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Rick Pitino è una leggenda ma il Panathinaikos è una sfida impossibile! Larry Brown insegna...

Rick Pitino è una leggenda ma il Panathinaikos è una sfida impossibile! Larry Brown insegna...

Il 27/12/2018 alle 09:00Aggiornato

Il 66enne allenatore italo-americano è una divinità negli Stati Uniti a livello di college basket ma sarà al debutto in Europa e prendere in mano adesso una corazzata come i verdi di Atene è un'impresa complicata. Il fallimento di Brown a Torino è un chiaro esempio.

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La pallacanestro è una sola, vero, ma la realtà è che ci sono diversi tipi di approcci, tradizioni e regole a seconda che si tratti di NBA, college basket o Europa. Ecco, per un allenatore che ha sempre lavorato negli Stati Uniti a livello universitario, salvo qualche breve apparizione tra i professionisti, non è per nulla semplice affacciarsi al gioco del Vecchio Continente, anche se sei una leggenda vivente aldilà dell'oceano. Finora Larry Brown con la Fiat Torino ha miseramente fallito e ci sono grossi punti di domanda sull'avventura che ha deciso di intraprendere Rick Pitino col Panathinaikos.

La scommessa del Panathinaikos

Rick Pitino, classe 1952, è sbarcato ad Atene all'ora di pranzo del giorno di Santo Stefano, 26 dicembre, e ha firmato fino al termine della stagione col Panathinaikos, una delle società con più blasone e storia in Europa e che la scorsa settimana ha esonerato Xavi Pascual, tecnico dei titoli greci vinti nel 2017 e 2018. La stagione però quest'anno non sembra soddisfare il vulcanico proprietario Dimitris Giannakopoulos che, nonostante il 9-0 in campionato, ha preso abbastanza male il bilancio di 6-8 in Eurolega e così ha deciso di cambiare. Ma non un cambio "banale", ha deciso di scommettere su uno dei coach più vincenti al mondo.

Infatti Pitino, classe 1952, vanta 647 vittorie in NCAA (con 392 sconfitte), ha allenato in NBA i Knicks e i Celtics, seppur con fortune "alterne", ma è l'unico che ha portato tre università alla Final Four del college basket - Providence, Kentucky, Louisville -, e con due di queste ha vinto il titolo nazionale (1996 con Kentucky e 2013 con Louisville).

Ad Atene per rilanciarsi

"Sono eccitato. E' la prima volta in 41 anni che prendo in mano una squadra nel bel mezzo della stagione. Ma sono pronto per questa sfida col Panathinikos"

Queste le prime parole di Pitino appena sbarcato in Grecia, parole di uno che sa quello che vuole e ha certamente un piano. Il suo obiettivo è chiaramente quello di ottenere i migliori risultati possibili per poi "rimettersi sul mercato" in vista della prossima stagione: vuole un posto su una panchina NBA o prendere il timone di un programma a livello di college. Il Panathinaikos era un'offerta irrinunciabile, rischiosa ma fondamentale per tornare a farsi vedere su un palcoscenico comunque di altissimo livello, anche se fuori dagli Stati Uniti.

Il 66enne Pitino confida in questa chance per distogliere l'attenzione di tutti dai fattacci che hanno portato al suo licenziamento a Louisville nell'estate 2017, quando finì al centro di un'indagine dell'FBI per essere stato coinvolto nel reclutamento di talenti liceali attraverso sponsorizzazioni e remunerazioni che sono assolutamente proibite dalla NCAA. Una macchia che ha segnato indelebilmente la carriera di una leggenda, inserito nel 2013 nella Hall of Fame, ma che non può scriverne la parola "fine".

Il "sistema Pitino" non funzionerà

A Torino Larry Brown non è riuscito a imporre le proprie idee e, aldilà dei risultati, ha dovuto fare i conti con una realtà e dei giocatori che non potevano e non possono coincidere col proprio stile. E' molto probabile che accadrà lo stesso anche ad Atene col Panathinaikos perchè Pitino ha pochissimo tempo per lavorare e perchè non allena dei professionisti adulti dal 2001, quando finì l'esperienza coi Boston Celtics. A questo si aggiunge il fatto che si trova in un ambiente nuovo, molto caldo oltre tutto, e con un gruppo di giocatori molto esperti, dove le stelle sono tutte attorno ai 30 anni (Calathes classe 1989, Langford '83, Lojeski '85, Lasme '82, Gist '86).

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