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Maturità, difesa e tanto Della Valle: l'Italia di Sacchetti gioca bene e di cuore

Maturità, difesa e tanto Della Valle: l'Italia di Sacchetti gioca bene e di cuore

Il 27/02/2018 alle 09:21Aggiornato Il 27/02/2018 alle 09:26

La seconda finestra delle qualificazioni ai Mondiali di Cina ha evidenziato la grande crescita e maturazione di un gruppo che aveva iniziato questa avventura con grandi dubbi e titubanze: le larghe vittorie su Olanda e Romania hanno visto un'Italia solida e gagliarda in difesa, efficace e altruista in attacco, e la mano di un allenatore capace di estrarre il meglio da ogni singolo giocatore.

Tre giorni fa, dopo la partita di Treviso, scrivevamo che, a bocce ferme, difficilmente avremmo scommesso di vedere l’Italia in testa al Gruppo D al termine del gironcino d’andata, ancora imbattuta e, per di più, forte di una larga vittoria in Croazia. Ora, il +51 di Cluji con cui gli Azzurri hanno più che doppiato la Romania mettendo in cassaforte uno dei più larghi successi della storia, ci lascia ancor più meravigliati di fronte alla maturazione del gruppo di Meo Sacchetti. Perché si farà anche presto a evidenziare la modestia dell’avversario, esacerbata dall’assenza di Vlad Moldoveanu, probabilmente l’unico giocatore di livello vero, ma è altrettanto bene ricordare che è la stessa Romania che ha battuto Olanda e Croazia (in trasferta) e che si è arresa a Torino soltanto con un orgoglioso -5.

Tre mesi di maturazione e di difesa

Parliamo del 24 novembre scorso, tre mesi fa, quando l’Italia si affacciava al torneo di qualificazione con titubanza, dopo il triste epilogo degli Europei, il fattaccio-Gallinari e i dubbi sulla solidità di una squadra affidata in origine alle mani di Alessandro Gentile e Pietro Aradori: in queste dodici settimane è cambiato tutto, dagli interpreti principali, alla filosofia di gioco, alle alchimie e, soprattutto, alla mentalità di un gruppo ora più che mai conscio della propria forza e qualità. Con le dovute proporzioni, non è un delitto affermare che la squadra di Meo Sacchetti giochi molto meglio e con molto più cuore di tante versioni delle ultime nazionali di Pianigiani e Messina. E per chi tende a travisare il “sacchettismo”, è anche bene sottolineare come questa nazionale sia sì soprendentemente efficace in attacco (84 punti di media, 5^ nelle qualificazioni) ma come, in realtà, costruisca la maggior parte del successo in difesa: nelle ultime due partite, l’Italia non ha mai subito più di 14 punti per singolo quarto (eccezion fatta per il secondo contro l’Olanda, 21) e, con 61.5 punti subiti in media a partita, è la seconda miglior difesa delle qualificazioni alle spalle della Lituania (60.2). Soprendente.

L’investitura di Amedeo Della Valle, il nuovo leader

16 punti contro la Romania all’andata, 25 con la Croazia, 22 con l’Olanda e 29 a Cluji: Amedeo Della Valle ha infilato il terzo ventello consecutivo ritoccando il suo career-high in maglia azzurra e confermandosi nel ruolo di leader offensivo di cui si era già vestito a partire dalla trasferta in Croazia. Il figlio di Carlo è il terzo miglior marcatore delle qualificazioni (23 punti di media in soli 25 minuti a gara) e sta letteralmente fiorendo all’interno del sistema di Meo Sacchetti: Della Valle sta giocando da arma offensiva totale, letale sugli scarichi ed estremamente efficace anche quando mette palla a terra, come confermano il suo 52% complessivo dal campo con il 48.5% dall’arco (16/33) e i suoi 6.5 tiri liberi guadagnati a partita (24 dei quali segnati, 92.3%). Ma quello che stiamo vedendo in nazionale è sì frutto della grande responsabilizzazione ricevuta dal vecchio Meo, ma anche del percorso che lo stesso Della Valle sta compiendo a Reggio Emilia, dove, un po’ per scelta tecnica e po’ giocoforza per i tanti infortuni che hanno azzoppato la Grissin Bon nella prima metà di stagione, ha avuto letteralmente “carta bianca” in attacco.

Michele Vitali, il 12° uomo più strano possibile

Se Amedeo Della Valle è probabilmente, assieme a Gentile e Aradori, l’italiano più responsabilizzato della nostra Serie A tanto esterofila, Michele Vitali si infila subito dietro a ruota: il fratello di Luca sta vivendo il suo anno migliore da professionista a Brescia (11.4 punti di media con 3.2 rimbalzi, 1.7 assist e quasi il 40% dall’arco), eppure in questa nazionale si deve accontentare del ruolo di 12esimo ruolo. In questo c’è sicuramente la conferma della grande profondità della scuola azzurra nei ruoli di guardia e ala piccola, dove anche Diego Flaccadori ha fatto benissimo nelle sue prime due esperienze in nazionale in questa seconda finestra, e, dall’altra, la scoperta di avere a disposizione un parco-giocatori decisamente più ampio del previsto, esattamente il lavoro di ricerca e ricostruzione che sta impegnando Sacchetti in questi mesi. Pur entrando soltanto nel terzo quarto di una partita già morta e sepolta, Vitali ha giocato con estrema garra, sparando 16 punti in 11 minuti (11 dei quali quasi consecutivi) con un solo errore al tiro.

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