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Tortu: "Il coronavirus mi preoccupa ma non posso dubitare che le Olimpiadi si facciano"

Tortu: "Il coronavirus mi preoccupa ma non posso dubitare che le Olimpiadi si facciano"

Il 22/03/2020 alle 11:34Aggiornato Il 22/03/2020 alle 11:35

In un'intervista al Corriere della Sera, il velocista azzurro ha parlato del momento di emergenza globale e delle prospettive in vista dell'Olimpiade giapponese, in programma dal 24 luglio al 9 agosto.

Ai Giochi olimpici di Tokyo mancano poco più di quattro mesi ma anche la rassegna giapponese, come tutto il mondo dello sport, sta tremando a causa dell'emergenza coronavirus. Mentre le notizie su un possibile rinvio coinvolgono le varie parti in gioco, c'è chi continua ad allenarsi per l'obiettivo più importante dell'ultimo quadriennio. È il caso di Filippo Tortu, che in un'intervista al Corriere della Sera, ha parlato del suo momento e delle prospettive per il futuro prossimo.

" La mia routine non e' cambiata. Le incertezze legate ai Giochi non impattano un progetto iniziato nel 2016: sono quattro anni che penso all'Olimpiade di Tokyo. Il lavoro con papà non ha subito rallentamenti. Mi alleno come se il primo agosto cominciassero le batterie dei 100 metri. Ho trasportato la palestra nella casa di Costa Lambro. In taverna c'erano gli attrezzi di mio padre, abbiamo aggiunto quelli che servivano a me. Mi sgranchisco nel giardino. Abbiamo modificato i luoghi, non i modi. C'è una cosa che ora non posso proprio permettermi di fare: dubitare che l'Olimpiade di Tokyo venga inaugurata il 24 luglio, come da programma."

Tortu si sta allenando tutti i giorni al campo di atletica di Giussano, naturalmente a porte chiuse. E cerca di rimanere focalizzato sull'obiettivo, nonostante tutto.

" La situazione mondiale è tragica, cerco di aggrapparmi agli aspetti positivi: dovendo arrangiarmi con quello che ho a disposizione, ho ripreso a fare cose che non facevo più da anni. Esercizietti, mica chissà che. Ma è un tornare alle origini che mi fa sentire ancora più vicino alla mia atletica. Abbiamo tutti fretta di sapere quale sarà il destino del nostro sogno. Però sono tranquillo: il Cio prenderà la decisione giusta. Se proprio deve essere, uno spostamento al 2022. Nel 2021 ci sono già i Mondiali, un evento che a livello psicologico ti prosciuga."

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