LaPresse

Della Valle, Gudaitis e le "Twin Towers" di Messina: ecco come Milano ha battuto il Fenerbahçe

Della Valle, Gudaitis e le "Twin Towers" di Messina: ecco come Milano ha battuto il Fenerbahçe

Il 26/10/2019 alle 09:39

Alle spalle di Sergio Rodriguez, top-scorer con 22 punti, i due grandi protagonisti della vittoria dell'Olimpia Milano sul Fenerbahçe sono stati Amedeo Della Valle e Arturas Gudaitis: 15 punti il primo (suo massimo in Eurolega), 17 il secondo al rientro dopo nove mesi di stop. I loro exploit si riassumono in due sole parole: testa e fiducia.

Cominciamo con una dovuta premessa: di Sergio Rodriguez è quasi superfluo parlare. I 22 punti realizzati contro il Fenerbahçe non sono soltanto il suo massimo stagionale in Eurolega, ma anche e soprattutto stampati con un timing chirurgico in ogni singolo momento topico della partita, a partire da un secondo quarto in cui ha spiegato pallacanestro a una delle contender per il trono d'Europa, fino a una chiusura di gara giocata con la personalità e il killer-instinct del campione, di uno che, di partite come queste, ne ha già viste (e vinte) a decine. Se non a centinaia.

Video - Sergio Rodriguez dà spettacolo contro il Fenerbahçe: 22 punti, massimo stagionale in Eurolega

01:22

Chapeau, Amedeo Della Valle: body-language da giocatore in fiducia

Il cappello della serata va abbassato di fronte ad Amedeo Della Valle, l'"uomo che non ti aspetti" per eccellenza, capace di stravolgere, in una sola partita, quanto fatto finora in un anno abbondante di Eurolega. Prima dei 15 punti infilati contro il Fenerbahçe, suo massimo in carriera al più alto livello della pallacanestro europea, il figlio di Carlo veniva da due partite congelato in freezer, con poco più di otto minuti d'azione tra Zalgiris e Panathinaikos. Si era sempre fatto trovare pronto, sì, andando a referto in entrambe le occasioni per 7 punti complessivi, ma non aveva mai avuto la fiducia per andare oltre. Cosa che, invece, si è presa con forza, piglio e faccia tosta nella vittoria sul Fener, come se avesse quasi voluto attendere l'occasione perfetta per indossare il vestito migliore.

"Dimmi come inizi, e ti dirò come finisci". Con Della Valle, giocatore umorale e di striscia, funziona spesso così. Se il primo tiro trova il fondo della retina, allora è molto probabile che possa essere seguito da una scarica di punti. Contro il Fener, il primo è entrato. Appoggiato al tabellone, fuori equilibrio, di classe. Uno di quei canestri che l'Olimpia si aspettava e si aspetta ancora da lui, stregata da quanto fatto due anni fa come go-to-guy della Reggiana in Eurocup. E, dopo quello, si è aperto il mare.

Non è la quantità di punti che sorprende, ma il modo in cui questi sono arrivati. Con un body-language da giocatore voglioso, rabbioso, in fiducia, come visto raramente nella scorsa stagione. Se avete un attimo, ridate un'occhiata alla clip con le sue giocate qui sotto: la tripla presa senza pensare sulla faccia di Ali in uscita dai blocchi, quel coast-to-coast chiuso nel traffico seguito da un'altra tripla dal palleggio dopo aver eluso la difesa di Vesely e Sloukas, non gli ultimi due della pista. Azioni che hanno confezionato i due break decisivi della partita: il primo per creare quel cuscinetto-margine su cui l'Olimpia ha poi potuto gestire il ritmo, e il secondo per ricacciare all'inferno il tentativo più pericoloso di rimonta del Fener. Tutto fatto con coraggio e sicurezza di fondamentali, senza mai tremare o dubitare. Il linguaggio del corpo, a qualsiasi livello, è tutto per comprendere lo stato d'animo di un giocatore.

Video - Serata magica per Amedeo Della Valle contro il Fenerbahçe: 15 punti, career-high in Eurolega

01:08

Il ritorno di Arturas Gudaitis e le "Twin Towers" del sistema difensivo di Messina

E lo stesso body-language ha dipinto anche la grande serata del ritorno in Eurolega di Arturas Gudaitis. Già domenica scorsa, al suo debutto assoluto a Cremona dopo i nove mesi di stop per infortunio, aveva sprigionato scintille, mostrando una voglia incontenibile di tornare a calcare quel parquet desiderato da tempo. Ma Messina ha preferito gestirlo, relegandolo a soli dieci minuti, anche a costo di perdere la partita (com'è poi successo). Voleva conservare quella rabbia, quella voglia maturata nei mesi di riabilitazione, e scatenarla a piena forza contro il Fenerbahçe. Detto, fatto.

Gudaitis ha cambiato il volto dell'Olimpia su entrambi i lati del campo, dando finalmente un'alternativa con stazza, tecnica e punti nelle mani a Luis Scola per appoggiare il gioco in post-basso, ma anche un pilastro difensivo a un gruppo che ha costruito la vittoria soprattutto nella propria metacampo. Schierato in un'inedita versione delle "Twin Towers" milanesi al fianco di Kaleb Tarczewski, Gudaitis non ha soltanto rinvigorito il compagno di reparto, tatticamente smarrito in questo inizio di stagione, ma anche formato un muro quasi insuperabile nel verniciato, rivelandosi un'arma tattica inaspettata con cui poter sbriciolare anche una squadra esperta come il Fenerbahçe. Da tempo si parla, si studia e si interpreta l'ormai super-chiacchierato sistema difensivo di Ettore Messina: venerdì sera, contro il Fener, si è vista la miglior dimostrazione pratica finora in stagione.

Video - Arturas Gudaitis, ritorno col botto in Eurolega dopo nove mesi: 17 punti contro il Fenerbahçe

00:55
0
0