titolo iridato consecutivo di una carriera davvero spettacolare (e pensare che nelle categorie giovanili perdeva spesso contro la nostra Alessia Trost…). La 26enne ha trionfato con un mirabolante percorso netto culminato col 2.04 alla prima prova ma è stata messa sotto pressione dalla sorprendente ucraina Yaroslava Mahuchikh, ragazza diventata maggiorenne appena 11 giorni fa e che ha vinto Europei U18 e U20 nelle ultime due stagioni. La 18enne ha superato 2.02 al primo tentativo e addirittura 2.04 alla terza (nuovo record mondiale juniores) ma a quel punto si è ritirata, avvolta in lacrime di gioia e non riuscendo più a competere con Lasitskene che ha poi cercato di superare l’asticella a 2.08 commettendo tre netti nulli.

400 METRI OSTACOLI (MASCHILE) – Era una delle finali più attese di questi Mondiali, ci si aspettava l’attacco al record del mondo e invece non si scende sotto i 47 secondi. Il norvegese Karsten Warholm è sempre davanti e si impone col tempo di 47.42, si tratta del secondo titolo iridato consecutivo per il Vichingo, il 23enne è anche Campione d’Europa e si lancia verso le Olimpiadi 2020 da grande favorito per completare la corona. Il nordico ha dettato legge tra le barriere, il duello con lo statunitense Rai Benjamin non c’è stato perché l’americano ha sofferto un pochino sul rettilineo finale e si è dovuto accontentare dell’argento (47.66) mentre il bronzo è finito al collo del qatarino Abderrahman Samba (48.03) che ha così regalato la prima gioia al pubblico di casa.

Karsten Warholm of Norway poses for photographers as he celebrates winning gold in the Men's 400 metres hurdles final during day four of 17th IAAF World Athletics Championships Doha 2019 at Khalifa International Stadium on September 30

Karsten Warholm of Norway poses for photographers as he celebrates winning gold in the Men's 400 metres hurdles final during day four of 17th IAAF World Athletics Championships Doha 2019 at Khalifa International Stadium on September 30Getty Images

3000 METRI SIEPI (FEMMINILE) – Beatrice Chepkoech si è resa protagonista di una gara da assoluta dominatrice: la keniana ha attaccato subito nelle prime battute e si è involata in solitaria verso il successo, il suo obiettivo era chiaro cioè quello di migliorare il già suo record del mondo e per alcuni frangenti era in linea per riuscire nell’impresa ma poi ha calato il ritmo e si è dovuta “accontentare” della medaglia d’oro. L’africana si impone con il tempo di 8:57.84 (record dei campionati), si tratta del primo trionfo iridato in pista per la 28enne che due anni fa fu quarta proprio come alle Olimpiadi di Rio 2016. Alle sue spalle la statunitense Emma Coburn che non è riuscita nell’impresa di difendere il titolo (9:02.35, personale), medaglia di bronzo al collo della tedesca Gesa Felicitas Krause (9:03.30, record nazionale).

800 METRI (FEMMINILE) – Tutti si aspettavano la stella keniana Eunice Jepkoech Sum che però non era in forma e si è dovuta accontentare del quinto posto (1:59.71). L’ugandese Halimah Nakaayi ha stupito tutti, ha interpretato benissimo il finale, sul rettilineo conclusivo ha tirato fuori le ultime energie e ha trionfato col tempo di 1:58.04 (record nazionale). La 24enne, bronzo ai recenti Giochi Africani e che ai Mondiali di due anni fa si fermò addirittura in semifinale, ha avuto la meglio nei confronti della statunitense Raevyn Rogers che si è resa protagonista di un rush finale davvero al cardiopalma per prendersi l’argento (1:58.18) davanti alla connazionale Ajee Wilson che è crollata proprio nel finale dopo essere entrata in testa sul rettilineo (1:58.84).

LANCIO DEL DISCO (MASCHILE) – Finalmente Daniel Stahl! Dopo gli argenti ai Mondiali 2017 e agli Europei 2018, lo svedese riesce a sbloccarsi e a laurearsi Campione del Mondo dopo le beffe delle sconfitte degli anni precedenti per una manciata di centimetri. Oggi lo scandinavo ha trionfato grazie a un lancio da 67.59 metri piazzato al terzo tentativo con cui ha sconfitto il giamaicano Fedrick Dacres (66.94) e l’austriaco Lukas Weisshaidinger (66.82) mentre il lituano Andrius Gudzius non è riuscito a difendere il titolo concludendo in 12esima posizione (61.55). Sfrenati i festeggiamenti di Stahl che ha saltato e corso per tutta la pista liberandosi di un peso.

Sweden's Daniel Stahl celebrates after winning in the Men's Discus Throw final at the 2019 IAAF Athletics World Championships

Sweden's Daniel Stahl celebrates after winning in the Men's Discus Throw final at the 2019 IAAF Athletics World ChampionshipsGetty Images

5000 METRI (MASCHILE) – Bellissima finale dei 5000 maschili ai Mondiali 2019 di atletica leggera, la serata di Doha ha regalato il primo titolo e lo spettacolo in pista è stato davvero notevole: gara avvincente e molto movimentata, i protagonisti non si sono guardati in faccia più di tanto e hanno offerto uno show degno di nota con un ultimo mille di grande spessore tecnico. Ci si aspettava una contesa molto aperta, l’etiope Muktar Edris non ha deluso le aspettative della vigilia e si è confermato Campione del Mondo col tempo rilevante di 12:58.85. Il 25enne, già oro due anni fa a Londra quando riuscì nell’impresa di battere Mo Farah e finalista alle Olimpiadi di Rio 2016, non era dato in perfette condizioni fisiche ma ha piazzato la zampata fa vero fuoriclasse qual è. A circa 200 metri dal traguardo ha accelerato in maniera decisa, ha messo in ginocchio il norvegese Jakob Ingebrigtsen che aveva cercato di fare la differenza al suono della campanella e poi in un pirotecnico spalla a spalla finale è riuscito a regolare il connazionale Selemon Barega, 19enne che ha dominato nelle categorie giovanili e che oggi ha conquistato un bellissimo argento (12:59.70) dopo la quinta piazza di Londra 2017. Completa il podio l’inatteso canadese Mohammed Ahmed (13:01.11), abile a precedere l’etiope Telahun Bekele (13:02.29) e il già citato Ingebrigtsen (13:02.93).

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