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Il pugno di Danilo Gallinari, il gesto che riassume i limiti di una generazione incompiuta

Il pugno di Gallinari, il gesto che riassume i limiti di una generazione incompiuta

Il 31/07/2017 alle 10:41Aggiornato Il 31/07/2017 alle 11:21

Danilo Gallinari salterà gli Europei in programma a fine mese per la frattura al metacarpo della mano destra rimediata a seguito di un pugno assurdo al carneade Kok nell'amichevole Italia-Olanda. Emblema della 'generazione di fenomeni' azzurra, Gallo in questa rassegna si sarebbe dovuto riscattare dopo il flop del Torneo Pre Olimpico 2016 ma ha gettato al vento l'occasione nel modo peggiore...

" Nessuno di noi gioca per partecipare, sappiamo quello che possiamo fare e l’obiettivo è crearsi una possibilità di vincere. Il fatto che sia tanto tempo che non arrivano dei risultati è una motivazione aggiuntiva, per cominciare a portare a casa qualcosa"

Meno di quattro giorni fa Danilo Gallinari parlava così delle ambizioni della Nazionale Italiana per questo attesissimo Europeo in Israele e Turchia, che per lui e per la cosiddetta “generazione di fenomeni”, doveva rappresentare l’occasione di riscattare la delusione per la mancata partecipazione all’Olimpiade di Rio de Janeiro. La campagna azzurra del Gallo in maglia azzurra però si è già esaurita per colpa di un raptus tanto assurdo quanto ingiustificabile, che purtroppo è destinato a restare per sempre una macchia nella carriera del talento italiano più cristallino mai prodotto dal nostro basket.

Un gesto assolutamente folle (come lo sputo di Totti a Poulsen o, restando in ambito cestistico, il pugno di Dennis Rodman all'arbitro in Chicago Bulls-New Jersey Nets del 18 marzo 1996), una fesseria colossale alla quale è difficile trovare un senso logico, perché di logico non ha assolutamente nulla. D’altronde che motivo aveva Gallinari di reagire in quel modo a un colpo duro, ma come tanti ne ha subiti e ne subirà nella sua carriera, del carneade Jito Kok - centro olandese del Rapla K.K, squadra che milita nel non proprio gettonatissimo campionato estone – ed assestare quel pugno in faccia, che per la cinica ed implacabile legge del contrapasso gli ha procurato la frattura del metacarpo della mano destra che gli impedirà di prendere parte alla rassegna continentale.

Danilo Gallinari, col suo atto degno del peggior Ron Artest, ha fatto un danno enorme a sé stesso, alla sua reputazione e peggio ancora ai suoi compagni e al ct Messina che ora dovrà lavorare per ripensare la Nazionale e renderla competitiva senza il suo leader tecnico ed offensivo. Nell’estate in cui i Los Angeles Clippers lo hanno firmato con un triennale da 68 milioni di dollari, facendolo diventare lo sportivo italiano più pagato del mondo: Gallinari ha mostrato la sua personalità nel modo più deteriore ed inutile. Con un pugno che lo mette in cattiva luce e lo trasforma inevitabilmente da simbolo del basket italiano nel mondo a perfetto manifesto di una ‘generazione di fenomeni’ solo sulla carta, gente che non riesce a trasformare l’enorme potenziale in vittorie e trofei sul campo.

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