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I Bad Boys di Trento, la psiche di Milano, il caos arbitrale: la fotografia di gara-4

I Bad Boys di Trento, la psiche di Milano, il caos arbitrale: la fotografia di gara-4

Il 12/06/2018 alle 17:20

Dopo le due gare opache del Forum, Trento è tornata in versione Bad Boys, trascinata dai leader emotivi Sutton e Hogue, totalmente trasformati in casa. Di contro, Milano è crollata psicologicamente nella battaglia di nervi e commesso gravi errori tattici di gestione a cavallo dei due quarti finali. In tutto questo, sguazza un metro arbitrale ballerino e determinante per l’andamento della serie.

" È chiaro che dobbiamo adattarci se il metro arbitrale è questo, altrimenti succede che un nostro giocatore esce dal campo con la testa aperta e il loro con due tiri liberi. Questo non va bene - Simone Pianigiani."

Trento è tornata in versione "Bad Boys"

Dopo aver inseguito sin dalla palla a due ed essersi ritrovata ancora a -11 alla metà del terzo quarto, Trento ha risposto con le stesse armi che le avevano già permesso di piazzare i due upset nelle serie precedenti con Avellino e Venezia, alzando clamorosamente l’intensità, la fisicità e il numero dei contatti. Ne è uscita una partita (e soprattutto un secondo tempo) giocata in maniera ruvida, sporca, costantemente al limite del fallo e a cavallo di quella linea sottilissima che separa la durezza dalla malizia. Trento è entrata lentamente sotto la pelle dei giocatori dell’Olimpia, tendendone i nervi al massimo e facendoli saltare di botto tra i due quarti di finali, con quel devastante parziale di 31-4 obiettivamente imponderabile prima di quel momento. Più prevedibile, invece, che dopo le prime due gare opache al Forum, Dustin Hogue e Dominique Sutton si cibassero dell’atmosfera amica del PalaTrento, ritrovando quella carica energetica e di leadership emotiva che ha fatto la differenza nelle due vittorie dell’Aquila.

Dairis Bertans, Dustin Hogue, Dolomiti Energia Trento-EA7 Emporio Milano, LBA Finals gara-4

Dairis Bertans, Dustin Hogue, Dolomiti Energia Trento-EA7 Emporio Milano, LBA Finals gara-4LaPresse

Milano, tra psicologia ed errori tattici

In quel lungo momento del 31-4 a cavallo fra terzo e quarto periodo, si sono fronteggiate due squadre agli antipodi a livello psicologico: mentre Trento, da un lato, ammassava fiducia su fiducia recuperando palloni, dominando a rimbalzo e trovando punti facili in transizione, Milano, dall’altro, dava evidenti segni di rabbia mista a frustrazione, paura e sconforto. Se l’Olimpia sembrava essere riuscita a cambiare faccia durante i playoff, i problemi di lunga data di fragilità psicologica sono riemersi in maniera violenta quando il gioco si è fatto troppo duro per essere giocato mantenendo l’atteggiamento avuto fino a quel momento, come ben spiegato da coach Pianigiani. Ma, al fianco del tracollo nervoso ed emotivo, c’è stata una serie di errori tecnico-tattici evidenti: Jerrells ha impresso un ritmo inadatto e dannoso per quel momento della partita, così come il quintetto schierato all’inizio del quarto periodo pareva azzardato per il basso livello di fisicità e produzione offensiva. Pianigiani ha probabilmente sperato che potesse reggere quei 3-4 minuti necessari per restituire poi alla squadra un assetto migliore nel finale, ma Trento ha spazzato via tutti i suoi progetti.

Kaleb Tarczewski infortunato durante gara-4 tra Dolomiti Energia Trento e EA7 Emporio Armani Milano, LBA Finals, gara-4

Kaleb Tarczewski infortunato durante gara-4 tra Dolomiti Energia Trento e EA7 Emporio Armani Milano, LBA Finals, gara-4LaPresse

Il caos arbitrale: qual è il metro delle finali?

Quattro partite arbitrate in quattro modi differenti, con gara-1 e gara-4 totalmente agli antipodi: mai come in questa serie il metro è stato così altalenante, ballerino e probabilmente determinante per l’andamento delle partite. Se in gara-1 i grigi hanno gestito la partita fischiando anche i sospiri e attingendo spesso dal secchielli dei tecnici e antisportivi, la linea si è progressivamente ammorbidita fino a quella estremamente permissiva di gara-4. Nel clima del Forum, dove la fisicità permessa è stata molto più bassa e le “grandi T” hanno spento presto l’animo di Sutton e Hogue (espulso), Milano ha avuto la meglio giocando un basket pulito e sfruttando il maggior tonnellaggio in area. Spartito totalmente opposto, invece, al PalaTrento, dove l’Aquila ha potuto tornare a indossare le vesti da gladiatore già messe contro Avellino e Venezia e giocare la sua pallacanestro. Non esiste un metro giusto o sbagliato, ma ne servirebbe soltanto uno chiaro, per il bene delle due squadre in campo e dei tifosi.

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