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Southeast Division Preview: ultima chiamata per i Wizards, stuzzica la rivoluzione degli Hawks

Southeast Division Preview: ultima chiamata per i Wizards, stuzzica la rivoluzione degli Hawks

Il 12/10/2018 alle 14:52Aggiornato Il 12/10/2018 alle 14:53

Washington è all'ultimo anno del ciclo Wall-Beal, quindi ora o mai più. Dietro la scommessa è Miami, che se arrivasse Butler diventerebbe una serie candidata a vincere la division. Poi le incognite Charlotte, Orlando e Atlanta, con queste ultime due su cui tenere gli occhi puntati per i talentuosi rookie presi al draft: Mo Bamba (Magic) e Trae Young (Hawks).

Il livello medio di questa division è probabilmente inferiore a tutte le altre. Washington è indubbiamente la franchigia più forte e sulla carta dovrebbe chiudere davanti alle antagoniste senza troppi problemi. Unica possibile rivale è Miami, che dipenderà molto dalle lune del suo leader, Dwayne Wade e dall'evetuale arrivo di Jimmy Butler, che potrebbe a quel punto cambiare la storia della division.

WASHINGTON WIZARDS

  • Mercato: Rimasti Wall e Beal, con le aggiunte di Austin Rivers e Jeff Green è migliorata la panchina e al posto di Gortat, a fare paura in area, ci sarà Dwight Howard. Giocatore un po' perso negli ultimi anni, chiamato a una stagione di riscatto.
  • Draft: Troy Brown da Oregon alla 15 è un semisconosciuto. Guardia tiratrice versatile che ha contribuito alla vittoria degli Stati Uniti U17 al Mondiale 2016. Parte senza riflettori puntati… potrebbe essere un buon segno.
  • Prospettive: le ambizioni restano importanti, ma Washington dà la sensazione di essere sempre un'eterna incompiuta. Coach Brooks all'ultima chiamata? Può darsi! Dovrà cercare di ritrovare Dwight Howard e potrà contare su un paio di cambi in più come Rivers e Green, sperando nell'esplosione definitiva di Otto Porter.
2015, Bradley Beal, John Wall, Washington Wizards, LaPresse

2015, Bradley Beal, John Wall, Washington Wizards, LaPresseLaPresse

MIAMI HEAT

  • Mercato: lo spazio salariale non permetteva granché, quindi si riparte da chi c'era. Ellington, oltre a Wade a fare da chiocce, poi Whiteside che è il go-to-guy, almeno in teoria. Bisogna infatti capire in quale condizione psicofisica si presenterà e se riuscirà a fare quel salto di qualità da All-Star che ci si aspetta da lui dopo anni passati sul trampolino di lancio. La speranza è riposta in Richardson e Winslow, che hanno tutto per crescere e farsi spazio. Tutto ciò avrebbe poco senso qualora gli Heat riuscissero ad accaparrarsi Jimmy Butler, con le valigie pronte a Milwaukee ma ancora troppo costoso.
  • Draft: nessun giocatore draftato in questa sessione, dopo che la franchigia aveva perso tutte le sue scelte al momento della firma di di Goran Dragic.
  • Prospettive: molto dipenderà da D-Wade e dalla sua forma fisica. Ha deciso di allungare la carriera di un altro anno, con la conditio sine qua non che fosse nella sua Miami. Molto dipenderà da come reagirà lui a un'altra stagione di grandi sollecitazioni, e di come il gruppo sopporterà tutto questo.
Dwyane Wade

Dwyane WadeGetty Images

CHARLOTTE HORNETS

  • Mercato: è tornato Bismark Biyombo al posto di Dwight Howard. Il che, stando alle prestazioni del centro ora a Washington, fa ben sperare. Il grande arrivo è Tony Parker, venuto a giocarsi le ultime fiches. Altra novità il coach: James Borrego, giovane ma con anni da apprendista dal più grande maestro, Gregg Popovich.
  • Draft: la scelta, Shai Gilgeous-Alexander alla 11, è stata subito scambiata con i Clippers per Miles Bridges (n°12) e due future seconde scelte. Guardia con buon tiro e potenza fisica, Bridges è stato protagonista da freshman con gli Spartans di Tom Izzo nel 2016-17. Insieme a lui, preso alla 55, una vecchia conoscenza del campionato italiano: Arnoldas Kulboka, l'anno scorso in vetrina a Capo d'Orlando.
  • Prospettive: Parker è la chiave per far rinascere Nicolas Batum, amico e compagno di nazionale. La squadra resta nelle mani di Kemba Walker (free agent la prossima estate), con Michael Kidd-Gilchrist, Marvin Williams e Cody Zeller a cercare di chiudere con onore a est, dove è difficile immaginarseli ai playoff.

ORLANDO MAGIC

  • Mercato: il miglior colpo è in panchina, con Steve Clifford in uscita da Charlotte. Per il resto è una squadra tutta da scoprire. Il draft ha regalato un gioiellino come Mo Bamba, ma con i tanti lunghi già presenti in squadra sarà difficile trovargli una posizione, almeno all'inizio.
  • Draft: Mohamed Bamba è il colpo. Centrone in uscita da Texas, è uno di quei giocatori da non farsi sfuggire per l'atletismo che sprigionano i suoi 208 centimetri. Insieme a lui ecco Melvin Frazier (35), che può dire la sua difensivamente e Justin Jackson (43), arrivato dopo lo scambio con Jarred Venderbilt (41), finito a Denver. Una totale scommessa. Lo scorso anno, da sophomore a Maryland, Jackson ha interrotto bruscamente la stagione dopo appena 11 partite per la rottura del labbro.
  • Prospettive: Clifford avrà il duro compito di mettere insieme una squadra con tanti lunghi forti e un reparto esterni rivedibile. Fournier e D.J. Augustin in regia non promettono niente di buono, ma almeno recuperare Jonathan Isaac vorrebbe dire giocarsi le proprie chances con un possibile futuro All-Star.

ATLANTA HAWKS

  • Mercato: il fulcro viene tutto dal draft con Young e Huerter (che deve smaltire un infortunio alla mano). Idealmente andranno a "sostituire" il partente Schroeder, uomo-franchigia fino alla scorsa stagione. A fare da chioccia ci saranno Jeremy Lin in regia e l'instancabile Vince Carter, che a 41 anni (42 a gennaio), vuole e può permettersi ancora minuti in campo, soprattutto in un progetto dove non c'è niente da perdere. La partenza di coach Budenholzer potrebbe mettere ulteriormente in crisi una squadra data come la peggiore del lotto.
  • Draft: tutto su Trae Young (n°5), scambiato con Dallas per Luka Doncic. Point-guard nella cui mani sarà messa la squadra fin dal principio. Con lui scelti anche Kevin Huerter (19), cecchino da Maryland già nel mirino della NBA fin da giovanissimo e Omari Spellman (30), prospetto esploso dopo la clamorosa perdita di peso durante il suo anno da “redshirt” (in squadra ma con meno partite da giocare per dedicarsi allo studio), indicativamente un buon difensore.
  • Prospettive: la scelta di puntare tutto su un rookie, che ricorda Steph Curry per playmaking e capacità al tiro, è in stile rinascita Warriors. Se pagherà non basterà una stagione per capirlo, ma dopo i fallimenti delle ultime stagioni è difficile fare peggio.

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