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La favola Lucca: la squadra a costo (quasi) zero che sogna lo scudetto e i caffè il sabato mattina

La favola Lucca: la squadra a costo (quasi) zero che sogna lo scudetto e i caffè il sabato mattina

Il 02/05/2017 alle 00:25Aggiornato Il 02/05/2017 alle 11:05

Ha un budget di 7 volte inferiroe alle squadre di vertice della Serie A, un roster molto più corto e fa le trasferte in macchina per non gravare sulle spese societarie. Questa è la Gesam Gas&Lucca, squadra di basket femminile abituata a sognare in grande. Quest'anno in finale scudetto contro Schio è già avanti 1-0 nella serie e ora sogna di più, pensa al colpaccio tricolore

Via delle Tagliate II, e poi dritto fino alla palla a due.

Già, perché a Lucca, poco fuori le famose mura, di “Via delle Tagliate” ce ne sono addirittura due, e arrivare a quel fortino, il PalaTagliate, non è semplice. Certo è che il viaggio varrà la meta finale.

Il PalaTagliate è, di fatto, un prolungamento delle mura cittadine che protegge la squadra di casa, la Gesam Gas&Luce Lucca. Per la maggioranza, quella della città toscana non è che una semplice squadra di basket, femminile per giunta. Quindi, poco interessante per definizione. Opinioni discutibili. Quello che c’è dietro la Gesam Gas, è qualcosa di più, un sistema che fa bene al basket, una filosofia tutta italiana e fonte di successo.

" Il Basket Femminile Le Mura è una società piccola, quasi a conduzione familiare, ed per questo che ci sentiamo tutti genitori e le giocatrici, le nostre figlie "

Con queste parole l’ufficio stampa descrive una società nata nel 1992 che in pochi anni, sotto la guida di Lidia Gorlin, una signora del basket femminile azzurro e oggi General Manager delle toscane, è riuscita a scalare le vette della serie C, serie B fino alla promozione nella massima serie nel 2009. Ma il punto non è questo.

Lucca ha fondato le basi su una mentalità “casereccia” e questo è il punto di forza di una squadra dove tutte le grandi giocatrici prima o poi passano, o ci vogliono passare. Già, perché quello di Lucca è un ambiente pulito in cui le giocatrici non si sentono “fuorisede” e giocano per il piacere di farlo e per onorare i colori biancorossi. Si accontentano di poco, come del caffè che la società offre loro il sabato mattina per fare colazione insieme. Un gesto che fa gruppo, cementa e abbatte i costi. Un gesto che, nel rovescio della medaglia, porta anche alla finale scudetto.

La Gesam Gas sembra essere un’isola felice ma le apparenze, purtroppo, ingannano.

Via la posta PEC, benvenuto metodo Whatsapp

A Lucca non c’è un vero e proprio staff. O meglio, non c’è un vero e proprio staff adibito solo ad essere tale. Tutti i dirigenti e gli accompagnatori della squadra sono degli appassionati di basket che fanno dell’impegno della Gesam Gas un hobby o comunque un secondo lavoro. Già, perché tutti i membri della società hanno un altro impiego primario e cercano di incastrare la Serie A, nelle 24 ore.

L’organizzazione è alla base del modello Lucca, una struttura digitalizzata che fa leva su...Whatsapp. L’app è infatti il mezzo di comunicazione della società tramite la quale si organizzano partite, trasferte e si soddisfano le esigenze delle giocatrici che spaziano dal “mi serve un medico” al “mi serve una lavatrice”.

È tramite Whatsapp che si organizzano anche le trasferte, rigorosamente in macchina. E pensate che i dirigenti, per accompagnare le giocatrici nelle gare fuori dalle Mura amiche, devono prendersi il giorno di ferie, perché appunto quello della Gesam Gas è di fatto un secondo lavoro.

