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Harden segna ma il canestro non è valido: ammesso l’errore tecnico. E adesso che succede?

Harden segna ma il canestro non è valido: ammesso l’errore tecnico. E adesso che succede?

Il 04/12/2019 alle 12:19Aggiornato Il 04/12/2019 alle 12:29

7.50’ alla fine della partita tra San Antonio Spurs e Houston Rockets. I Rockets conducono 102-89 ma gli Spurs sono in forte rimonta. Harden ruba palla e corre in contropiede verso canestro, si alza e schiaccia ma il canestro non viene dato buono. Tra le polemiche, dopo 2 overtime, vincono gli Spurs 135-133, e quei 2 punti pesano. Si rigioca o no? Vediamo cosa può accadere.

La vicenda che vede coinvolto James Harden nella notte NBA, non riguarda solamente i 50 punti messi a segno nella gara contro i San Antonio Spurs. O meglio, in qualche modo c’entra perchè sul tabellino del Barba potevano esserci 52 punti e, dato il finale della partita 133-135 per San Antonio quei 2 punti avrebbero potuto dare la vittoria ai Rockets.

Cos’è successo: la schiacciata di Harden entra ed esce, canestro non valido

Mancano 7:50’ alla presunta fine della partita tra San Antonio Spurs e Houston Rockets. Houston è avanti 102-89 ma San Antonio stava rimontando dal -22. James Harden ruba palla e corre in contropiede verso canestro, si alza e schiaccia.

La palla entra ma a causa di un movimento della retina, la stessa esce. Harden ha sbagliato il canestro più facile della storia? No. Perché il tabellone dell’AT&T Center dice 104-89. Eppure quel canestro non è stato mai convalidato perché per gli arbitri quel pallone non è mai entrato. 2° overtime, vince San Antonio 135-133, manco a farlo apposta, 2 punti

Errore tecnico, applicazione errata del regolamento

Il canestro di Harden è entrato. I 2 punti andavano convalidati. Ad ammetterlo è anche il capo arbitro James Capers che, una volta rientrato negli spogliatoi ha visto il replay dell’azione. C’è stato dunque un errore tecnico, in cui il regolamento è stato applicato male.

Ma perchè il replay non è stato visto in campo? Perchè sarebbe servito un challenge, ossia una richiesta, da parte di Mike D’Antoni, coach dei Rockets.

E dunque, come funziona il challenge? La squadra che vuole richiederlo chiama time-out e poi ha 30” per “chiamare” il challenge. Se non lo fa entro il tempo stabilito, non ha più la posisbilità di chiederlo. E così è successo anche a D’Antoni che ha usato quei secondi per protestare con gli arbitri.

E adesso che succede?

Dal momento che c’è stata l’ammissione degli arbitri e che, soprattutto Houston ha perso proprio per 2 punti, questa partita potrebbe prendere una svolta, anzi tre.

- Lasciare tutto così

Certo, dopo l’ammissione dell’errore da parte di Capers, quest’ipotesi potrebbe anche non essere considerata ma, se così fosse e rimanesse la vittoria agli Spurs, Houston presenterà un reclamo ufficiale.

- Ripetere la partita

La NBA potrebbe pensare di far rigiocare quegli ultimi 7:50’ partendo da 104-89, quindi con i due punti regolarmente assegnati ad Harden e compagni. Il finale dunque, sarebbe tutto da decidere lasciando “parlare il campo”.

- Assegnare due punti

Se LA NBA assegnasse i 2 punti ad Harden, la partita finirebbe 117-115 per Houston al 48’

Questa terza sembra essere l’ipotesi più remota, mentre è più facile che si rigiochi la partita. Non sarebbe la prima volta in NBA di un remake, ma mai è capitato per un errore tecnico del genere. Sì, ci sono stati errori arbitrali, come canestri da tre valutati invece da due (o viceversa) o canestri annullati/convalidati sulla sirena dei 24 ma questo è il primo canestro “non visto”. Ora da vedere però sarà le decisione della Lega e la conseguente reazione dei Rockets.

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