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Nico Mannion, debutto azzurro a 17 anni: è lui il futuro dell'Italbasket

Nico Mannion, debutto azzurro a 17 anni: è lui il futuro dell'Italbasket

Il 02/07/2018 alle 12:23Aggiornato Il 02/07/2018 alle 12:24

Il figlio di Pace, ex giocatore NBA e poi professionista in Serie A con Cantù, Treviso, Caserta e Siena, è il quarto più giovane esordiente di sempre con la nazionale. Liceale in Arizona, è conteso tra le migliori università d'America.

L'unica nota lieta della disastrosa trasferta dell'Italia in Olanda nell'ultima gara della prima fase delle qualificazioni alla FIBA World Cup 2019 ha un nome e un cognome: Niccolò "Nico" Mannion. Il playmaker dai capelli rossi, classe 2001, era il maggior motivo di interesse di queste due sfide degli azzurri prima dell'estate, un talento che negli Stati Uniti, dove studia al liceo in Arizona, ha già grande visibilità ed è conteso dai migliori college d'America per l'annata 2019-20, su tutti Duke e Arizona. L'esordio con la nazionale maggiore fa sì che sarà "italiano" per tutta la sua carriera ed è diventato il quarto debuttante più giovane di sempre della storia azzurra!

Buona la prima in azzurro

Lasciato fuori per la gara di Trieste contro la Croazia, il ct Meo Sacchetti lo ha inserito nei 12 per la partita contro l'Olanda e gli ha anche dato tanto spazio fin da subito. Entrato con gli azzurri sotto 18-11, ha preso subito il tiro e lo ha segnato, timbrando il cartellino a 17 anni, 3 mesi e 17 giorni, quarto più giovane esordiente in azzurro dopo Vinicio Nesti (16 anni, 3 mesi e 4 giorni, nel lontanissimo 1948), Dino Meneghin (16 anni, 8 mesi, 3 giorni nel 1966), e Sandro Riminucci (17 anni, 2 mesi e 19 giorni nel 1952). Nel secondo quarto Nico ha infilato una bomba, poi nel terzo quarto due liberi e un canestro in penetrazione con la mano sinistra per il -4 Italia, ultimo tentativo di rimonta prima del crollo nell'ultimo periodo. Il bottino finale della prima in azzurro per Mannion è di 9 punti in 30 minuti con 3 su 10 al tiro, 2 rimbalzi, 2 perse e un recupero.

Figlio d'arte

Nico è nato il 14 marzo 2001 a Siena, una delle tappe conclusive della carriera italiana del papà, Pace Mannion, ex giocatore a Utah University, poi professionista in NBA tra il 1983 e il 1989 con Warriors, Jazz, Nets, Bucks, Pistons e Hawks, e da lì in Italia, dove ha vinto la Coppa Korac 1991 con Cantù. Anche la mamma è una sportiva, Gaia Bianchi, ex pallavolista, e un cugino, Edoardo Bianchi, ha fatto tutta la trafila delle giovanili azzurre, ma nel calcio, giocando anche nella Primavera della Juventus. A proposito di Cantù, lì papà Pace conobbe Pino Sacripanti, l'allenatore che lo convocò nella nazionale Under 16 azzurra dopo aver saputo che quello statunitense lo aveva tagliato. Lì è iniziato il suo percorso con l'Italia, impreziosito dalla prova da 42 punti in 28' contro la Russia agli Europei Under 16 nell'estate 2017.

Red Mamba tra Steph Curry e Kobe Bryant

I capelli rossi e l'amicizia con Kobe Bryant hanno prodotto il soprannome di Nico Mannion, "Red Mamba"! Per il fisico, la velocità, la visione di gioco e le capacità ricorda più Stephen Curry ma lui stesso preferisce evitare paragoni e ci tiene a sottolineare il tifo per i Lakers, ereditato dal legame con Bryant: lo conobbe quando aveva 9 anni, presentatogli dal padre Pace che aveva giocato in Italia contro Joe Bryant, papà di Kobe, parlarono in italiano e da lì si è costruita una sintonia e una passione per l'ex numero 24 dei gialloviola di Los Angeles.

I migliori college se lo contendono

A settembre Mannion non potrà giocare con la nazionale perchè dovrà tornare a scuola, in Arizona, alla Pinnacle High School: sarà l'ultimo anno di liceo e nel 2019-20 andrà all'università. C'è grande attesa sulla scelta del college perchè i migliori atenei se lo contendono e sognano di averlo, lui che al momento è considerato il 20esimo miglior giocatore di tutti gli Stati Uniti della classe 2020, stilata da ESPN. Ha finora ricevuto 42 proposte di borse di studio, ha ridotto l'elenco a 10 - Arizona, Duke, Kansas, Marquette, Oregon, Ucla, Usc, Utah, Vanderbilt, Villanova - e probabilmente ne sceglierà 5 da visitare per poi decidere. Un momento importante per la sua carriera, anche in vista di un futuro NBA!

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