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Milano con la garra di Cinciarini, Trento con la classe di Shields: gara-5 ha stravolto tutto

Milano con la garra di Cinciarini, Trento con la classe di Shields: gara-5 ha stravolto tutto

Il 14/06/2018 alle 10:04

Milano si riprende il vantaggio nella serie trovando la propria anima emotiva, difensiva ed equilibratice nel suo capitano, Andrea Cinciarini, decisivo su entrambi i lati del campo. Un'Olimpia più ruvida tra le mura del Forum cheta l'ennesima prestazione superba di Shavon Shields in queste LBA Finals, dove si è totalmente trasformato rispetto al resto della stagione.

Dopo l’ankle-breaker di Goudelock su Sutton in gara-1 e la baruffa che ha coinvolto Tarczewski con Sutton/Hogue in gara-4, è fin troppo semplice vedere nella stoppata allo scadere dello stesso Goudelock su Sutton l’immagine che meglio descrive l’ultima partita delle Finals tra Milano e Trento: il Mini-Mamba, giocatore puramente offensivo, che piazza la giocata più importante della gara (e finora dell’intera serie) sotto il proprio tabellone, con un balzo di puro agonismo che cancella quello che, sulla carta, sarebbe dovuto essere il più facile degli appoggi per un atleta di livello assoluto per il nostro campionato come Dominique Sutton. Già, perché gara-5 ha stravolto nuovamente il copione, proponendo una Milano molto più ruvida e cinica rispetto a quella eccessivamente compassata di gara-3 e a quella tremendamente tremebonda di gara-4. E, più che da Goudelock, l’immagine dell’Olimpia è meglio riassumibile da quella di un altro protagonista: Andrea Cinciarini.

Video - Pazzesco Goudelock: la sua stoppata chiude gara 5

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Andrea Cinciarini, l'anima equilibratice di Milano

Gara-5 è coincisa con il ventesimo gettone consecutivo da titolare di Cinciarini in campionato, una serie apertasi curiosamente proprio dopo la partita di ritorno di campionato a Trento (dove, tra l’altro, il Cincia aveva ben figurato dalla panchina) per i problemi fisici di Jordan Theodore, poi totalmente uscito dalle rotazioni assieme a M’Baye. La rinuncia a Theodore, uno dei pezzi più pregiati del mercato estivo, trasformatasi da obbligata a pura scelta tecnica, ha dato alla squadra quegli equilibri su entrambi i lati del campo mancati fino a quel momento in stagione, Eurolega compresa: un playmaker più puro, ragionatore e passatore come Cinciarini è indubbiamente più funzionale come complemento nel reparto esterni, e la sua attività difensiva, con la disponibilità a spendersi a tutto campo e quella decina di centimetri in più rispetto a Theodore, ha spesso dato un’impronta nei momenti decisivi delle partite.

Andrea Cinciarini durante gara-5 delle LBA Finals 2017-18 tra EA7 Emporio Armani Milano e Dolomiti Energia Trento

Andrea Cinciarini durante gara-5 delle LBA Finals 2017-18 tra EA7 Emporio Armani Milano e Dolomiti Energia TrentoLaPresse

In gara-5, il Cincia ha impersonato il suo ruolo da capitano e leader emotivo del gruppo alla perfezione, spremendosi in difesa, ragionando in attacco e dando un ritmo migliore a quello di Jerrells, e chiamando a sé il pubblico del Forum, sciogliendo quell’ormai tradizionale coltre ghiacciata per renderlo più somigliante al fortino del PalaTrento. Tutto qui? No, perché Cinciarini, giunto ormai alla maturità cestistica a 32 anni, ha anche imparato a mettere i tiri importanti: quest’anno sta tirando con le migliori percentuali della carriera, pari al 55.6% da due e al 45.8% dall’arco (50.0% nei playoff), un dato sorprendente per un giocatore che ha sempre avuto il proprio punto debole nella pericolosità sul perimetro.

Video - Cinciarini: "Il nostro obiettivo è solo vincere, dobbiamo eliminare i blackout"

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Shavon Shields, una serie favolosa

Se da una parte è giusto evidenziare l’importanza equilibratrice di Andrea Cinciarini, dall’altra è doveroso soffermarsi sulla serie strepitosa giocata fino a questo momento da Shavon Shields, ora più che mai leader tecnico totale della squadra di Buscaglia, perfetto complemento alla coppia Hogue/Sutton. Per gli amanti di quei giocatori all-around, Shields è semplicemente una meraviglia per gli occhi, un mix di fisicità e tecnica che lo rende un’arma impropria su entrambi i lati del campo, con quella capacità di essere tanto efficace in penetrazione quanto nelle situazioni in post-up e, soprattutto, con quel delizioso movimento in palleggio arresto-e-tiro con sfumature di profumo anni ’90.

Shavon Shields in azione contro Dairis Bertans in gara-4 delle LBA Finals 2017-18 tra Dolomiti Energia Trento e EA7 Emporio Armani Milano

Shavon Shields in azione contro Dairis Bertans in gara-4 delle LBA Finals 2017-18 tra Dolomiti Energia Trento e EA7 Emporio Armani MilanoLaPresse

I 27 punti di gara-5, 23 dei quali realizzati nella ripresa con quell’ultimo quarto da onnipotenza offensiva assoluta da 17 punti in 5’15”, fanno eco ai 31 di gara-4, dov’è stato a dir poco superlativo, e ai 31 di gara-1, dove ha tenuto viva Trento, praticamente in solitaria, per tutto il match. Rispetto al resto della stagione, i numeri di Shields nelle Finals sono esplosi: l’ala di Trento è passata da 13.2 a 22.4 punti di media (+9.2) con uno scintillante 70.6% da due (+21.7%), e ha quasi raddoppiato gli assist serviti (da 2.3 a 4.2 di media). In generale, nelle Finals, Shields tenta 3.8 tiri dal campo e 2.0 tiri liberi in più, salendo al ruolo di leader offensivo vero della squadra: ma, oltre al mero dato statistico, quello che impressiona sono la lucidità, la fluidità e l’eleganza con cui gestisce i possessi. Insomma, totalmente smooth, per dirla all’americana.

  • L'esplosione di Shavon Shields nelle LBA Finals
Punti % da 2 % da 3 Assist Falli subiti Valutazione
Stagione 13.2 48.9% 34.1% 2.3 2.9 12.7
Finals 22.4 70.6% 36.8% 4.2 3.8 23.0
Differenza +9.2 +21.7% +2.7% +1.9 +0.9 +10.3

Video - Highlights: gara 5 EA7 Emporio Armani Milano-Dolomiti Energia Trentino 91-90

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