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LeBron James fa la storia: superato Michael Jordan al 4° posto nella classifica marcatori all time

LeBron James fa la storia: superato Michael Jordan al 4° posto nella classifica marcatori all time

Il 07/03/2019 alle 07:54Aggiornato Il 07/03/2019 alle 09:07

Serata magica per il fuoriclasse dei Los Angeles Lakers che, grazie a una prova da 31 punti contro i Denver Nuggets, scavalca Michael Jordan (32.292 punti) nella classifica marcatori assoluta della NBA, issandosi al quarto posto alle spalle di Kareem Abdul Jabbar, Karl Malone e Kobe Bryant.

" Per un ragazzo dell'Ohio in cerca di ispirazione e di un'influenza positiva, MJ è stato fondamentale. L'ho sempre studiato. Volevo essere come MJ, tirare come lui in fade-away, tirare fuori la lingua come lui, indossare le sue stesse scarpe. Volevo che i ragazzi mi guardassero e si ricordassero di MJ - LeBron James."

Ai piedi, LeBron James indossa un paio di Nike LeBron 16s, ridisegnate sullo stile delle Air Jordan III, modello "white cement". Sulla suola, una dedica, scritta con un pennarello nero: "Thank you, MJ 23". Soltanto 12 punti lo separano da Michael Jordan e dal quarto posto della classifica all-time dei migliori marcatori, un battito di ciglia per un giocatore con il suo chilometraggio sulle spalle: basta un quarto e mezzo, e LeBron mette la freccia con un canestro dei suoi, in penetrazione, di potenza, spazzando via due avversari.

Il momento è magico, ma l'esultanza composta: l'indice alzato a indicare il più grande di sempre e, contemporaneamente, l'and-one (il tiro libero supplementare) che gli spetta per chiudere l'azione. Gli occhi, però, aggiungono tutto quello che la bocca non dice: in quello sguardo si legge tutto, dalla soddisfazione per il traguardo raggiunto, al dispiacere per aver superato un idolo, alla malinconia dei ricordi d'infanzia, quando LeBron, ragazzino come tutti gli altri, era stregato dalle giocate di Michael Jordan con la maglia dei Chicago Bulls.

  • La classifica punti all-time della NBA
Giocatore Punti Media
Kareem Abdul-Jabbar 38.387 24.6
Karl Malone 36.928 25.0
Kobe Bryant 33.643 25.0
LeBron James 32.311 27.1
Michael Jordan 32.292 30.1

Due icone per due epoche

Non è questo il momento, né la sede, per paragonarli. A modo loro, sono stati entrambi simbolo della NBA e della pallacanestro in generale nelle rispettive epoche. Jordan ha contribuito a esportare il marchio NBA in tutto il mondo (trasformandosi poi lui stesso in marchio), dominando la scena negli anni '90 e i palcoscenici televisivi delle prime trasmissioni a livello internazionale, quando gli appassionati cominciavano realmente a scoprire quello che accadeva al di là dell'Oceano dopo il primo vero contatto con il Dream Team alle Olimpiadi di Barcellona '92. Non c'è un solo ragazzino che, negli anni '90, non sia cresciuto nel mito di Michael Jordan e dei Chicago Bulls, non a caso una delle squadre con il maggior numero di tifosi al mondo. Jordan ha valicato ogni confine, trasformandosi in un simbolo dello sport in generale, l'immagine del campione per eccellenza, di quel mix perfetto e quasi irripetibile di talento, passione, fisico, tecnica e, soprattutto, mentalità vincente.

  • Jordan vs James: le statistiche della carriera
Punti Rimbalzi Assist Recuperi Stoppate
Michael Jordan 30.1 6.2 5.3 2.3 0.8
LeBron James 27.1 7.4 7.2 1.6 0.8

Separati da una manciata di settimane (LBJ è stato scelto al draft del 2003, appena dopo il ritiro di Jordan con la maglia degli Washington Wizards), LeBron ne ha raccolto il testimone a cavallo delle ultime due decadi come massima espressione di quello che possiamo chiamare "giocatore moderno totale", una point-forward di 203 cm per 113 kg capace di giocare quattro ruoli e di ammassare punti con la stessa facilità di assist e rimbalzi. Come Jordan è stato l'icona del basket nell'era pionieristica della NBA nella tv a bassa definizione, LeBron lo è nell'epoca della multimedialità più accesa: con le sue nove Finals giocate (otto consecutive tra il 2011 e il 2018), LBJ è entrato nelle case su ogni apparecchio possibile, alimentando la fantasia e l'immaginazione dei bambini, gli stessi che, quando si allacceranno le scarpe su un parquet NBA tra dieci anni, lo faranno pensando a lui. Anzi, a entrambi.

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