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Mike James completa la nuova Milano: più forte, equilibrata e “da Eurolega”

James completa la nuova Milano: più forte, equilibrata e “da Eurolega”

Il 13/07/2018 alle 14:19Aggiornato Il 13/07/2018 alle 14:26

L’arrivo di Mike James dal Panathinaikos chiude sostanzialmente il mercato estivo dell’Olimpia Milano: analizzando nel dettaglio il nuovo roster, fortemente rivoluzionato nel parco italiani, nel ruolo di ala grande e dei leader offensivi con punti nelle mani, emerge una squadra più lunga, funzionale, equilibrata e con assetto più “europeo” rispetto a quella della scorsa stagione.

Con la chiusura dell’accordo con Mike James, per il quale si attende l’ufficialità del contratto biennale (con opzione per una terza stagione) da quasi 6 milioni di dollari come anticipato da David Pick, si può considerare conclusa anche la costruzione dell’ossatura dell’AX Armani Exchange Milano nella prossima stagione. Reduce da un’annata in cui ha messo in bacheca Supercoppa e scudetto, l’Olimpia ha cambiato volto per metà, agendo in maniera pesante soprattutto sul parco italiani e nel ruolo di ala, quello risultato, a conti fatti, più problematico, per il mancato adattamento di Corey Jefferson e le rese sotto le aspettative di Dada Pascolo e Amath M’Baye.

James-Nedovic-Della Valle: un tris d’assi per dimenticare Goudelock

A lato della conferma totale del reparto lunghi con Gudaitis e Tarczewski, la coppia più sorprendente e convincente della scorsa stagione anche in Eurolega, l’Olimpia ha, sulla carta, un aspetto più equilibrato e funzionale rispetto a quella vista negli ultimi mesi. L’addio di Andrew Goudelock, per quanto doloroso considerando il finale in crescendo assoluto che gli ha permesso di ricevere il premio di MVP delle Finals, dovrebbe essere ben assorbito, quantomeno a livello realizzativo, dai nuovi innesti sul perimetro: Mike James, Nemanja Nedovic e Amedeo Della Valle compongono un trittico con tanti punti nelle mani e caratteristiche complementari che potranno dare maggior versatilità all’attacco. Nedovic è giocatore di livello, con esperienza internazionale, fisico e, per quanto più silente, dotato di un QI cestistico sicuramente più alto rispetto a quello del Mini-Mamba; sarà James a dover assorbire il vuoto in personalità lasciato dalla partenza di Goudelock, ma un giocatore che è stato il generale del Panathinaikos nelle ultime due stagioni è un enorme up-grade rispetto al balbettante Jordan Theodore dello scorso anno. Per Della Valle è invece arrivato il momento di mettersi definitivamente in gioco sul palcoscenico più alto, naturale conseguenza della maturazione vissuta nell’ultima stagione a Reggio Emilia, in cui ha ampliato notevolmente il proprio bagaglio tecnico e offensivo e preso consapevolezza totale della propria personalità, diventando a tutti gli effetti il go-to-guy della squadra con il titolo di miglior realizzatore di Eurocup.

Con il confermato Vlado Micov e il rientro di Simone Fontecchio in ala piccola, la squadra è visibilmente sbilanciata nel reparto guardie, dove sono da contare anche i confermati Andrea Cinciarini, Curtis Jerrells e Dairis Bertans, una scelta conforme al timbro di gioco di Pianigiani, amante dei quattro esterni e delle soluzioni in pick’n’roll e penetra-e-scarica. Da questo punto di vista, la squadra sembra più forte nelle situazioni di 1vs1 e penetrazione rispetto allo scorso anno, dove non erano rari i momenti di impasse offensiva con scarso movimento del pallone e una tendenza alla prevedibilità delle giocate troppo marcata.

Brooks, Burns e la svolta nel parco italiani

Con Jeff Brooks e Christian Burns in ala grande, Milano rinuncia a qualcosa in pericolosità al tiro e capacità di aprire il campo (per quanto entrambi abbiano raggio dai 6.75) ma affianca una coppia con fisicità e carisma a un Mindaugas Kuzminskas visto spesso un po’ troppo morbido e timido rispetto alle attese. Se Brooks è ormai un giocatore affermato a livello Eurolega, sulla durezza mentale di Burns è impossibile discutere, anche se l’ex-Cantù sarà probabilmente molto più utilizzato e fondamentale in campionato, dove il nuovo regolamento prevede lo schieramento di 6 italiani nei 12, vero punto dolente dell’Olimpia della scorsa stagione, poco utilizzati da Pianigiani sì, ma anche difficilmente visti rendere come nelle loro potenzialità. Considerata la necessità del turnover tra gli stranieri, con i due passaportati più Cinciarini e Della Valle, Milano avrà quattro italiani di affidabilità e sicuro impatto nelle rotazioni, cui dovrà aggiungersi anche Fontecchio, la vera scommessa dopo la rinuncia ad Abass: le qualità tecniche e fisiche ci sono, comprese quelle difensive, ma da lui si attende ora quel salto di personalità e mentalità che dovrà portarlo a farsi trovare subito pronto nel momento in cui metterà piede in campo. Certo, non facile.

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