" Mettiamo a disposizione le nostre macchine personali. Così abbiamo fatto sia a Venezia che a Schio. Tutte le trasferte di quest’anno sono state fatte con le nostre macchine, tranne Ragusa ovviamente. Non partiamo un giorno prima, come fanno tutte le altre squadre, nemmeno per Napoli o per Battipaglia. Noi si parte la mattina presto e forse questo sul momento è pesante ma alla lunga dà i suoi frutti."

L’isola che non c’è

E i frutti sono soprattutto su base economica. Il budget di Lucca è di circa 6-7 volte inferiore rispetto a quello delle campionesse d’Italia in carica del Famila Schio. Gli sponsor di Lucca ricalcano la gestione della società, un pout pourrì di piccoli imprenditori Lucchesi: proprietari di bar, piccole attività, negozianti, ma prima di tutto tifosi, che riversano la propria passione nella maglia biancorossa. Eppure, per Lucca, sopravvivere è una lotta quotidiana e continua.

" Abbiamo un budget decisamente inferiore rispetto alle big della Serie A, se si pensa che nessuno di noi dirigenti e accompagnatori riceve uno stipendio, proprio per la filosofia di squadra, vien da sé che il nostro è forse il quinto o sesto budget dell’intero campionato"

Eppure Lucca vince, convince ed è in finale scudetto. E la serie è aperta, contro le campionesse d’Italia in carica del Famila Schio, 1-0, dopo aver addirittura espugnato il PalaRomare, casa del Famila.

Jilian Harmon, guardia Gesam Gas&Luce Lucca

Jilian Harmon, guardia Gesam Gas&Luce LuccaEurosport

La ricetta segreta dello chef Mirco Diamanti

Se Lucca ha questa mentalità e questa grinta dentro e fuori dal campo, lo deve al suo allenatore, Mirco Diamanti. Lui è uno che riesce ad arrivare fino in fondo ai campionati con un roster molto corto, che spesso fa leva su 6-7 giocatrici in grado di dare un vero apporto alle partite. Prolungamento della mente di Diamanti è Francesca Dotto, gemella di Caterina e playmaker titolare della Gesam Gas che lo scorso anno toccava quasi i 40’ a partita. Lei è una di quelle che a Lucca c’è tornata dopo un anno “fuori”, perché, al di là del budget, al PalaTagliate si raggiungono gli obiettivi. È un contesto di crescita, mentale più che cestistica, e chi esce da quella Cantera sa di avere le caratteristiche giuste per fare bene ovunque.

" La nostra è una realtà semplice ma con grande professionalità, in un ambiente buono dove le ragazze possono esprimere il meglio di loro stesse"

Ma se i problemi sono questi, perché lo fate?

È questa la domanda che forse viene posta al Basket Femminile Le Mura, ma la risposta è molto semplice e parte da qualcosa che è molto più grande di una palla a spicchi.

" Lo facciamo per la città e per i bambini. Che Lucca possa comprendere che quello che facciamo è un lustro anche cittadino e che i più piccoli possano innamorarsi di questo sport"

Lucca quindi, non rappresenta solo una realtà del presente cestistico femminile ma è anche la società che guarda al futuro. Un futuro ricco di salite impervie che partono già questa sera con gara 2 in terra vicentina contro Schio, e arrivano ai buchi economici da tappare. "Per la prima volta abbiamo organizzato un pullman gratis per i tifosi, ma io non ci sarò - racconta il responsabile dell'ufficio stampa -. Non posso, lavoro e ho già preso troppe ferie. Per fortuna il 5 maggio, gara 3 si disputa a Lucca!".

E se queste sono le premesse, la mentalità lucchese è di certo quella vincente, sul parquet e anche fuori perché le società come questa fanno bene al basket e fanno bene allo sport azzurro. Fuori da schemi e lavagnette, bisognerebbe prendere ad esempio questa squadra ed offrire all’intero gruppo, il sacrosanto caffè del sabato mattina.

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