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Controlla il ritmo e vinci la partita: come Brindisi sta ricostruendo il sogno della finale

Controlla il ritmo e vinci la partita: come Brindisi sta ricostruendo il sogno della finale

Il 15/02/2020 alle 11:35

Spinta da un Adrian Banks straripante, la Happy Casa Brindisi è piombata come un ciclone sulle Final Eight di Coppa Italia, mostrando di avere a disposizione le armi perfette per un grande ritorno in finale: rapida, imprevedibile, frizzante e capace di mixare atletismo e tonnellaggio, la squadra di coach Vitucci è devastante quando riesce a imporre il proprio ritmo alle partite.

Per il secondo anno consecutivo, la due-giorni iniziale di Coppa Italia ha visto saltare le prime tre teste di serie e ha ricostruito gli stessi accoppiamenti in semifinale: 4-8 e 6-7. Tra le protagoniste, però, l'unica costante è la Happy Casa Brindisi, capace di piazzare due upset in fila al primo turno: l'anno scorso fu Avellino, quest'anno la Dinamo Sassari. Un déjà vu che fa sognare la seconda finale consecutiva dopo quella persa nel 2019 contro la Vanoli Cremona: Brindisi affronta la Fortitudo Bologna da favorita sul campo e ad armi pari sul punto di forza maggiore della Effe, il pubblico, giunto in massa per sostenere la squadra proprio come l'anno scorso a Firenze.

Una squadra perfetta per le Final Eight

Che Brindisi fosse l'outsider più pericolosa, revanscismo a parte, era già evidente ai blocchi di partenza. La Happy Casa si è presentata a Pesaro con l'intero roster a disposizione, rafforzato dalla scelta del 6+6 con l'inserimento di un uomo di esperienza ed equilibratore difensivo fondamentale come Dominique Sutton, e la mente sgombra dopo l'eliminazione dalla Champions League: la Coppa Italia è il terreno di conquista ideale per una squadra d'impatto, atletica ed energica, adattissima a giocare partite secche. Rispetto allo scorso anno, Brindisi ha esasperato ancor di più i propri punti di forza (cedendo magari qualcosa in difesa), trasformandosi, al momento, nella squadra più imprevedibile, divertente e potenzialmente devastante del nostro campionato: la Happy Casa ha il terzo migliore attacco (84.6 punti di media), è quinta per assist (16.1, segno di ottima circolazione del pallone), quinta per percentuale dall'arco (36.3%) ma soprattutto seconda per palle recuperate (7.9) e terza per rimbalzi (40), due aspetti del gioco fondamentali per il controllo del ritmo, vero asso nella manica del gruppo di coach Frank Vitucci.

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Controlla il ritmo e vincerai la partita

Già, perché quando riesce a correre, Brindisi diventa una macchina da punti infernale. Eccezion fatta forse per Cremona, nessuno, in questo momento, è in grado di giocare con la stessa velocità e intensità della Happy Casa. E nessuno può schierare un quintetto con quello stesso particolarissimo mix di atletismo e tonnellaggio, capace di esaltare, allo stesso tempo, un furetto come Adrian Banks ma anche un muscolare come Dominique Sutton. Sassari ne ha già fatto le spese, ritrovandosi schiacciata e sballottata in un gioco offensivo che, quando in ritmo, ha la capacità di essere tanto efficace dall'arco e in velocità che in avvicinamento a canestro. Un'arma totale.

La semifinale contro la Fortitudo sarà anzitutto una battaglia di ritmo tra due squadre che viaggiano su filosofie opposte per sfruttare al meglio le caratteristiche del roster a disposizione. Più "anziana" e meno atletica nei suoi protagonisti, la Effe gioca un basket più tradizionale, compassato, ma anche più cerebrale e astuto per l'esperienza dei tanti veterani: contro Brescia, squadra che ha un impatto offensivo molto differente rispetto a Brindisi, il piano-partita è riuscito alla perfezione, ma la sfida di questa sera cambia tutti gli scenari. L'osservato speciale è, ovviamente, Adrian Banks, leader tecnico ed emotivo assoluto: i suoi 37 punti contro Sassari (record per una singola gara di Final Eight) lo pongono ora nella condizione di uomo-barometro per eccellenza, già semi-candidato al premio di MVP. Nella sua spiccata imprevedibilità, Banks potrebbe sguazzarci benissimo. Ma anche no.

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