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Usain Bolt imbattibile sui 100: galeotta fu (solo) una partenza falsa

Bolt imbattibile sui 100: galeotta fu (solo) una partenza falsa

Il 15/08/2016 alle 10:41Aggiornato Il 15/08/2016 alle 14:27

Da quando Bolt ha deciso di correre i 100 metri oltre ai 200 nessun avversario è mai riuscito a batterlo in una grande competizione internazionale. Il fulmine di Trelawny fu beffato solo da una partenza falsa.

Si scrive Usain Bolt, si legge macchina da guerra programmata per battere qualunque avversario gli capiti a tiro sui 100 metri. Sulla distanza regina dell’atletica leggera il Fulmine di Trelawny è praticamente imbattibile. L’unico avversario capace di sconfiggerlo è stata infatti…Una maledetta partenza falsa 5 anni fa.

Bolt frenato (solo) dalla partenza falsa

28 agosto 2011, Mondiali di Daegu, Corea del Sud: Usain Bolt accede alla finalissima dei 100 metri con il secondo miglior tempo e con la nomea di grande favorito: è una partenza falsa del campionissimo giamaicano (che, inviperito, si strapperà la pettorina e abbandonerà lo stadio in segno di protesta) a spianare la strada al connazionale e compagno di allenamenti Yohan Blake. Di fatto, tuttavia, “The Beast” non sconfisse Bolt sulla pista in un duello testa a testa.

Usain Bolt, champion olympique du 100m à Rio

Usain Bolt, champion olympique du 100m à RioAFP

Percorso netto di Usain

Eccezion fatta per quella gara stregata finale di Daegu, Usain non ha mai perso una gara dei 100 metri in una grande manifestazione internazionale, Mondiali o Olimpiadi che fossero, da quando ha deciso di abbinare agli amati 200 metri la distanza più veloce in assoluto, ovvero dopo i Mondiali di Osaka 2007 (dove fu battuto da Gay sul mezzo giro di pista, unica sconfitta di sempre di Bolt sui 200 in una grande competizione). Oro e record del mondo a Pechino 2008, oro e record del mondo a Berlino 2009 e, dopo l’incidente di percorso in Corea del Sud nel 2011, oro e record olimpico a Londra 2012, titoli mondiali a Mosca 2013 e Pechino 2015 e tris a Rio 2016 nella sua ultima partecipazione a un’Olimpiade. Come Re Usain nessuno mai…

Strapotere psicologico

Una vittoria, quella dell’Olympic Stadium di Rio de Janeiro, piscologica ancorché di gambe e muscoli. Già, Usain Bolt è un autentico mago dei Mind Games e quando la posta in palio si fa altissima lui sale in cattedra annichilendo gli avversari nella mente ancor prima che nel fisico. Ormai il velocista giamaicano è lontano anni luce dai fasti del biennio 2008-2010 e soprattutto dai tempi che riuscì a stampare in quel frangente: il Bolt maturo e ormai avviato sul viale del tramonto si accontenta di vincere le gare, invece di ricercare spasmodicamente il record del mondo. La finale dei Mondiali 2015 – quando riuscì a sovvertire i pronostici battendo lo stra favorito Gatlin – è la perfetta cartina di tornasole ma in fondo anche la finale di Rio 2016: dopo una partenza ad handicap (penultimo tempo di reazione allo sparo) Bolt è andato a ricucire lo strappo con Gatilin grazie a una fase di lanciato prepotente, efficace e nemmeno così sudata. In questa occasione volta non c’era nessun dubbio che il Re avrebbe continuato a dettar legge.

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