Getty Images

Un primo quarto al limite della perfezione: il sistema Messina ha cominciato a plasmare Milano

Un primo quarto al limite della perfezione: il sistema Messina ha cominciato a plasmare Milano

Il 12/10/2019 alle 17:18Aggiornato Il 12/10/2019 alle 17:23

Le risposte attese dopo la sconfitta all'esordio in Eurolega nella trasferta di Monaco di Baviera sono emerse prepotentemente in un primo quarto giocato al limite della perfezione nella vittoria sullo Zalgiris Kaunas, a partire dalla metacampo difensiva: in attesa del recupero degli infortunati, Milano sta cominciando a mostrare il nuovo volto improntato sulla filosofia di coach Ettore Messina.

A prima vista, quel vecchio detto di Maurizio Mosca secondo cui "del basket contano soltanto gli ultimi cinque minuti" sarebbe perfetto per dipingere il finale in volata col brivido con cui l'Olimpia Milano ha piegato lo Zalgiris al debutto casalingo al Forum in Eurolega. In realtà, la partita era già stata fortemente indirizzata molto tempo prima, nei primi dieci. Il primo quarto dell'Olimpia contro lo Zalgiris è stata la cosa più somigliante vista finora al sistema di cui Ettore Messina sta gettando le basi per il suo progetto triennale in biancorosso, e il fatto collaterale è che questa versione di Milano è ancora molto lontana dall'aspetto che vorrebbe avere nella mente del proprio allenatore, costretto ancora una volta a rivedere rotazioni e gerarchie per l'aggiungersi dell'assenza di Shelvin Mack ai lungodegenti Arturas Gudaitis e Nemanja Nedovic, tre potenziali pedine da quintetto base di alto livello europeo.

Un primo quarto e un approccio da grande squadra

La risposta cercata e voluta dopo l'approccio distratto all'esordio stagionale nella trasferta di Monaco di Baviera, si è concretizzata in un inizio di gara da grande squadra, decisa a capitalizzare il vantaggio del fattore campo: intensità, fisicità, aggressività, coesione difensiva e buone spaziature in attacco nonostante un quintettone iniziale con Jeff Brooks traslato nella posizione poco usuale di ala piccola. Ma è stato proprio l'ex-Malaga, con carta bianca per spaziare su perimetro e area nella propria metacampo, a tracciare i dettami difensivi di una squadra che in questa stagione si è posta l'obiettivo di giocare una pallacanestro differente rispetto al sistema-Pianigiani, dandosi una dimensione più europea.

Video - Jeff Brooks cancella Landale con una super-stoppata: il Magic Moment della vittoria sullo Zalgiris

00:31

Milano ha poi perso i successivi tre quarti, il secondo in maniera anche abbastanza netta con una brusca inversione di tendenza proprio a livello difensivo e di organizzazione generale di squadra, chiaro segno di un lavoro ben lontano dall'essere completato, com'è anche logico che sia in questo momento della stagione e con il personale a disposizione dell'allenatore. Il focus, piuttosto, dev'essere indirizzato sul miglioramento graduale e generale della squadra e del gioco, con l'obiettivo di arrivare al top nel momento caldo della stagione: insomma, l'esatto opposto di quanto successo l'anno scorso, quando Milano girava a meraviglia (almeno con il quintetto base) nelle prime partite salvo poi crollare in una violenta involuzione con il trascorrere dei mesi e il susseguirsi degli infortuni.

Video - Un canestro più bello dell'altro: le magie di Sergio Rodriguez nella vittoria sullo Zalgiris

00:57

Micov, Brooks e White: occhio a questi tre

Video - Highlights: AX Armani Exchange Milano-Zalgiris Kaunas 85-81

02:18
0
0